Quello che è accaduto è gravissimo. Il Ministero israeliano per la Diaspora e l'Antisemitismo ha pubblicato un report che schedava le manifestazioni pro-Palestina previste in Italia per il 22 settembre, indicando coordinate geografiche, nomi di associazioni e collettivi, e addirittura un “indice di pericolosità” colorato come fosse una mappa di minacce terroristiche. Verde, giallo, rosso: così si è etichettato il dissenso, criminalizzando la solidarietà.
È inaccettabile che uno Stato estero si permetta di monitorare e classificare le piazze italiane, i nostri studenti, i nostri movimenti, come fossero elementi di rischio. È una violazione palese della nostra sovranità, un attacco alla libertà di espressione e al diritto costituzionale di manifestare.
Non siamo sotto tutela. Non accettiamo che chi difende i diritti del popolo palestinese venga bollato come “pericoloso” da un governo che, invece di fermare il genocidio, l’occupazione e l’apartheid, si dedica addirittura a schedare chi protesta anche fuori dai suoi confini.
Chiediamo al governo italiano di intervenire immediatamente. Il silenzio sarebbe complicità. Vogliamo sapere se il nostro Ministero dell’Interno era a conoscenza di questo vergognoso e inquietante report. Vogliamo sapere se i dati sono stati raccolti legalmente. E soprattutto, vogliamo che si dica chiaramente che in Italia nessuno può essere sorvegliato o intimidito per la partecipazione a una manifestazione per la pace.
Saremo sempre al fianco di chi lotta contro l’oppressione, contro la guerra, contro ogni forma di colonialismo e di genocidio. E non saranno le mappe colorate di Tel Aviv a farci arretrare di un millimetro
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