domenica 3 maggio 2026

«Abbiamo venduto tutto e dal Trentino siamo partiti per vedere il mondo. In Alaska mia moglie si è rasata a zero, lo Zimbabwe è la nostra seconda casa»

 


Alessio e Manuela, entrambi appassionati di escursioni, sono usciti dall'Italia per la prima volta dopo essersi sposati

A destra Alessio Delle Cave durante un'escursione. A sinistra l'uomo insieme alla moglie in Zimbabwe
A destra Alessio Delle Cave durante un'escursione. A sinistra l'uomo insieme alla moglie in Zimbabwe

di Maurizio Castelletti

Alcune volte un’avventura può partire con una semplice domanda, che si trasforma in una scelta di vita: cosa c’è fuori dall’Italia? Una scommessa affrontata senza soldi, nessuna conoscenza dell’inglese e tanta voglia di scoprire cosa c’è all’orizzonte. Sono queste le premesse del viaggio che ha portato in giro per il mondo Alessio Delle Cave e Manuela Tomasi. Dai parchi di Yellowstone, alla fredda Alaska, arrivando poi in Zimbabwe, la loro seconda casa, molto spesso affidandosi al baratto. Tutto è partito da Rovereto, in Trentino-Alto Adige, e da quell'interrogativo: cosa c’è là fuori?

Fuori dal Trentino

«Io e mia moglie siamo trentini di Rovereto, nati, cresciuti e vissuti lì – racconta Alessio Delle Cave, adesso accompagnatore turistico in tutto il mondo -. Io ho fatto le scuole professionali ed ho sempre fatto lo stampatore tipografico. Successivamente, intorno al 2006-2007 c'è stata la crisi del settore e sono finito a fare il magazziniere. Mia moglie Manuela lavorava come contabile». Entrambi con la passione per le scalate, i due hanno condiviso escursioni e gite sempre all’interno del territorio trentino. «Mi sono sposato a 22 anni – continua Delle Cave – e fino a quel momento non sono mai uscito dal Trentino, se non per andare a Jesolo (Veneto) con i miei genitori. Alla fine, avevamo tutto: i laghi, le montagne e potevamo fare trekking». Ma è stato il viaggio di nozze a cambiare le carte in tavola: «Abbiamo deciso di andare al parco di Yellowstone, negli Stati Uniti», per la coppia è stata un’epifania. «A quel punto – spiega l’uomo - ci siamo convinti che valesse la pena scoprire cosa ci fosse fuori dalla nostra Regione». Dopo tre settimane, passate tra tenda e trekking, una volta tornati in Italia Alessio e Manuela hanno deciso che un’esperienza del genere si dovesse ripetere. «L’anno successivo, nel 2008, siamo andati in Canada – spiega Delle Cave -. Nel 2009 siamo andati in Tanzania e in Kenya, tutto questo senza sapere una parola d’inglese. Avrebbe dovuto essere il nostro ultimo viaggio prima di mettere su famiglia, ma ci siamo detti che forse avremmo potuto aspettare ancora un po’. Io avevo 24 anni e lei 28, e così abbiamo deciso di partire ancora».

Alessio Delle Cave, 41 anni, è guida turistica ed escursionista ambientale. Insieme alla moglie Manuela Tomasi ha viaggiato per il mondo.

La svolta

«Mi ricordo una sera di ottobre del 2009 – racconta Alessio -, abbiamo preso la mappa del mondo, abbiamo individuato due luoghi all’estremità, l’Alaska e la Kamchatka. Li abbiamo scritti in due pezzetti di carta ed estratti a sorte. È uscita l’Alaska». A quel punto non ci hanno pensato due volte a trasformare il viaggio in una scelta di vita che non prevedeva  una data di rientro: «È stata la cosa più naturale del mondo, abbiamo venduto le cose online, abbiamo fatto i documenti e siamo partiti. 

 

Non avevamo aspettative, non avevamo programmi, non avevamo niente». Ma qualche precauzione l’hanno presa. «Mi moglie si è rasata a zero. Diceva che se ci fossimo dovuti lavare nei ruscelli sarebbe stato più comodo. In ogni caso, essendo esperti, siamo partiti preparati ed equipaggiati». Una volta atterrati hanno passato i primi 57 giorni in tenda, un momento scandito dalla novità dell’esperienza e dalla consapevolezza di doversi arrangiare. «Era primavera e da bravi trentini siamo subito andati a comprare le mele – racconta scherzando Delle Cave -. Paghiamo con la carta di credito e ci vengono 10 euro. Io e mia moglie ci siamo guardati e abbiamo capito che ci saremmo dovuti mettere subito a lavorare, altrimenti saremmo tornati immediatamente in Italia».

Dall'Alaska allo Zimbabwe

«Se penso a quanti hamburger abbiamo cucinato, a quante case abbiamo dipinto, a quanti garage abbiamo liberato — ricorda l'uomo —. In alcuni casi ci siamo anche arrangiati andando a barattare la pasta (in quanto italiani) per dei tranci di salmone in un campeggio, sembravamo due pazzi. Andavamo in giro dicendo "change" e "italian pasta"». Dopo l'Alaska, la coppia ha girato gli Stati Uniti fino a quando «questo maledetto inglese ce lo siamo imparati». Poi un'occasione: «Mentre ci trovavamo in Arizona — spiega la guida turistica — una signora dell'Alaska che avevamo conosciuto, e che ha abitato a Isera proprio in Trentino, ci ha offerto un lavoro di babysitter. Dopo qualche tempo, ci ha proposto di andare in Zimbabwe dal cugino medico missionario che aveva bisogno, pensa i casi della vita, proprio di una contabile e di un logista. I lavori che facevamo mia moglie ed io in Italia». Senza farselo ripetere i due sono partiti. «In Africa abbiamo lavorato in un ospedale rurale. Abbiamo preso il permesso di lavoro ed abbiamo deciso di mettere su famiglia. Ci siamo innamorati dell'Africa, qui sono nate le nostre due figlie». Dopo un anno e quattro mesi e dopo le elezioni politiche, però, qualcosa è andato storto. «Non ci hanno rinnovato il permesso di lavoro, e siamo dovuti tornare in Italia». Ma l'Africa dopo un po' ha chiamato. «Mi è arrivata la telefonata di un imprenditore dello Zimbabwe, che ho conosciuto nel 2011, e mi ha offerto un lavoro in ambito turistico — dice Delle Cave —. Quindi mi licenzio ancora una volta da un lavoro a tempo indeterminato e parto, questa volta da solo. In Africa ho studiato, a trent'anni sono entrato per la prima volta in una biblioteca, ed ho iniziato con i tour. Il problema è stato il Covid, che ci ha tagliato le gambe, e sono dovuto tornare in Italia. Adesso siamo stabili in Trentino». Ma Alessio in quel periodo si è fatto conoscere, infatti «ho cominciato a collaborare con diverse agenzie, e adesso faccio la guida turistica anche all'estero». Ma c'è una cosa che Alessio vuole puntualizzare: «Senza mia moglie Manuela tutto questo non sarebbe stato possibile».

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