domenica 4 agosto 2013

Yara, primi prelievi di Dna
alle madri emigrate da Rovetta 50 anni fa


L'OMICIDIO


Eseguiti in più zone della provincia, dopo le rivelazioni sull'autista deceduto


Yara GambirasioYara Gambirasio
Finora è stata l'unica rivelazione utile arrivata dall'alta Valle Seriana, e va approfondita al meglio, con indagini all'anagrafe e con nuovi accertamenti genetici. Dopo le dichiarazioni di un ex collega di Giuseppe Guerinoni - secondo le quali l'autista di pullman morto nel 1999 e ritenuto il padre dell'assassino di Yara aveva avuto un figlio illegittimo con una donna di San Lorenzo di Rovetta - i carabinieri si sono messi subito in movimento. Già negli ultimi due giorni i militari hanno iniziato a prelevare campioni di Dna a donne più o meno anziane che hanno avuto un figlio nella prima metà degli anni '60 a Rovetta o nell'altopiano di Clusone. Un lungo elenco di ragazze madri era già stato passato al setaccio durante l'estate scorsa, con tanto di tamponi di saliva per estrarre il codice genetico.
Stavolta sotto la lente ci sono però le mamme sposate, perché nessuno può escludere che il presunto figlio illegittimo di Guerinoni possa essere nato all'interno di un altro matrimonio, riconosciuto dal marito della madre naturale. E l'attenzione non si esaurisce in Val Seriana: al prelievo, infatti, sarebbe stata sottoposta una donna di Casazza, in Val Cavallina. E altre indiscrezioni parlano di un ulteriore tampone di saliva anche a Sovere. La nuova strada da percorrere sembra proprio questa: verificare tramite l'anagrafe di Rovetta ed eventualmente di altri Comuni dell'altopiano dove si sono trasferite negli anni le ragazze cresciute in alta valle, che hanno avuto un figlio prima o dopo il loro spostamento in altre zone della Bergamasca. Non tutte, naturalmente, sono ancora in vita, ma la componente mitocondriale del loro codice genetico (semplificando molto si tratta del segmento materno del Dna) potrà essere eventualmente riscontrata anche con analisi sui figli, di entrambi i sessi. Un lavoro paziente, a tappeto, con l'unico obiettivo di individuare quel figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l'uomo con il Dna corrispondente a quelle due gocce di sangue trovate sugli slip e i leggings di Yara: l'assassino.
Di tempo ne è passato molto da quel 26 novembre del 2010, il giorno del rapimento e probabilmente anche dell'omicidio. Da quando gli inquirenti, seguendo la scia del Dna, sono arrivati a Gorno e al caso Guerinoni, più di un anno fa, le dichiarazioni dell'autista 75enne di Parre, suo ex collega, sono state l'unico squarcio in un passato misterioso, ma in grado di fornire una risposta al giallo. Il timore di chi indaga, è che in alta Valle Seriana, a Rovetta, oppure nella frazione di San Lorenzo, non tutti abbiano detto quel che sanno, che possa esserci una madre che ha riconosciuto Giuseppe Guerinoni sui giornali o in tv sapendo bene, soprattutto, chi è e cosa ha fatto suo figlio. L'auspicio, sempre degli inquirenti, è che oltre alla pista genetica, che ha portato da Chignolo d'Isola a Gorno, le dichiarazioni ai giornali dell'ex autista possano anche smuovere un pezzetto di verità alla volta.

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