Gli esemplari di tigre sono diminuiti del 97% in soli cento anni, l'appello del WWF a tutta la comunità internazionale affinché si facciano censimenti nazionali e si parta con il programma di ripopolamento.
-Redazione- Ieri si è celebrata la giornata mondiale della tigre, uno degli animali sempre più a rischio estinzione. I grandi felini sono, infatti, diminuiti del 97% nel corso degli ultimi 100 anni e, stando alle ultime stime, potrebbero scomparire definitivamente nei prossimi decenni qualora non si intervenisse tempestivamente per la loro salvaguardia. Tra le minacce maggiori il bracconaggio, ancora molto esteso soprattutto in Asia.
In occasione del Tiger Day 2014, il WWF ha reso note le statistiche di Network Traffic, la rete per il monitoraggio del commercio illegale della fauna selvatica: 1.590 tigri sarebbero state sequestrate dal gennaio del 2000 all’aprile del 2014, ogni settimana due esemplari verrebbero ingiustamente uccisi. Statistiche che, ovviamente, non tengono conto di tutto quel commercio illecito che sfugge al monitoraggio delle autorità, quindi la cifra potrebbe essere addirittura più alta.
Lo loro salvaguardia però non è semplice, soprattutto perché non si riesce ad ottenere il reale numero di esemplari selvatici attualmente in natura. Ad esempio al Summit Tiger del 2012 si era stimato che la popolazione fosse composta da 3.200 felini da raddoppiare con interventi mirati entro il 2022. Ma non tutte le nazioni monitorano la situazione, né forniscono dati ufficiali sugli animali in libertà: India, Nepal e Russia svolgono indagini periodiche e forniscono cifre puntuali, Bhutan, Bangladesh e Cina inizieranno a breve la rilevazione, mentre Malesia, Indonesia, Thailandia, Myanmar, Laos, Cambogia e Vietnam non forniscono al momento alcuna informazione.
E sono proprio queste le zone in cui il bracconaggio è molto diffuso, in aggiunta alladistruzione dell'habitat naturale delle tigri che rendono ancora più difficile la loro sopravvivenza. Le foreste vengono rase al suolo a causa dell’industria del legname, l’agricoltura integrata e la produzione di olio di palma. Questi Paesi, inoltre, sono perfetti per essere lo scalo per il transito illecito di prodotti animali verso la Cina.
Il WWF chiede pertanto un maggior impegno dalla comunità internazionale, per indagini nazionali sistemiche entro i prossimi 6-12 mesi, così da mantenere i propositi e gli obiettivi di ripopolamento siglati per il 2022.
http://www.articolotre.com/2014/07/tigre-a-rischio-estinzione-in-cento-anni-la-popolazione-selvatica-e-diminuita-del-97/
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