martedì 2 giugno 2026

Magnate il panino e non rompe'@

 


Negli ultimi giorni, Roma è tornata a essere terreno di una forte polarizzazione social, fatta dei soliti video urlati, del degrado trasformato in contenuto e della presunta “sostituzione etnica”. Questa volta il bersaglio era la festa di Eid al-Adha organizzata il 31 maggio a Villa Gordiani dalla comunità islamica romana insieme al Mercato Arabo di Centocelle. Prima è partita la fake news delle presunte macellazioni pubbliche di animali nel parco, addirittura davanti ai bambini. Una sciocchezza totale, ovviamente, smentita dagli organizzatori, che hanno dovuto ricordare una cosa abbastanza elementare: in Italia la macellazione è regolata da norme sanitarie precise e può avvenire solo nei mattatoi autorizzati, non certo nei parchi pubblici.


Smentita la bufala, però, la polemica è proseguita. Sui social si è iniziato a parlare di “sharia”, attacco alle tradizioni italiane e alla romanità.  Tra i protagonisti della vicenda c’è stato Simone Carabella, influencer noto per i suoi video sul degrado urbano e le borseggiatrici in metro a Roma. Nei giorni precedenti all’evento, aveva annunciato che si sarebbe presentato alla festa con «pane, porchetta e Alvaro Amici» per rivendicare le tradizioni italiane. 


Più che una protesta, è sembrata una specie di reboot romano del Cruciani con il salame contro i vegani. A differenza di quest’ultima, però, quella di Carabella non ha avuto un grande successo.  L’influencer romano è arrivato davvero a Villa Gordiani con il panino in mano. Ma dai video pubblicati da Fanpage e dalle storie caricate da Carabella stesso, non emergono tensioni: nessuno lo accerchia o prova a impedirgli nulla. Al contrario, alcune persone gli offrono da mangiare, scherzano con lui e gli propongono persino di andare il giorno dopo in moschea a mangiare insieme.


Nel video pubblicato dallo stesso Carabella, mentre addenta il panino dice: «Non è che mi hanno accerchiato, mi hanno pure minacciato (…) me vonno mena’?». Ma guardando le immagini non sembra esserci nulla di tutto questo. A un certo punto una voce gli dice persino: «La vuoi l’amatriciana?». «Io a Roma mangio il panino co’ la porchetta quando me pare», afferma l’influencer. E ci mancherebbe, verrebbe da dire. Il punto è che sembrano pensarlo anche quelli attorno a lui. 


Nelle ore successive Carabella ha pubblicato un altro video entrando in un kebabbaro che, secondo lui, starebbe ospitando un «comizio islamico». Anche lì la stessa retorica, anche lì le persone lo osservano in silenzio - giustamente stranite (?) - e, mentre se ne va, qualcuno gli risponde persino «grazie mille». Durante la festa, ai microfoni di Fanpage, Abramo del Mercato Arabo di Centocelle ha detto: «Questo è un parco pubblico, (Carabella, ndr) può mangiare il panino con la porchetta dove vuole. Anzi, se viene domani lo porto con me a mangiarlo in moschea».


A volerla inquadrare, questa vicenda assurda e grottesca, l’aspetto più interessante forse è proprio questo: la distanza tra il clima raccontato online da un certo attivismo identitario e ciò che emerge concretamente nei video girati sul posto. Per giorni l’evento era stato descritto come il simbolo di uno scontro culturale o religioso. Alla fine, però, la scena simbolo della giornata è un uomo che gira con un panino alla porchetta mentre dei musulmani gli offrono l’amatriciana e lo invitano in moschea. A quel punto, se sei andato lì per documentare la “guerra religiosa”, non puoi fare altro che una cosa: finire di mangiarlo, quel panino, infilarti il telefono in tasca e andare via a cercare un’altra “storia” da “raccontare”.

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento