domenica 28 aprile 2013

Tibet, tre nuove immolazioni: sono 118 i suicidi contro la Cina



Nuovi casi di tibetani che decidono di darsi fuoco per protestare contro la presenza cinese nella regione: due erano monaci, di 20 e 23 anni, l'altra una donna, anche lei 23enne 


Tibet, tre nuove immolazioni:  sono 118 i suicidi contro la Cina
Monaci tibetani 


PECHINO - Tre tibetani sono morti dopo essersi dati fuoco per protesta contro Pechino nella regione cinese del Sichuan, nella prefettura di Abe dove il governo centrale ha imposto una massiccia presenza militare. Lo riporta il gruppo Free Tibet.

Due delle vittime erano monaci buddhisti, identificati come Lobsang Dawa di 20 anni e Konchog Woeser di 23: si sono immolati nel monastero di Taktsang Lhamo Kirti. La terza era invece una donna 23enne, le cui generalità non sono state rese note. Tutti e tre si sono tolti la vita per protestare contro l'annessione della madrepatria da parte della Repubblica Popolare, e reclamare il ritorno del Dalai Lama.

Le autorità cinesi, che ufficialmente hanno negato di essere a conoscenza dell'accaduto, hanno disposto l'immediata cremazione delle salme per impedire manifestazioni di massa in occasione dei funerali. 

È così salito ad almeno 118 il numero complessivo dei tibetani che dal 2009 hanno adottato questo tipo di protesta estrema: la maggior parte sono morti a causa delle gravissime ustioni riportate.

La Cina afferma di aver 'liberato pacificamente' il Tibet e di aver migliorato le sorti del suo popolo, sostenendo lo sviluppo economico della parte più povera della popolazione e delle zone isolate. Ma molti tibetani non sopportano quella che considerano una dominazione da parte di Hans, l'etnia prevalente in Cina, e la repressione della loro religione e della loro cultura.

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