domenica 3 maggio 2026

Emanuela Orlandi, spunta un rapporto del 1983: «Un seminarista inglese visto a Fiumicino durante le chiamate dei rapitori»

 


Si riaccendono i riflettori sulla figura di Ian Wilson

 
Emanuela Orlandi, spunta un rapporto del 1983: «Un seminarista inglese visto a Fiumicino durante le chiamate dei rapitori»


Vatican Girl, svolta o ennesima pista fasulla? Un rapporto dei carabinieri datato 18 luglio 1983, rimasto inedito per decenni e recentemente svelato dal settimanale Giallo, riaccende i riflettori sulla figura di Ian Wilson, all'epoca seminarista inglese di 29 anni. Il documento, indirizzato alla Procura di Roma, descrive uno scenario inquietante: Wilson, che frequentava l'oratorio vaticano di Sant'Anna ed era un volto noto ai fratelli Orlandi, sarebbe stato visto all'aeroporto di Fiumicino proprio il 10 luglio 1983. Si tratta di una data cruciale, poiché quel giorno una telefonata dei presunti rapitori guidò i giornalisti nella cappella dello scalo, dove vennero recuperati un messaggio di Emanuela Orlandi e la fotocopia della sua tessera d'iscrizione alla scuola di musica.

L'interrogatorio e la perquisizione

La segnalazione sulla presenza del religioso arrivò da due inviati della rete americana ABC, spingendo il reparto operativo dei carabinieri a eseguire immediati accertamenti. Durante l'interrogatorio, gli inquirenti notarono una condotta ambigua, mettendo a verbale che il giovane,«pure mantenendo un atteggiamento lucido e distaccato, faceva trasparire in alcuni gesti e da alcune espressioni un certo nervosismo, soprattutto quando venivano trattati discorsi sulla sua conoscenza diretta o indiretta con Emanuela». Nella sua abitazione fu inoltre rinvenuta una fotografia della ragazza, dettaglio che Wilson giustificò descrivendo un rapporto di semplice amicizia basato sulla comune passione per la musica.

Le dichiarazioni del seminarista

Davanti agli uomini dell'Arma, Wilson fornì dettagli precisi sulle abitudini della quindicenne: «So che Emanuela è amante della musica leggera e a tal proposito credo le piaccia il cantante Baglioni. 

Aggiungo che in alcune circostanze ho tradotto per lei delle canzoni dei Beatles. Emanuela, difatti, suona molto bene la chitarra e il flauto”. Nonostante questo legame e la coincidenza temporale a Fiumicino, l'indagine non portò ad alcun provvedimento restrittivo. Resta però il mistero su come Wilson potesse trovarsi in quel luogo esatto nel momento in cui i sequestratori lasciavano le loro prove, un punto che la giornalista Angela Corica definisce come parte di un “documento segreto nascosto da mani che per anni hanno voluto proteggere il contenuto di questi fogli».

Il mistero della cabina telefonica

A rafforzare i dubbi sulla posizione del religioso sono intervenute negli anni le testimonianze di Pietro Orlandi. Il fratello di Emanuela ha dichiarato alla Commissione parlamentare d'inchiesta che Wilson fosse stato «attenzionato per vari motivi», aggiungendo un dettaglio ancora più specifico: il seminarista sarebbe stato fotografato nei pressi di una cabina telefonica in via Gregorio VII in concomitanza con una delle chiamate dei presunti rapitori. Malgrado questi indizi, la pista cadde nel vuoto. Lo stesso capitano Mauro Obinu, che firmò l'informativa dell'epoca, ha recentemente affermato di non ricordare né Wilson né le indagini svolte su di lui, lasciando aperto l'interrogativo su perché una figura così vicina alla vittima e presente nei luoghi chiave del caso sia uscita dai radar investigativi per oltre quarant'anni.

https://www.leggo.it/italia/roma/03_maggio_2026_emanuela_orlandi_rapporto_1983_seminarista_inglese_fiumicino_ian_wilson-9509007.html 

 

 

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