INCHIESTA BPS/2 – LE INTERCETTAZIONI: “LE TESTE DI CAZZO E GLI OMETTI ROMPICOGLIONI” / ANTONINI "SE A PIO A STROZZO"

Così dei “montepaschini” / L’informatore Zuccari / I Danni a PopSpoleto / Politica “Se Marini perde Todi questa cosa la facciamo saltare” / “L’assessore sulla sedia a rotelle viene sempre a controllare"
Carlo Ceraso
Continua la lettura degli atti dell'inchiesta della Procura di Spoleto sulla Banca Popolare di Spoleto, messa in sicurezza dallo scorso febbraio dai Commissari iviati da Bankitalia che ha defenestrato i board dell'istituto di credito e della controllante Spoleto Credito e Servizi. Dopo le carte che hanno spiegato il collaudato 'sistema' di amicizie sempre disponibili ad aiutare l'ex dominus Giovannino Antonini (clicca qui per la Prima Parte) , l'inchiesta analizza i rapporti fra quest'ultimo e alcuni influenti personaggi come l'ex d.g. Francesco Tuccari, il vicepresidente vicario Zuccari, i dirigenti Siena e Quartucci, alcuni imprenditori, solo per citare alcuni dei 34 indagati per i quali i pm si apprestano a chiedere il rinvio a giudizio.
“MO COMANDO IO” – gli atti dell’inchiesta svelano il meccanismo che secondo gli inquirenti Antonini orchestrava per ottenere i soldi dalle aziende che beneficiavano di finanziamenti ‘allegri’. Le cimici continuano a fare il loro dovere. Il pomeriggio del 31 maggio 2012 Antonini è a colloquio con Alessandro Monaldi che gli parla de “il figlio di Nicoletti, della banda della Magliana” ma Antonini puntualizza che “non vuole avere niente a che fare”. Monaldi prosegue: “…erano venuti anche all’inaugurazione a via XX settembre…Laganà ce lo ha fatto conoscere…”.
La sera stessa, ancora nell’ufficio della assicurazione, l’ex dominus si sfoga con un uomo: “…ho fatto 10-12 anni il presidente…6anni il vice presidente…mo faccio il presidente che comanda…e tutti quanti devono sempre veni da me”.
Non c’è nessuno che provi a frenarlo, anzi. Così il d.g. Tuccari, il 6 aprile, di fronte alla richiesta di versare un assegno da 40mila euro bancario e fare un assegno circolare di pari importo: “è fuori dalle regole di funzionamento, però se lo deve fare lo facciamo”. Dello stesso giorno il colloquio con il vice Bps Michelangelo Zuccari il quale facendo riferimento ad assegni emessi a suo favore chiude la telefonata suggerendo ad Antonini “di non farlo incorrere in alcun tipo di problema”.
“UN MIRACOLO” –Antonini si muove come se fosse il presidente Bps e non della holding Scs. Così sollecita dirigenti a funzionari ad attivarsi per questo o quell’imprenditore. Fra il management può contare su Marcello Siena come su Emilio Quartucci (entrambi indagati dalla procura). Il 22 dicembre 2011 Siena ha dei colloqui con il dominus in merito ad una operazione di Cosimo De Rosa, ma il dirigente dice che “di questa operazione non si può parlare al telefono…è una operazione complicata”. Due giorni più tardi lo informa su altre pratiche, quella di “Di Matteo fatta per ventuno milioni di euro grazie alla sua maestria (del Siena, n.d.r.) e quella di “Camillo Colella che è stata deliberata per cinque milioni e che è stato un vero miracolo”. Neanche a dirlo Antonini si congratula con il dirigente. Idem il 23 aprile 2012 quando l’ex dominus viene aggiornato sulla pratica “DTC”: Siena ha letto la pratica ma non ha molte informazioni, “si tratta di cinque palazzine...”, ha bisogno “di più informazioni perché si tratta di un mutuo da 2 milioni di euro” per una società che ha appena 2.500 euro di capitale sociale. Antoni spiega che l’azienda “ha bisogno” e gli dice di rivolgersi ad un impiegato “per le informazioni che gli mancano”.
