sabato 28 giugno 2014

L’accordo tra Ue e Ucraina che non piace al Cremlino che medita ritorsioni

L’Ucraina ha firmato un accordo di associazione e libero scambio con la Ue, e anche Georgia e Moldavia hanno firmato altrettanti patti di cooperazione con Bruxelles: economicamente, politicamente, commercialmente, e soprattutto storicamente, un altro passo di allontanamento dalla Russia e di avvicinamento alla Ue, non gradito da Mosca.
L'accordo tra Ue e Ucraina che non piace al Cremlino che medita ritorsioni-Redazione- A Kiev si è festeggiato la firma dell’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea.
L’intesa garantisce accessosenza restrizioni al mercatodei 28, così come avevano chiesto i giovani di Piazza Maidan, che ha vinto la sua battaglia e oggi è più vicina all’Europa.
A Bruxelles Poroshenko ha espresso chiaramente la sua volontà di intraprendere le procedure per entrare a far parte dell’Unione e si è detto sicuro che l’accordo di associazione sarà un avvio per il processo di modernizzazione del paese.
"L’Ucraina accetta la grande sfida delle riforme, ma si tratta anche di un documento che introduce una responsabilità comune – ha aggiunto il capo dello Stato – Nello spirito dell’associazione politica, ci attendiamo che l’Unione europea faccia uno sforzo per sostenere la nostra scelta sovrana e proteggere l’indipendenza dell’Ucraina".
La risposta della Russia alla firma dell'accordo non si è fatta attendere; da Mosca, infatti, sono iniziate ad arrivare le prime velate minacce. Il Cremlino, infatti, si è detto pronto a "prendere misure" qualora l'associazione dell'Ucraina o della Georgia all'Ue "abbia un impatto negativo sui nostri mercati". A dirlo il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, senza escludere che Mosca possa decidere di agire e proteggere i propri interessi.
"Il presidente (Vladimir Putin) ha dichiarato ripetutamente che tutto dipenderà dall'entrata in vigore dei documenti di ratifica e dall'attuazione che non è nei documenti, dalla capacità di influenzare i nostri mercati, e nel caso di un impatto negativo saranno prese misure", ha detto Peskov. 
Sempre da Mosca arriva l'accusa che da Ovest ci si voglia impadronire del sistema di trasporto del gas ucraino. Secondo il rappresentante permanente della Federazione russa presso l'Ue Vladimir Chizhov: "Capisco le motivazioni di chi vuole acquistare il sistema di trasporto ucraino, così come coloro che a Kiev, calcolano a quanto si può vendere" ha continuato il diplomatico. "A queste persone, naturalmente, la diversificazione delle rotte di approvvigionamento e la capacità di bypassare l'Ucraina, consegnando il gas dalla Russia direttamente all'Europa, non serve" ha chiosato. 
L'interesse a partecipare alla gestione del sistema di trasporto di gas ucraino era stato mostrato da investitori europei, come pure dalla Commissione europea, secondo quanto annunciato il 23 giugno dal numero uno di Naftogaz Ucraina Andrey Kobolev. E il governo di Kiev sta apportando cambiamenti legislativi che permetteranno al governo di istituire un gestore del sistema di trasporto nel paese, in cui fino al 49% possono entrare investitori esterni, anche da Stati Uniti e Unione europea. 
Intanto il presidente Poroshenko ha prorogato per altre 72 ore il cessate il fuoco da lui stesso proclamato una settimana fa e che sarebbe dovuto scadere in serata. Una mossa distensiva in risposta alla "dimostrazione di solidarietà" ricevuta dai Ventotto che, ha sottolineato Poroshenko, per la repubblica ex sovietica apre una "prospettiva assolutamente nuova" e"un'opportunità di modernizzazione". E' anche una parziale concessione a Vladimir Putin, il presidente russo che aveva sollecitato una tregua a lungo termine per permettere l'avvio di colloqui di pace tra Kiev e i ribelli russofoni.

http://www.articolotre.com/2014/06/laccordo-tra-ue-e-ucraina-che-non-piace-al-cremlino-che-medita-ritorsioni/

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