Il mondo dell’arte è fatto da artisti veri, che ci mettono la faccia oltre che il talento, e non-artisti che - oltre a non avere quasi mai un talento evidente - si nascondono, paracu**ggiano, tengono famiglia e tirano a campare.
La seconda categoria, ovviamente, è molto più popolata della prima. Ancor più in questa fase storicamente stitica. È una lista infinita, che va dalle Clelia (o Nenia, Bega, Delia o quel che è) ai Fiorello.
La prima categoria è al contempo meno numerosa, ma ogni tanto riesce a impossessarsi della narrazione mainstream e a far tana al potere. Scuotendo le coscienze. Come ieri Piero al Concertone (cioè quel che ne resta) di Roma.
La prima categoria, per dirla con Gaber, passa alla storia. La seconda passa solo alla cassa.
Da ieri Pelù è ancora più grande. Da ieri Clelia (o Bega, Ofelia, Desia o quel che è) ha ancora più chance di essere invitata ad Atreju e di scrivere la nuova sigla dei programmini Fiorello.
Questione di scelte. Di cuore. Di coraggio: di anima.
Andrea Scanzi

Nessun commento:
Posta un commento