giovedì 5 marzo 2026

La destra sempre contro le dinne

 


Nel corso del Ventennio i manicomi italiani vennero riempiti di donne. La malattia mentale veniva puntualmente tirata in ballo per internare donne che si dimostravano poco avvezze ad accettare passivamente il ruolo nel quale il regime, nello specifico, e la cultura patriarcale, più in generale, cercavano di ingabbiarle. Per questo venivano accusate di “isterismo”, di essere cattive madri, di avere “facili costumi”, o più semplicemente di essere “smorfiose, irriverenti, testarde”. Tanto bastava per finire in luoghi di detenzione terribili. Tra queste donne vi furono anche diverse antifasciste che per le loro posizioni politiche rischiavano l’internamento con ancora più facilità.

Rosa Cutschera era una di loro.

Difficile stabilire se il suo antifascismo fosse un naturale sentimento di avversione all’oppressione del regime o il frutto di una determinata consapevolezza politica, perché le fonti sulla sua vicenda personale non sono molte, ad esclusione di un atto preciso del tribunale di Pola, nel quale il giudice istruttore la condanna a due anni di internamento in un manicomio giudiziario. Nel medesimo atto si racconta che Rosa il 15 novembre 1931, incrociando lungo viale Vittorio Emanuele Filiberto il vice caposquadra della locale milizia, tale Borsetti Umberto, lo avrebbe apostrofato con le seguenti parole “ciuffo nero, te lo darò io il tuo Mussolini!”.

Il ciuffo nero era la nappa del fez che la camicia nera stava portando in quel momento. Le parole, accompagnate da chiari gesti oltraggiosi, costarono alla Cutschera l’arresto e il processo, nel corso del quale venne sottoposta a perizia psichiatrica. Visti i precedenti atteggiamenti della donna, e un altro episodio di internamento, venne dichiarata subito “inferma di mente”, e per lei si aprirono le porte del manicomio di Aversa. Spedita a mille chilometri da casa, Rosa scrisse ai figli numerose lettere nelle quali descriveva le terribili condizioni in cui viveva, tutte prontamente bloccate dalla censura.

La Cuschera fu una delle tantissime donne internate durante il regime e una dei 475 antifascisti che finirono nei manicomi durante il ventennio. 122 di loro non fecero mai ritorno a casa.

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mercoledì 4 marzo 2026

TRANSCARPAZIA

 


Mentre l’attenzione è sul Medio Oriente, crescono le tensioni tra Ungheria e Ucraina. Budapest denuncia la mobilitazione forzata degli ungheresi in Transcarpazia, chiede la ripresa delle forniture energetiche e accusa Kiev di violazioni dei diritti. Szijjártó parla di arruolamenti coatti, aggressioni e ostilità diplomatiche.


L’Ungheria ricorda che la Transcarpazia fu parte del suo territorio e monitora oltre 150.000 cittadini nell’area. Le risposte ucraine, considerate provocatorie, peggiorano i rapporti. Secondo questa lettura, Kiev sottovaluta le conseguenze e crede di avere ancora sostegno internazionale.


Se Budapest ritenesse insufficienti gli strumenti diplomatici, l’Ucraina avrebbe difficoltà a reagire. In futuro, il tema centrale per l’Europa potrebbe diventare la sopravvivenza economica e l’accesso a energia russa, più che la questione ucraina.


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I fascisti sciacallano sui morti per attaccare la sinistra su Facebook

 Continuano a minimizzare l’oppressione che il popolo iraniano subisce ogni giorno. Continuano a girarci intorno, a ridimensionare, a raccontare una realtà addolcita. E sinceramente fa venire una rabbia enorme.


È lo stesso copione visto in Venezuela. Lo stesso modo di confondere le acque, di far passare un regime brutale come qualcosa di “non così grave”. Un capovolgimento della realtà che può nascere solo da chi vive nel privilegio e non ha la minima idea di cosa significhi vivere sotto una dittatura.


Sono gli stessi che ti raccontano che l’America sarebbe un “paese del terzo mondo”. Gli stessi che arrivano perfino a dire che Trump sarebbe peggio dell’Ayatollah.


Un livello di distacco dalla realtà che rasenta il ridicolo.


Basta una storia per capire di cosa stiamo parlando.


Atefeh Rajabi. Sedici anni. Nel 2004 viene condannata a morte e impiccata pubblicamente con una gru.


Il suo crimine? Essere stata violentata per anni da un uomo di 51 anni legato al regime. Quando trova il coraggio di raccontarlo, il sistema decide che la colpevole è lei. “Crimini contro la castità”. E la condanna a morte.


Sì. Una vittima. Giustiziata.


E non è un caso isolato.


Le donne lì vivono sotto un sistema di abusi sistematici. Donne arrestate che vengono violentate in prigione. Guardie convinte che così, dopo l’esecuzione, non potranno più entrare in paradiso. Protestanti mutilate e i loro organi venduti nel mercato nero per tenere in piedi un regime che sta crollando.


