domenica 31 gennaio 2021

Afghanistan: Autobomba dei talebani nella provincia di Nangarhar causa la morte di 14 soldati

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I talebani hanno rivendicato la responsabilità per una potente autobomba su una base militare nella provincia orientale di Nangarhar in Afghanistan che ha ucciso almeno 14 soldati sabato.

L’attentato, nel distretto di Shirzad della provincia, ha ferito altri quattro soldati, secondo un consigliere locale, Ajmal Omar.

Un portavoce per i talebani, Zabiullah Mujahid, ha detto che un totale di 50 soldati si contano tra morti e feriti.

Sia i talebani che i militanti dello Stato Islamico sono attivi nella provincia e occasionalmente effettuano attacchi su grande-piccola scala sulle forze di sicurezza.

La Notizia:
https://www.scmp.com … ves-14-soldiers-dead

https://www.guerrenelmondo.it/index.php/2021/01/31/afghanistan-autobomba-dei-talebani-nella-provincia-di-nangarhar-causa-la-morte-di-14-soldati/

La prima agenzia di moda di Kabul regala un sogno alle aspiranti modelle afghane


Modelstan è la prima agenzia professionale dell’Afghanistan per modelli e modelle, del giovane imprenditore Hamid Wali. La moda non è un settore visto di buon occhio nel Paese e infatti l’agenzia ha diversi oppositori, ma i ragazzi e le ragazze hanno intenzione di portare avanti il loro sogno, anche a costo di sfilare in passerella contro il volere delle famiglie.

30 Gennaio 2021 

di Giusy Dente


Miss Beauty 2020 

in foto: Miss Beauty 2020

I ragazzi e le ragazze afghane appassionati di moda possono finalmente tirare fuori dal cassetto il loro sogno: tutto questo grazie a un'agenzia professionale per modelli e modelle, la prima in Afghanistan, che potrà dare loro qualche concreta possibilità. Pensare a quel Paese fa pensare subito a un mondo molto distante dal nostro dal punto di vista culturale, politico, religioso e sociale. Si pensa alla guerra, si pensa al velo, si pensa all'Islam, si pensa inevitabilmente a limitazioni e restrizioni che riguardano soprattutto le donne. Ma anche lì ci sono giovani che meritano di essere ascoltati con dei sogni che meritano di essere coltivati: e ciò che intende fare la Modelstan è proprio questo.
Fare la modella in Afghanistan oggi è possibile

Fino a questo momento non c'era mai stata in Afghanistan un'agenzia professionale apposita, specializzata nel dare opportunità ad aspiranti modelli e modelle. La Modelstan del giovane imprenditore Hamid Wali si trova a Kabul e sta muovendo i suoi primi passi nel settore fashion, non senza difficoltà e ostacoli. Il suo non è solo un progetto per dare lavoro, dietro c'è qualcosa di più concettuale: c'è la volontà di dare un'immagine diversa del Paese, il desiderio di dire ai giovani che devono continuare a lottare per un mondo migliore e soprattutto libero e uguale per tutti. La prima occasione concreta è stata data col concorso Miss&Mr.Beauty 2020, un evento di scouting che si è svolto in un lussuoso hotel poche settimane fa: la prima grande competizione di bellezza per uomini e donne. I sessanta partecipanti, di età compresa tra i 14 e i 30 anni, hanno sfilato in passerella indossando abiti tradizionali, le donne con e senza velo. «Siamo un gruppo di giovani afghani. Alcuni pensano che siamo alleati con una nazione occidentale e riceviamo finanziamenti da un’ambasciata occidentale. Ma non siamo promotori della cultura occidentale, siamo afghani, siamo promotori della nostra cultura» ha specificato Hamid Wali intervistato dal quotidiano Arab News.

