-G.C.-"Massimo Ciancimino è un condannato per riciclaggio dei beni mafiosi del padre quindi è stato abbracciato un condannato per riciclaggio".
A dichiararlo è il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, che interviene nell'ambito delle polemiche scatenate dal gesto, avvenuto lo scorso 19 luglio in via D'Amelio, tra Salvatore Borsellino e il testimone chiave del processo sulla trattativa.
“'Che egli sia stato abbracciato in via D'Amelio mentre veniva contestata la presidente della commissione antimafia che rappresenta lo Stato mi sconcerta”, aggiunge ancora Lari, ospite del programma KlausCondicio. “Mi sembra che siamo di fronte al totale sovvertimento dei valori''.
“'Che egli sia stato abbracciato in via D'Amelio mentre veniva contestata la presidente della commissione antimafia che rappresenta lo Stato mi sconcerta”, aggiunge ancora Lari, ospite del programma KlausCondicio. “Mi sembra che siamo di fronte al totale sovvertimento dei valori''.
Un commento durissimo, a cui, rapidamente, ha risposto Massimo Ciancimino. “Non voglio neanche commentare, sono stanco di questa storia”, ha spiegato il testimone. “In troppi ne hanno parlato: la mia sola presenza in via D'Amelio preoccupa. Sanno come quel semplice abbraccio rappresenti la mia piena volontà di non fermarmi.”
“Ho ancora qualche carta da giocare”, ha poi aggiunto. “Aspetto in rigoroso silenzio il giorno in cui sarò chiamato a deporre nella doppia veste di imputato -per le mie stesse dichiarazioni- e di teste principale di quella vergognosa trattativa.”
"Gli stessi soldi che sono della vendita della società Gas sono stati dati al figlio del suo capo collega seduto alla sua destra", prosegue Ciancimino riferendosi direttamente a Lari. "Lui non può mai essere un riciclatore, lui è più bravo di me: si chiama Antonello Sciacchitano, marito di chi ha sempre amministrato quella società”.
“Dottor Lari”, continua Ciancimino Jr., “Lei era in quell'inchiesta, lei sapeva e ha volutamente omesso atti e coperto i suoi amici. Mi quereli se dico il falso, mi piacerebbe tanto.” “Credo sia giunto il momento di fare chiarezza su quella condanna che in tanti mi rinfacciano. Io ero il fiiglio di Vito Ciancimino, altri ne erano consapevoli: soci, ma anche uomini delle istituzioni. Io ho ereditato, io ho movimentato solo soldi attraverso assegni, bonifici e carte di credito”. “I suoi amici" sostiene invece l'uomo, "hanno preso milioni in contanti.”
“In merito alla caduta di stile”, aggiunge ancora il testimone, “essendo in questo momento imputato in una richiesta del suo ufficio a Caltanissetta, simili dichiarazioni confermano quello che penso da tempo”, ossia che “Lari ha sempre voluto bloccarmi”.
“Tutti gli imputati del processo trattativa volevano che il processo fosse spostato a Caltanissetta, Presidenti della Repubblica compresi. Oggi hanno persino bloccato la nomina di Lo Forte: un procuratore che ha fatto condannare Vito Ciancimino per mafia.”
“Se il processo non può andare a Caltanissetta”, conclude dunque Ciancimino, “porteranno il Procuratore di Caltanissetta a Palermo”.
“Se il processo non può andare a Caltanissetta”, conclude dunque Ciancimino, “porteranno il Procuratore di Caltanissetta a Palermo”.
http://www.articolotre.com/2014/07/lari-attacc-ciancimino-un-riciclatore-la-replica-sapeva-tutto-e-ha-coperto-i-suoi-amici/
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