Il 12 maggio Siena ringrazia l’ex presidente che indubbiamente deve essere intervenuto in suo favore: “solo per ringraziarla, il comportamento dell’uomo del monte (Conticini, n.d.r.) non può far finta che in questi anni non c’è stato…la sua forza si basa sul mio operato anche se non è semplice andare a lavorare così…psicologicamente resisto perché sono durissimo”.
Antonini lo rassicura: “stai tranquillo che fino a quando ci sto io”
Siena: ma perché deve sempre intervenire il presidentissimo….questo mi ha tagliato tutti i fidi.
Stessi ottimi uffici con Emilio Quartucci. Il 18 gennaio 2012: “Giovannino solo per dirti…quello di Montepulciano l’ho deliberato adesso per cui è a posto”. Il 2 febbraio uccessivo è Antonini a chiamarlo: “c’è Paolo l’avvocato (Rossi) preoccupato per il mutuo…” ma il dirigente lo rassicura dicendo “che non si deve preoccupare…i documenti me li ha dati ieri…comunque deve stare tranquillo”. Con il passare dei giorni Quartucci dimostra di prendere a cuore ogni richiesta, come quelle della Elcov, La Vela, di una operazione che riguarda il revisore Dante Cerbella, etc. Il 10 aprile Antonini lo chiama per “Gigi Piccolo” (editore perugino che tanto si era ‘animato’ nella Assemblea dei soci del 17 dicembre 2011 da finire indagato per minacce e ingiurie, n.d.r.); Quartucci dice di mandarlo su subito che alle 18 deve essere a Perugia e Antonini conclude “tocca dargli un po’ de soldi in parole povere”.
L’AEREO PER IL CASINO’ – Antonini ha una passione per i casinò, non ne ha fatto mai mistero, e nelle intercettazioni si sente a volte parlare di Montecarlo e Montenegro. In una telefonata del 12 giugno 2012, con tale “Patrizio” in partenza per il Montenegro, confessa che avrebbe “voglia di tornarci”. L’interlocutore dice non c’è problema, se Antonini si organizza “con 4/5 persone” può mandarlo a prendere a Firenze da un aereo privato…ci sono 7 posti ma ci vogliono almeno 4 giocatori”. Il 4 giugno risponde al telefono e dice all’interlocutore di aver visto le sue telefonate e aggiunge di essere stato all’estero (per la Guardia di finanza in Montenegro).
Il 12 maggio Siena ringrazia l’ex presidente che indubbiamente deve essere intervenuto in suo favore: “solo per ringraziarla, il comportamento dell’uomo del monte (Conticini, n.d.r.) non può far finta che in questi anni non c’è stato…la sua forza si basa sul mio operato anche se non è semplice andare a lavorare così…psicologicamente resisto perché sono durissimo”.
Antonini lo rassicura: “stai tranquillo che fino a quando ci sto io”
Siena: ma perché deve sempre intervenire il presidentissimo….questo mi ha tagliato tutti i fidi.
Stessi ottimi uffici con Emilio Quartucci. Il 18 gennaio 2012: “Giovannino solo per dirti…quello di Montepulciano l’ho deliberato adesso per cui è a posto”. Il 2 febbraio uccessivo è Antonini a chiamarlo: “c’è Paolo l’avvocato (Rossi) preoccupato per il mutuo…” ma il dirigente lo rassicura dicendo “che non si deve preoccupare…i documenti me li ha dati ieri…comunque deve stare tranquillo”. Con il passare dei giorni Quartucci dimostra di prendere a cuore ogni richiesta, come quelle della Elcov, La Vela, di una operazione che riguarda il revisore Dante Cerbella, etc. Il 10 aprile Antonini lo chiama per “Gigi Piccolo” (editore perugino che tanto si era ‘animato’ nella Assemblea dei soci del 17 dicembre 2011 da finire indagato per minacce e ingiurie, n.d.r.); Quartucci dice di mandarlo su subito che alle 18 deve essere a Perugia e Antonini conclude “tocca dargli un po’ de soldi in parole povere”.
