domenica 4 agosto 2013

Madre del killer, il cerchio
si stringe attorno a Rovetta


CASO YARA


Dopo la rivelazione dell'autista ex collega di Guerinoni, le ricerche vanno verso il paese della Val Seriana

Yara GambirasioYara Gambirasio
La ricerca della madre dell'assassino di Yara si circoscrive a un paese preciso: Rovetta. Anzi, a un territorio ancora più ristretto, la frazione diSan Lorenzo. Un dettaglio fornito dall'autista in pensione, ex collega di Giuseppe Guerinoni che, in un'intervista al Corriere della Sera pubblicata ieri, aveva rivelato un particolare dal sapore di svolta nelle indagini sulla bambina uccisa: «Mi confidò di avere avuto un figlio fuori dal matrimonio, da una donna di questa zona». 
Il dettaglio è importante perché conferma la pista che da tempo gli inquirenti battono. La sola. Cioè che Guerinoni è il padre dell'uomo, un figlio illegittimo, che ha lasciato il proprio Dna sugli slip e sui leggings della vittima. Fino all'inedita testimonianza, l'indagine si basava sul solo dato scientifico. Gli inquirenti erano arrivati all'autista originario di Gorno (si era poi trasferito a Ponte Selva con la famiglia: moglie, due figli maschi e una femmina) tramite la genetica. Comparando il profilo genetico del presunto killer nei laboratori del Ris con migliaia di Dna prelevati in mezza Bergamasca, erano arrivati a un ragazzo e da lui a due suoi zii: sono i figli di Guerinoni. Il loro Dna è ancora più simile a quello custodito nei laboratori del Ris, ma non coincide. A quel punto gli inquirenti erano convinti di aver imboccato la strada giusta.
Bisognava prelevare il Dna a tutta la famiglia. Lo hanno fatto ma mancava il padre, perché era morto nel 1999. Ci ha pensato il consulente del pm, il genetista Emiliano Giardina, che lo ha ricostruito tramite il calcolo biostatistico, di fatto con il computer. L'esito è stato confermato dall'analisi di una marca da bollo della patente e di alcuni francobolli. È così che gli inquirenti hanno anche scoperto il dato cardine della pista di Gorno: Guerinoni è anche il padre dell'assassino. Hanno passato al setaccio la vita del defunto alla ricerca di una paternità fuori dal matrimonio. Ma non è mai emerso nulla. Amici, conoscenti, ex colleghi, persino i sacerdoti della Valle sono stati sentiti: tutti hanno detto che Guerinoni era tutto casa e lavoro.
Fino a una manciata di giorni fa, quando l'autista, vigile ausiliario e volontario tutto fare nel suo paese, in Valle Seriana, ha rivelato il particolare nuovissimo. Lo ha detto ai carabinieri che sono al lavoro per verificarlo. Come? Il testimone ha dato elementi precisi. Ha indicato il comune in cui viveva questa donna, ha detto che il «fattaccio», come lo ha chiamato lui, è accaduto nel 1962 o nel 1963, e che quella ragazza era più giovane di Guerinoni (suo coetaneo, classe 1938). La testimonianza è credibile? Qualcuno, negli ambienti investigativi, è scettico. Il dato di fatto è che i carabinieri stanno acquisendo i dati dell'anagrafe e che nei prossimi giorni chiederanno informazioni mirate in paese. La caccia alla madre, quindi, si circoscrive a una donna che oggi dovrebbe avere poco più di 70 anni e a un figlio che ne dovrebbe avere 50. Intanto l'autista e un ex collega anche ieri sono stati sentiti dai carabinieri. 

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