Vigili urbani, “mazzette” e favori non sono più ormai una novità nella Capitale. A piazzale Clodio la Procura romana ha aperto una doppia inchiesta su alcuni vigili urbani che avrebbero consigliato o imposto il pagamento di tangenti, in cambio della promessa di chiudere un occhio su eventuali irregolarità trovate nelle attività di alcuni commercianti. Chiedevano in cambio piccole cose, dalla spesa gratis a qualche centinaio di euro.
La Procura della Repubblica ha chiuso le indagini per vari episodi ed ha richiesto il rinvio a giudizio per un vigile urbano che nel centro della capitale , spalleggiato da un funzionario della Asl (anch’egli finito sotto inchiesta), avrebbe taglieggiato e preteso ad un nutrito gruppo di cpmmercianti 250 euro a testa per «chiudere un occhio». «Posso far finta di non vedere – era la frase iniziale – Ma, sa, così mi espongo. Però con 250 euro potremmo lasciar cadere la questione, tenendo calma anche la Asl». La concussione veniva proposta ed estorta così. E ora, in Campidoglio, è stato finalmente aperto un procedimento per far scattare la sospensione dal servizio dell’agente municipale «dalla mazzetta a tasso fisso».
Ma gli scandali nel corpo dei vigili urbani non finiscono mai. Il pm Attilio Pisani, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio per un altro vigile che avrebbe adottato un metodo analogo a quello del collega accontentandosi però di fare la «spesa gratis» e taglieggiare ambulanti, in zona Anagnina. Paolo Mauro, 45 anni, vigile urbano in servizio nel X Gruppo della Polizia di Roma Capitale , essendo addetto ai controlli del settore commercio nel quartiere Tuscolano, avrebbe preso l’abitudine di prelevare a suo piacimento merce dai banchi del terminal della metro, minacciando gli ambulanti di ritorsioni a suon di verbali e sequestri. Un vizietto che a fine novembre gli era già costato l’arresto in flagranza di reato, disposto dal pm Stefano Pesci. Ma anche dopo l’arresto non aveva perso l’abitudine. Era stato un ambulante bengalese del mercatino di Anagnina a denunciarlo. E ora il magistrato ha chiuso le indagini sollecitando per il vigile la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di concussione.
Prima di finire sotto inchiesta, sul vigile Mauro, secondo i suoi colleghi, non c’erano ombre. A loro dire “era stimato” nel quartiere e “ritenuto un lavoratore dai modi gentili“, probabilmente perchè in passato si era schierato contro i colleghi indagati per aver taglieggiato i commercianti.
Il giorno del suo arresto, il 23 novembre scorso, in una nota dalla stessa Polizia di Roma Capitale, l’allora comandante generale del Corpo, Carlo Buttarelli, aveva persino espresso apprezzamenti: «Il Corpo, con questa operazione, ha fatto autonomamente pulizia al proprio interno». Ma in Procura non sono molto d’accordo e non a caso le denunce per gli abusi e soprusi da parte dei vigili urbani ai danni dei cittadini, automobisti e commercianti crescono quotidianamente.
In procura, oltre al filone più noto che vede come vittime i fratelli Bernabei, vi sono anche altre indagini avviate. E tra queste il caso di Claudio Coppola, l’ex comandante della Polizia di Roma Capitale del II Gruppo, accusato di aver intascato dalle 200 alle 400 euro in cambio di permessi per la Ztl falsi. Il pm Laura Condemi, che ha iscritto nel registro degli indagati il funzionario e una decina di negozianti, ha appena chiesto la proroga delle indagini che potrebbero portare presto a ulteriori sviluppi.
http://www.adgnews24.com/2013/07/20/vigili-urbani-corrotti-a-roma-una-doppia-inchiesta/#sthash.xqjNPCIz.dpuf

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