Miss e Mr.Beauty 2020 in foto: Miss e Mr.Beauty 2020
I pregiudizi sociali sono i più difficili da abbattere

La religione è un fattore che influenza molto la società afghana, per questo diverse famiglie hanno avuto difficoltà ad accettare l'ingresso in agenzia dei loro figli. Sono state le donne le più penalizzate. Hamid Wali ha riportato la storia di Nigara Sadaat, eletta dalla giuria Miss Beauty, ma costretta a partecipare al concorso di nascosto. Una volta appresa la sua presenza in gara attraverso i media locali, i genitori le hanno impedito di tornare a casa. Ora è ospite di sua sorella. Stessa sorte anche per Mr.Beauty, il ventenne Mortaza Safi, il quale ha raccontato: "Mio padre ha mostrato la massima opposizione. Mi ha costretto a radermi la testa in modo che cambiassi idea e mi ha portato da un barbiere, pensando che se avessi perso i capelli non sarei stato in grado di partecipare alla competizione". Ma lui ha partecipato ugualmente e ha vinto. La nuova generazione afghana non vuole vivere nel terrore e non vuole rinunciare ai propri sogni, ma è intenzionata a combattere in nome del diritto alla libertà e alla felicità.

https://donna.fanpage.it/la-prima-agenzia-di-moda-di-kabul-regala-un-sogno-alle-aspiranti-modelle-afghane/

Afghanistan, attacco suicida a base militare: almeno 8 morti

 30 gennaio 2021

Almeno otto agenti della sicurezza afgani sono morti la notte scorsa nella provincia di Nangarhar in un attentato kamikaze contro una base dell'Esercito rivendicato dai talebani. Secondo l'ufficio del governatore provinciale, l'attentatore ha sfondato il cancello della base alla guida di un Humvee imbottito di esplosivo e una volta all'interno della struttura si è fatto saltare in aria.

Kabul Afghanistan esplosione kamikaze agenzia stampa 

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/afghanistan-attacco-suicida-a-base-militare-almeno-8-morti_28129564-202102k.shtml

Bush71 

Afghanistan: vacilla lo “storico” accordo tra USA e talebani

 

Il Pentagono ha annunciato che l’attuale amministrazione statunitense non effettuerà un ritiro completo delle truppe dall’Afghanistan entro maggio 2021, come previsto dall’accordo con i talebani, a causa del mancato rispetto dei termini dell’intesa. In risposta, i militanti afghani hanno accusato Washington di violazioni dei diritti umani. 

“I talebani non hanno rispettato i loro impegni”, ha dichiarato il 28 gennaio il segretario stampa del Pentagono, John Kirby. “Senza che rispettino i loro impegni di rinunciare al terrorismo e di fermare i violenti attacchi contro le forze di sicurezza nazionali afghane, e in forza di ciò contro il popolo afghano, è molto difficile vedere una via specifica per la soluzione negoziata”, ha aggiunto. L’accordo era stato definito “storico” dall’ex amministrazione degli USA, guidata dall’ex presidente Donald Trump, ed era stato firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Tra le varie clausole, l’intesa prevedeva che i talebani tagliassero i legami con tutte le organizzazioni terroristiche, inclusa al-Qaeda, e che il gruppo non effettuasse assalti contro grandi centri abitati afghani. Se le condizioni dell’accordo fossero state soddisfatte, le forze armate statunitensi avrebbero lasciato l’Afghanistan entro maggio 2021.

In risposta alle dichiarazioni del Pentagono, il 29 gennaio i talebani hanno accusato gli Stati Uniti di essere stati i primi a non rispettare i termini dell’intesa tra le due parti, effettuando bombardamenti contro i civili afghani, senza tenere conto della tutela dei diritti umani. “L’altra parte ha violato l’accordo, quasi ogni giorno lo sta violando”, ha dichiarato Mohammad Naeem, un portavoce talebano in Qatar. “Stanno bombardando civili, case e villaggi, e li abbiamo avvisati di tanto in tanto, queste non sono solo violazioni dell’accordo ma violazioni dei diritti umani”, ha aggiunto. Zabihullah Mujahid, un altro portavoce dei talebani, ha aggiunto su Twitter che le accuse contro il gruppo erano “infondate” e che questo si era “pienamente impegnato” a rispettare i termini dell’accordo.

