Pm insistono per deposizione Napolitano
La lettera inviata dal capo dello Stato alla Corte d'assise di Palermo non entrerà nel fascicolo del dibattimento
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PALERMO - "Non ci sono norme che consentono di surrogare la testimonianza con scritti provenienti dallo stesso testimone. Si tratta di un atto fuori dalla regola che non ci consente di rinunciare alla testimonianza del capo dello Stato". Con queste motivazioni la Procura di Palermo si è opposta all'acquisizione della lettera inviata alla corte d'assise che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia inviata alla corte dal presidente della Repubblica. "La lettera non è esaustiva e non puo' essere ritenuta sostitutiva della testimonianza", ha detto il pm.
La lettera inviata dal capo dello Stato alla Corte d'assise di Palermo, che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia, non entrerà nel fascicolo del dibattimento perché alcune parti processuali, prima tra tutti la Procura, si sono opposte alla sua acquisizione. La mancata acquisizione della lettera al fascicolo del dibattimento comporta che la corte non si pronuncerà sull'eventuale rivalutazione della decisione di citare il capo dello Stato che, nella missiva di Napolitano, era stata sollecitata. "La corte prende atto che non c'e' il consenso sull'ingresso del documento e soprattutto sull' utilizzazione del suo contenuto rappresentativo - ha detto il presidente del collegio Alfredo Montalto - resta la sollecitazione ai poteri d'ufficio riservati alla corte che la stessa corte oggi registra, riservando al tempo debito le determinazioni che, se ne ricorreranno i presupposti, potranno essere adottate nel corso dell'istruttoria dibattimentale ai sensi della legge, così come indicato nell'ordinanza ammissiva delle prove".
Avv. di Dell'Utri,revocare citazione Napolitano - L'avvocato dell'ex senatore Marcello Dell'Utri, Giuseppe Di Peri, ha chiesto l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della lettera inviata dal capo dello Stato alla corte d'assise che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia e la revoca della citazione di Napolitano, disposta dai giudici, al dibattimento. "Per noi e' una deposizione inutile - ha detto - se non per alimentare un rumore mediatico che non serve a nessuno". Nella lettera il presidente della Repubblica, precisando di non avere nulla da dire sul capitolato di prova indicato dalla Procura che ne aveva chiesto la citazione, invitava la corte a rivalutare l'utilità della deposizione. Alla richiesta di acquisizione della lettera agli atti del dibattimento, avanzata dal legale di Dell'Utri, si è associata l'avvocatura dello Stato rappresentata dall'avvocato Giuseppe Dell'Aira, mentre si è opposto il difensore del Comune di Palermo costituito parte civile. L'avvocatura dello Stato, parte civile per la Presidenza del Consiglio, si è associata alla difesa di Dell'Utri anche nel sollecitare la corte a revocare la citazione a deporre del capo dello Stato. Per Dell'Aira la testimonianza sarebbe "superflua" visto che il capo dello Stato ha fatto sapere di non avere conoscenze utili al processo.
(ANSA)
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