L’AEREO PER IL CASINO’ – Antonini ha una passione per i casinò, non ne ha fatto mai mistero, e nelle intercettazioni si sente a volte parlare di Montecarlo e Montenegro. In una telefonata del 12 giugno 2012, con tale “Patrizio” in partenza per il Montenegro, confessa che avrebbe “voglia di tornarci”. L’interlocutore dice non c’è problema, se Antonini si organizza “con 4/5 persone” può mandarlo a prendere a Firenze da un aereo privato…ci sono 7 posti ma ci vogliono almeno 4 giocatori”. Il 4 giugno risponde al telefono e dice all’interlocutore di aver visto le sue telefonate e aggiunge di essere stato all’estero (per la Guardia di finanza in Montenegro).
LE “TESTE DI CAZZO E GLI OMETTI” – fra i fedelissimi dell’ex padre-padrone spicca la figura dell’avvocato Michelangelo Zuccari, che proprio Antonini aveva indicato quale vicepresidente vicario di PopSpoleto. Due in particolare gli episodi di rilievo: l’affaire Baronci e un prestito da 31mila euro.
Sul crack Baronci la vicenda è nota: Antonini, in merito alla questione della “procedibilità nei confronti dei debitori ceduti delle fatture anticipate alla Baronci” aveva costituito (spintaneamente ‘convinto’ dagli ispettori di Bankit nel 2010) un fondo di 180mila che ora, sulla semplice base di una causa pilota e di un parere legale, pretende di avere indietro dalla Spoleto. Il 30 dicembre 2011 l’avvocato spoletino lo chiama: “oh…è passata la faccenda tua eh credo che a giorni avete risolto….li devi richiedere se non sei un coglione” e aggiunge “dopo ti devo dire che ci sta qualche testa di cazzo…dopo ti dico”. Dello stesso tenore la telefonata del successivo 11 gennaio: “qualche ometto rompe li coglioni su a faccenda tua”, Antonini chiede a chi si riferisce, “qualche ometto te lo dico dopo” risponde Zuccari. Per gli inquirenti Antonini avrebbe “fatto pressioni sul Cda Bps per riottenere i 180mila euro monitorando i voti dei consiglieri favorevoli” con Zuccari che sarebbe stato un “efficiente informatore indicando i nominativi degli ‘ometti’ e minacciando, sempre per il tramite di Zuccari, di rimuovere eventuali consiglieri e/o sindaci” che non voteranno in suo favore. Leggiamo un brano nel quale Antonini sembra riferirsi al revisore Paola Nannucci (unica donna del collegio sindacale).
Antonini: …quell’altro sindaco a femmina c’hai parlato?
Zuccari: ancora no perché n’ho vista mo
A.: parlace che anche se un sindaco quello del…che tanto fra poco i cacciamo via tutti questi è…aaaahhhh e se dichiarasse perché se no a pio a strozzo è
Zuccari: bene (incomprensibile)
Antonini, come risaputo, otterrà “soddisfazione” e il 16 gennaio è ancora Zuccari a informarlo che il Cda ha approvato la restituzione dei soldi: la “cosa è passata con tre contrari e un astenuto”. A votare contro sono i “montepaschini” (i consiglieri Antognoli, Logi e Bandinelli che più tardi, ai magistrati, dichiareranno di non aver comunque “subito alcun tipo di pressione”) cui si aggiungerà l’astensione del consigliere Bernardi Fabbrani (il consigliere Maurizio Lombardi aveva invece abbandonato il board).