Il 15 gennaio, a cinque giorni dalla fine del mandato del presidente Trump, il Pentagono ha annunciato di aver completato un nuovo ritiro delle proprie truppe in Afghanistan, che contano al momento 2.500 unità, il livello più basso degli ultimi vent’anni. Il 16 gennaio, i talebani hanno commentato la notizia accogliendola con favore. Tuttavia, nel Paese, le violenze hanno continuato a verificarsi su base quotidiana e i negoziati intra-afghani, previsti a loro volta dall’accordo USA-talebani e iniziati il 12 settembre 2020, procedono a rilento e sono ancora alle loro fasi preliminari. 

Fonti che hanno familiarità con i colloqui di pace a Doha hanno riferito che i talebani sono riluttanti a impegnarsi nei negoziati a causa della mancanza di garanzie internazionali sul rilascio dei prigionieri rimasti nelle carceri afghane e sulla rimozione dei nomi dei loro leader dalla lista nera delle Nazioni Unite. Il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Kabul, Hamdullah Mohib, ha sottolineato che il rilascio già effettuato di 5.000 prigionieri talebani come parte dell’accordo con gli USA ha portato a un’ulteriore intensificazione della guerra nel Paese. Mohib ha affermato che coloro che sono stati rilasciati dalle carceri sono tornati sui campi di battaglia.

L’x presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva fortemente sostenuto l’intesa con i talebani firmata a Doha il 29 febbraio 2020, poiché questa gli avrebbe permesso di ritirare le truppe dall’Afghanistan e mettere fine alla più lunga missione statunitense all’estero, come aveva promesso più volte in campagne elettorale e nel corso del suo mandato. Tuttavia, già durante i negoziati per finalizzare lo stesso accordo, i talebani sono stati più volte accusati dal Governo afghano di continuare ad effettuare attacchi armati nel Paese e gli scontri sono aumentati fino a diventare quotidiani. In tale contesto, numerosi esperti hanno espresso il timore che un ritiro eccessivo di truppe statunitensi possa far tornare l’Afghanistan nelle mani dei talebani, fornendo nuovamente “un paradiso sicuro” ad alcuni gruppi terroristici islamisti. 

L’attuale amministrazione deve quindi gestire tale situazione. Già il 20 gennaio, il segretario di Stato del presidente Biden, Antony Blinken, ha dichiarato che l’accordo con i talebani sarebbe stato riesaminato, prima di prendere decisioni al riguardo. Il 25 gennaio, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha affermato che è stato aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Kabul e Washington, con l’insediamento dell’amministrazione di Joe Biden. Quale sarà il futuro dell’accordo tra USA e talebani, in questo contesto, è ancora da capire. 


Maria Grazia Rutigliano

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/01/29/afghanistan-vacilla-laccordo-doha-usa-talebani/

Afghanistan: comandante dell’esercito ucciso a Balkh

 

Nasratullah Yemen, un comandante dell’Esercito Nazionale Afghano (ANA), è stato ucciso il 28 gennaio in un attacco di mortaio che ha ferito altre 4 persone nella provincia settentrionale di Balkh. 

