The Dungeon, la stanza rossa
Secondo i documenti del tribunale, Rubin molestava le donne in una stanza nel suo appartamento di lusso a Manhattan, vicino Central Park, affittato per 18mila dollari al mese, era il teatro di abusi e torture. La stanza, con le pareti dipinte di rosso, era chiamata "The Dungeon" e conteneva dispositivi per le pratiche BDSM, dispositivi per dare scosse elettriche, una croce, un letto con delle cinghie.
La selezione delle vittime
Per l'accusa, Rubin e Powers hanno abusato di decine di donne tra il 2009 e il 2019, dopo averle fatte volare a New York. I due prendevano di mira, in particolare, donne che avevano subito abusi sessuali, in difficoltà finanziarie o che soffrivano di dipendenza. Tra le vittime anche ex modelle di Playboy.
Una volta arrivate a New York, venivano incoraggiate a usare droghe o alcol per prepararsi ai rapporti sessuali, spesso violenti tanto da richiedere il ricovero in ospedale delle vittime: venivano immobilizzate, picchiate e sottoposte a elettrocuzione, secondo quanto dichiarato dall'ufficio del procuratore. Alcune donne accettarono di usare una parola di sicurezza con Rubin quando il sesso si faceva troppo violento, ma lui avrebbe ignorato le loro suppliche. Altre venivano imbavagliate in modo che non potessero opporsi e lui avrebbe continuato anche quando le donne erano svenute. Lo riporta il New York Post.
Rubin e Powers avrebbero speso più di 1 milione di dollari per reclutare le malcapitate. L'assistente 45enne dell'uomo Powers, che ha iniziato a lavorare per lui nel 2011, avrebbe avuto un ruolo determinante nel trovare le donne, principalmente tramite i social media, e nel farle arrivare a New York.
«Non mi interessa se urla»
Rubin e Powers si sono scambiati molti inquietanti messaggi relativi agli abusi. In un caso la donna avrebbe scritto: «Posso solo immaginare cosa le hai fatto su quella croce!!! Le hai dato la scossa alla fi*a??», riguardo una vittima legata appunto a una croce. Lui avrebbe risposto di sì, ma si sarebbe lamentato del fatto che il dispositivo per dare la scossa stava perdendo potenza.
In un altro messaggio del 2016, prima di un rapporto a tre con due donne, Rubin avrebbe detto a una di loro che voleva "abusare" dell'altra per ore, hanno affermato i pubblici ministeri. «Non mi interessa se urla», avrebbe scritto, aggiungendo un'emoji che ride. «Sarà divertente!».

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