Sul crack Baronci la vicenda è nota: Antonini, in merito alla questione della “procedibilità nei confronti dei debitori ceduti delle fatture anticipate alla Baronci” aveva costituito (spintaneamente ‘convinto’ dagli ispettori di Bankit nel 2010) un fondo di 180mila che ora, sulla semplice base di una causa pilota e di un parere legale, pretende di avere indietro dalla Spoleto. Il 30 dicembre 2011 l’avvocato spoletino lo chiama: “oh…è passata la faccenda tua eh credo che a giorni avete risolto….li devi richiedere se non sei un coglione” e aggiunge “dopo ti devo dire che ci sta qualche testa di cazzo…dopo ti dico”. Dello stesso tenore la telefonata del successivo 11 gennaio: “qualche ometto rompe li coglioni su a faccenda tua”, Antonini chiede a chi si riferisce, “qualche ometto te lo dico dopo” risponde Zuccari. Per gli inquirenti Antonini avrebbe “fatto pressioni sul Cda Bps per riottenere i 180mila euro monitorando i voti dei consiglieri favorevoli” con Zuccari che sarebbe stato un “efficiente informatore indicando i nominativi degli ‘ometti’ e minacciando, sempre per il tramite di Zuccari, di rimuovere eventuali consiglieri e/o sindaci” che non voteranno in suo favore. Leggiamo un brano nel quale Antonini sembra riferirsi al revisore Paola Nannucci (unica donna del collegio sindacale).
Antonini: …quell’altro sindaco a femmina c’hai parlato?
Zuccari: ancora no perché n’ho vista mo
A.: parlace che anche se un sindaco quello del…che tanto fra poco i cacciamo via tutti questi è…aaaahhhh e se dichiarasse perché se no a pio a strozzo è
Zuccari: bene (incomprensibile)
Antonini, come risaputo, otterrà “soddisfazione” e il 16 gennaio è ancora Zuccari a informarlo che il Cda ha approvato la restituzione dei soldi: la “cosa è passata con tre contrari e un astenuto”. A votare contro sono i “montepaschini” (i consiglieri Antognoli, Logi e Bandinelli che più tardi, ai magistrati, dichiareranno di non aver comunque “subito alcun tipo di pressione”) cui si aggiungerà l’astensione del consigliere Bernardi Fabbrani (il consigliere Maurizio Lombardi aveva invece abbandonato il board).
Ma Zuccari sa fare anche di più, come soccorrere più volte il potente amico. Così il 20 marzo, un mese dopo che il board ha deciso la restituzione dei 180mila euro.
Antonini: …senti. Te posso mandà su mio figlio?
Zuccari: Allo..che gli…che te serve…nel senso che devo fa dimmi
A.: allora io te do un assegno mio
Z.: mmm
A. A me però stamattina siccome m’hanno dato impagato un assegno di un cliente me serve un circolare perché la banca (incomprensibile) solo con i circolare e allora…trentunomila
Z.: io…trentuno?
A.: sì…e ti do l’assegno tu domani lo versi e stai a posto, no? Ecco
Z.: no…be io t’ho verso fra sette/otto giorni…non t’ho verso domani…te lo faccio sull’azienda agricola perché io sui conti miei non ce li ho
A.: ve bene uguale però…
Z.: però devo fare l’assegno circolare…allora a chi lo intesto?
A.: Antonini Francesco il figlio mio
Antonini: …senti. Te posso mandà su mio figlio?
Zuccari: Allo..che gli…che te serve…nel senso che devo fa dimmi
A.: allora io te do un assegno mio
Z.: mmm
A. A me però stamattina siccome m’hanno dato impagato un assegno di un cliente me serve un circolare perché la banca (incomprensibile) solo con i circolare e allora…trentunomila
Z.: io…trentuno?
A.: sì…e ti do l’assegno tu domani lo versi e stai a posto, no? Ecco
Z.: no…be io t’ho verso fra sette/otto giorni…non t’ho verso domani…te lo faccio sull’azienda agricola perché io sui conti miei non ce li ho
A.: ve bene uguale però…
Z.: però devo fare l’assegno circolare…allora a chi lo intesto?