L’assalto è avvenuto la mattina del 28 gennaio nel villaggio di Alamkhil nel distretto di Balkh dell’omonima provincia, secondo quanto ha riferito Mohammad Haneef Rezaee, portavoce del 209 Shaheen Corps. “L’incidente è avvenuto durante un’operazione di ricerca nel villaggio di Alamkhil e un mortaio è atterrato nell’area”, ha dichiarato Rezaee, aggiungendo che altri 4 soldati dell’ANA sono rimasti feriti. Per rispondere all’assalto, “l’esercito lancerà un’operazione di sgombero nell’area”. Tuttavia, nessun gruppo, compresi i talebani, ha ancora rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Intanto, il 27 gennaio, il presidente dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale (HCNR) dell’Afghanistan, Abdullah Abdullah, ha affermato che sono state perse diverse opportunità per portare la pace nel Paese. Abdullah ha aggiunto che tutti i prigionieri talebani saranno liberati e i rappresentanti del gruppo verranno rimossi dalla lista nera delle Nazioni Unite dopo che questi avranno accettato la pace. La dichiarazione arriva in mezzo a una situazione di stallo nei colloqui tra le delegazioni di pace della Repubblica islamica dell’Afghanistan e i talebani a Doha, in Qatar.

Fonti che hanno familiarità con i colloqui di pace a Doha hanno riferito che i talebani sono riluttanti a impegnarsi nei negoziati a causa della mancanza di garanzie internazionali sul rilascio dei prigionieri rimasti nelle prigioni afghane e sulla rimozione dei nomi dei loro leader dalla lista nera delle Nazioni Unite.Il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Kabul, Hamdullah Mohib, ha sottolineato che il rilascio già effettuato di 5.000 prigionieri talebani come parte dell’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani ha portato a un’ulteriore intensificazione della guerra nel Paese. Mohib ha affermato che coloro che sono stati rilasciati dalle carceri sono tornati sui campi di battaglia.

Da parte loro, i rappresentanti di Kabul non hanno intenzione di stravolgere i progressi raggiunti nel Paese negli ultimi anni. Habiba Sarabi, un membro del team negoziale che rappresenta la Repubblica Islamica dell’Afghanistan nei colloqui con i talebani, ha affermato che tutti i risultati ottenuti dagli afghani negli ultimi due decenni devono essere preservati durante i colloqui. “Non scenderemo a compromessi sui progressi che abbiamo ottenuto negli ultimi due decenni”, ha dichiarato Sarabi.

L’apertura di un dialogo intra-afghano era stata resa possibile da uno “storico” accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani il 29 febbraio 2020, sempre a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. A tal proposito, il 15 gennaio, il Pentagono ha annunciato di aver completato il ridimensionamento delle proprie truppe in Afghanistan a 2.500 uomini raggiungendo il livello più basso degli ultimi vent’anni. Il 16 gennaio, i talebani hanno commentato l’annuncio accogliendolo con favore. Intanto, nel Paese, le violenze continuano a verificarsi su base quotidiana. 


Maria Grazia Rutigliano

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/01/28/afghanistan-comandante-dellesercito-ucciso-balkh/

Bush71

GLI STRONZETTI DEL REDDITO DI CITTADINANZA: INPS E GUARDIA DI FINANZA HANNO GIÀ SCOPERTO CIRCA 48MILA PERSONE

 

GLI STRONZETTI DEL REDDITO DI CITTADINANZA: INPS E GUARDIA DI FINANZA HANNO GIÀ SCOPERTO CIRCA 48MILA PERSONE CHE RICEVEVANO IL SUSSIDIO SENZA AVERNE DIRITTO. MA È SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG. SOLO IERI A NAPOLI SONO STATI TROVATI 120 CONDANNATI PER MAFIA CHE HANNO INCASSATO PIÙ DI UN MILIONE DI EURO DALLO STATO IN DUE ANNI…

 

mafiosi con il reddito di cittadinanza mafiosi con il reddito di cittadinanza

Francesco Bisozzi per “il Messaggero”

 

In garage hanno la Ferrari, ma nel portafoglio custodiscono la card del reddito di cittadinanza. Sono circa 48 mila i furbetti del sussidio intercettati finora da Inps e Guardia di Finanza: dal varo della misura si contano 41.500 revoche a sussidio già erogato per dichiarazioni mendaci sul patrimonio e sugli altri requisiti necessari all' ottenimento dell' aiuto rese in fase di presentazione della domanda, a cui si sommano altri seimila stop ai pagamenti per quei percettori che si sono dimenticati di avvisare l' Inps di aver raggiunto un reddito superiore alla soglia consentita o di essere stati condannati per un grave reato mentre incassavano il beneficio. Ma questa è solo la punta dell' iceberg.

