Le tre versioni e la compagna moldava
Inizialmente dopo la morte, sopraggiunta il 1 giugno 2023 a Soroca, paese di 30mila abitanti al confine con l'Ucraina, le versioni erano state diverse, spiega il Corriere della Sera: un malore in giardino, un malore in casa, una pressione troppo forte sul petto per rianimarlo, ma nessuna di queste era la verità. Più probabile che il 62enne sia stato strangolato da qualcuno: quel qualcuno è ancora ignoto, ma i sospetti sono tutti sulla compagna moldava di Bernardo, Svetlana Botas, con cui la vittima stava da pochi mesi. Fu lei che chiamò i soccorsi alla morte di Franco.
Il divorzio, la casa intestata, il viaggio
Quello che successe nei mesi precedenti alla morte non fu banale: i due si erano conosciuti in un albergo, dove la donna moldava lavorava come cameriera e addetta alle pulizie. Nel giro di poco tempo Svetlana si era separata dal marito (anche lui italiano), il 62enne si era separato dalla moglie e l'aveva mandata via di casa, abitazione che aveva poi intestato alla stessa Svetlana. Poi il viaggio in Est Europa fino alla Moldavia, per conoscere la famiglia di lei, dal figlio a zii e cugini, ma in quel viaggio Franco Bernardo ha trovato la morte.
L'ipotesi di mandante e sicario
Di recente sono emersi alcuni indizi decisamente sospetti sulla scena del crimine, come tracce di sangue che dagli esiti delle analisi sembrano non appartenere a parenti di Svetlana: da qui l'ipotesi dell'uomo misterioso, del sicario, o dell'amante o vicino di casa che potrebbe essere il vero responsabile della morte del 62enne comasco. Lo stesso Franco Bernardo, spiega ancora il Corriere della Sera, non era molto convinto di quel cambio di vita: Svetlana lo spingeva a vendere la casa nel comasco e a trasferirsi in Moldavia, lui invece voleva tornare a casa. E potrebbe essere proprio qui la chiave della sua morte: a ottobre il processo andrà avanti e i legali dei Bernardo, che non credono alle tante coincidenze, vogliono vederci chiaro.

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