A.: Antonini Francesco il figlio mio
Così il 21 aprile, non al telefono ma nell’ufficio di Antonini.
A: … io ti do l'asssegno... le to... mo per l'operazione di ieri come cazzo... capito...
Z: … capito...
A: … invece quell'altro...
Z: … se potevo resistere... capisco tante cose basta no... va beneficiari … sto migliorando
Z: ehhh
A: … dopo grandi sacrifici sto migliorando… rientrà.. adesso... operazione questa dell'unicredito... dovrebbe sistemamme i conti... cioè sistemamme i conti... dovrebbe... inc... a compagnia ho liquidata... l'ispezione è andata via...
Z: a me... me servono
A: … dopo...
Z: … fammi dire quali sono le mie esigenze
A: … periodo sotto controllo... eh adesso ce sta sto controllo... de controllo de a cosa … de.. a finanza sull'antiriciclaggio... no.. inc .. in banca hanno chiesto i cosi... guardando i conti…
A: può darsi che martedì... me dovrebbero rientrà un sacco de soldi spicci... appena me rientrano i primi 8 li do a te...
Z.. incasinato
A: … mo adesso me rientrano... allora... fino al 13... qui c'erano 2 ispettori dell'assicurazione hai visti no... tutti gli incassi l'hanno fatti loro...
Z: … si però se arcominci a fa casino me servono
A: … noooo però i soldi spicci no... quando me entrano i soldi spicci me entrano a me
A: … io ti do l'asssegno... le to... mo per l'operazione di ieri come cazzo... capito...
Z: … capito...
A: … invece quell'altro...
Z: … se potevo resistere... capisco tante cose basta no... va beneficiari … sto migliorando
Z: ehhh
A: … dopo grandi sacrifici sto migliorando… rientrà.. adesso... operazione questa dell'unicredito... dovrebbe sistemamme i conti... cioè sistemamme i conti... dovrebbe... inc... a compagnia ho liquidata... l'ispezione è andata via...
Z: a me... me servono
A: … dopo...
Z: … fammi dire quali sono le mie esigenze
A: … periodo sotto controllo... eh adesso ce sta sto controllo... de controllo de a cosa … de.. a finanza sull'antiriciclaggio... no.. inc .. in banca hanno chiesto i cosi... guardando i conti…
A: può darsi che martedì... me dovrebbero rientrà un sacco de soldi spicci... appena me rientrano i primi 8 li do a te...
Z.. incasinato
A: … mo adesso me rientrano... allora... fino al 13... qui c'erano 2 ispettori dell'assicurazione hai visti no... tutti gli incassi l'hanno fatti loro...
Z: … si però se arcominci a fa casino me servono
A: … noooo però i soldi spicci no... quando me entrano i soldi spicci me entrano a me
I DANNI A BPS – notevoli i danni che la Popolare Spoleto avrebbe subito dalle condotte di board e management. Il Ctu nominato dai pm, il dottor Giovanni Piergentili, ha sostanzialmente condiviso le “previsioni di perdita” formulate dalla Vigilanza che ammontano a quasi tre milioni di euro, 2,935 mln per la precisione (Baronci 82mila, Baronci Costruzioni 1,868 mln, De Rosa 176mila, DRC Immobiliare 336mila, DR Immobiliare 370mila, Rossi 46mila, Vela2000 57mila) cui aggiungere altri 755mila euro legati ad una nota azienda edile spoletina ormai fallita.