 

LA VERIFICA

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I controlli nelle ultime settimane si stanno intensificando: solo ieri a Napoli sono stati scoperti 120 percettori del sussidio condannati nell' ultimo decennio per associazione di tipo mafiosa che avevano falsamente autocertificato i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza e che complessivamente hanno incassato con il sussidio più di un milione di euro negli ultimi due anni.

 

Oggi ammontano a 307 (su quasi tre milioni di percettori totali) le revoche del reddito di cittadinanza per condanne di mafia emerse dopo che la domanda era stata accettata. Nel 2019, anno in cui il reddito di cittadinanza ha preso il largo, le Fiamme Gialle hanno individuato 709 furbetti.

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A gennaio di quest' anno, invece, ne sono stati incastrati già un migliaio. Inoltre, grazie ai nuovi controlli incrociati che a partire da quest' anno l' Inps potrà eseguire sfruttando le banche dati dell' Aci, dell' Agenzia delle Entrate, del ministero della Giustizia (per i reati penali e le condanne) e delle Regioni, il numero dei furbetti del reddito di cittadinanza è destinato nei prossimi mesi a salire.

 

reddito di cittadinanza reddito di cittadinanza

L' Inps nelle ultime settimane avrebbe già iniziato a sbirciare nei garage dei beneficiari del reddito di cittadinanza per accertarsi che non vi siano supercar. Proprio nei giorni scorsi, a Brescia, le Fiamme Gialle hanno scoperto un consulente fiscale proprietario di una Ferrari 458 cabriolet che tra il 2019 e il 2020 ha percepito 14 mila euro di reddito di cittadinanza.

In Sardegna, a Nuoro, sono stati appena scoperti 23 furbetti e tra questi c' era persino chi aveva omesso di dichiarare la proprietà di 60 appartamenti.

 

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A Locri, in Calabria, la settimana scorsa i controlli sulle dichiarazioni sostitutive uniche con dati falsificati hanno permesso d' individuare 237 soggetti, alcuni dei quali proprietari di ville e autovetture di lusso, che per anni hanno ricevuto il reddito di cittadinanza senza averne diritto. In questo caso il danno per le casse dello Stato ammonta a 870 mila euro.

 

Oggi il sussidio dei Cinquestelle, che raggiunge 1,3 milioni di nuclei, costa poco meno di 700 milioni dal mese: ha prosciugato 11 miliardi di euro in quasi due anni e si prevede che nel 2021 possa impegnarne altri nove. Finché non sarà a regime l' interoperabilità delle banche dati i controlli verranno condotti in ordine sparso da lnps, Comuni e Guardia di Finanza. Solo nel 2019 l' Inps ha chiesto alle Fiamme Gialle di indagare su 600 mila percettori.

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GLI INDICI

A ogni beneficiario la Guardia di Finanza assegna un indice di rischio, dopodiché stabilisce la cronologia degli interventi da condurre per scovare le irregolarità. Ma la Guardia di Finanza non si limita a controllare solo i percettori segnalati dall' Inps: a questi si aggiungono altri beneficiari individuati nel corso di indagini che inizialmente non riguardano il reddito di cittadinanza. I controlli delle Fiamme Gialle tuttavia avvengono a valle, ovvero a erogazioni già avvenute, quando il danno ormai è fatto.

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https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/stronzetti-reddito-cittadinanza-inps-guardia-finanza-hanno-259513.htm

 

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但大家會不會看得很痛苦😅 

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