“QUESTA COSA LA FACCIAMO SALTARE” – alcuni brevi passaggi delle intercettazioni dimostrano come l’ex dominus non sia più in buoni rapporti con la Regione, in particolare con la governatrice CatiusciaMarini che, a quanto è trapelato nel tempo, ha sempre tenuto “a distanza” i vertici di PopSpoleto che hanno a più riprese cercato di tirarla per la giacchetta. Eloquente una telefonata fra Antonini e Zuccari che affrontano il ‘braccio di ferro’ sulle nomine in Gepafin, la finanziaria regionale partecipata da Bps, Unicredit e Intesa-Casse dell’Umbria. Le altre banche, non di meno palazzo Donini, alla luce dei ripetuti scandali che stanno travolgendo piazza Pianciani non vogliono saperne di pressioni e colpi bassi (come il procrastinare fondi da mettere a disposizione delle imrpese tramite Gepafin appunto). E’ il 13 maggio, ormai vigilia delle amministrative per Todi, la città natale della governatrice. Leggiamo.
Zuccari: anche ieri sera è andata bene, abbiamo conosciuto un po’ di personaggi importanti, si sono aperte alcune relazioni che possono dare soddisfazioni. Volevo parlare un po’ con la Marini che è incazzata con noi anche se istituzionalmente non ho tutto questo potere…è incazzata per la Gepafin”
Antonini: senti il direttore anche se non mi pare intenzionato a cedere
Z.: su questo se loro pagano ci sanno i soldi nostri e poi si riapre
A.: loro non hanno i soldi per ridarceli e non è una situazione facile
Z.: appunto, potevo anche andarci ma non mi sento l’autorità per farlo
A.: facciamo passare un po’ di giorni e poi se perde le elezioni a Todi mi sa che questa cosa la facciamo saltare.
Zuccari: anche ieri sera è andata bene, abbiamo conosciuto un po’ di personaggi importanti, si sono aperte alcune relazioni che possono dare soddisfazioni. Volevo parlare un po’ con la Marini che è incazzata con noi anche se istituzionalmente non ho tutto questo potere…è incazzata per la Gepafin”
Antonini: senti il direttore anche se non mi pare intenzionato a cedere
Z.: su questo se loro pagano ci sanno i soldi nostri e poi si riapre
A.: loro non hanno i soldi per ridarceli e non è una situazione facile
Z.: appunto, potevo anche andarci ma non mi sento l’autorità per farlo
A.: facciamo passare un po’ di giorni e poi se perde le elezioni a Todi mi sa che questa cosa la facciamo saltare.
“SEMPRE A FA I CONTROLLI” – ce n’è anche per l’assessore all’urbanistica di Spoleto Yuri Cerasini, da cui dipende l’Ispettorato edilizio, fra gli uffici di punta della amministrazione comunale. E’ il 6 giugno 2012 quando le microspie ambientali intercettano una conversazione nello studio di Antonini che è con il figlio Alberto e un geometra spoletino. Giovannino parla dell’assessore e Alberto chiarisce “quello sulla sedia a rotelle che è venuto sempre a fa i controlli, anche per la cosa di Baronci”. Il tecnico a questo punto dice di aver “trovato un ingegnere disponibile” al quale ha detto “me serve subito, immediatamente…allora io gli ho parlato adesso…m’ha detto che stava predisponendo e con poche cose (incomprensibile) col raddoppio delle pratiche…cose…riusciamo…cioè, s’avviano e basta…con poche cose con pochi lavori riusciamo a sistemarlo però tocca fare il deposito sismico, no un progetto sismico…che ce vorranno due mesi per l’approvazione, però se l’abbiamo presentato e stiamo a fa i lavori è un discorso, se nemmeno l’abbiamo presentato, oltre ad essere penale, sono 6666 euro di multa per Giovanni, 6666 per (inc.), 6666 per me…”
CONTINUA/2 – domani sabato 10 agosto alle 22.30
© Riproduzione riservata
(in collaborazione con Massimo Sbardella del Giornale dell’Umbria, domani in edicola)
CONTINUA/2 – domani sabato 10 agosto alle 22.30
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(in collaborazione con Massimo Sbardella del Giornale dell’Umbria, domani in edicola)
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