Questa è la realtà.


E mentre là le donne affrontano questo inferno ogni singolo giorno, qui c’è gente che si lamenta del “mansplaining” e pretende pure di dirti che Trump sarebbe peggio dell’Ayatollah.


Per favore.

Un minimo di contatto con la realtà.

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Il Nibel datelo a questi che scrivono stronzate su Facebook per attaccare la sinistra

 L'attivista iraniana Leila Farahbakhsh blocca a Firenze il corteo organizzato dalla CGIL contro l'intervento militare americano in Iran, urlando il suo disgusto per gli occidentali sempre pronti a genuflettersi ad immigrati, Islam radicale e soprattutto alla loro malattia mentale. I presenti rimangono attoniti dinanzi alle urla della donna che chiede come mai non fossero scesi in piazza quando il Regime ha massacrato il suon popolo, ma la parte più interessante, quella che vale quanto un trattato di sociologia, è il momento in cui Leila ricorda che sono stati uccisi in 40 mila suoi connazionali nell'ultima ondata di proteste e uno degli iscritti prova a replicare "no, no, no". Dice "no" credendo che i suoi desideri abbiano predominanza sulla tangibilità del reale. Dice "no". Il Regime non ha  sparato in testa a nessuno, non è entrato negli ospedali dando la caccia a feriti e personale sanitario. Dice "no", perché nessuno deve permettersi di infrangere il velo che circonda il suo mondo del pensiero magico. Dice "no". In Venezuela si vive bene, in Iran si vive bene, perché in fondo ci sono i video della folla che piange Khamenei, come se un qualsiasi Regime non avesse una parte del popolo dalla sua: in questo caso la vecchia guardia di uomini schiavisti e di matrone cresciute con la convinzione che essere serve coperte da un lenzuolo sia un sacrificio dovuto alla loro Fede. Dice "no". In quel "no" tutta la degenerazione intellettiva di questa epoca vissuta da esseri abominevoli che si mescolano ai sani di mente e ribaltano le posizioni del bene e del male, grazie ad una pacata follia ormai assimilata come "divergenza di vedute". Popper ci aveva avvisati con il suo paradosso della tolleranza: "siate tolleranti indiscriminatamente e porterete la società alla distruzione, tanto che saranno gli intolleranti a prendere il dominio di quella società". Pertanto è nella intolleranza verso la "Sinistra" che risiede il segreto per preservare la società in cui si dimora.


- Giovy Novaro -

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La nuova marionetta dei fascisti

 


L'attivista iraniana Leila Farahbakhsh blocca a Firenze il corteo organizzato dalla CGIL contro l'intervento militare americano in Iran, urlando il suo disgusto per gli occidentali sempre pronti a genuflettersi ad immigrati, Islam radicale e soprattutto alla loro malattia mentale. I presenti rimangono attoniti dinanzi alle urla della donna che chiede come mai non fossero scesi in piazza quando il Regime ha massacrato il suon popolo, ma la parte più interessante, quella che vale quanto un trattato di sociologia, è il momento in cui Leila ricorda che sono stati uccisi in 40 mila suoi connazionali nell'ultima ondata di proteste e uno degli iscritti prova a replicare "no, no, no". Dice "no" credendo che i suoi desideri abbiano predominanza sulla tangibilità del reale. Dice "no". Il Regime non ha  sparato in testa a nessuno, non è entrato negli ospedali dando la caccia a feriti e personale sanitario. Dice "no", perché nessuno deve permettersi di infrangere il velo che circonda il suo mondo del pensiero magico. Dice "no". In Venezuela si vive bene, in Iran si vive bene, perché in fondo ci sono i video della folla che piange Khamenei, come se un qualsiasi Regime non avesse una parte del popolo dalla sua: in questo caso la vecchia guardia di uomini schiavisti e di matrone cresciute con la convinzione che essere serve coperte da un lenzuolo sia un sacrificio dovuto alla loro Fede. Dice "no". In quel "no" tutta la degenerazione intellettiva di questa epoca vissuta da esseri abominevoli che si mescolano ai sani di mente e ribaltano le posizioni del bene e del male, grazie ad una pacata follia ormai assimilata come "divergenza di vedute". Popper ci aveva avvisati con il suo paradosso della tolleranza: "siate tolleranti indiscriminatamente e porterete la società alla distruzione, tanto che saranno gli intolleranti a prendere il dominio di quella società". Pertanto è nella intolleranza verso la "Sinistra" che risiede il segreto per preservare la società in cui si dimora.


- Giovy Novaro -

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Elli Friedmann

 


Nel maggio del 1944, Elli Friedmann, una tredicenne ungherese, arrivò ad Auschwitz con la sua famiglia, deportata dall'Ungheria. Aveva ancora le lunghe trecce bionde che sua madre accudiva con cura. Sulla rampa, tutto era rumore e terrore guardie che urlavano, cani che ringhiavano, famiglie aggrappate l'una all'altra. E in quel violento turbine di secondi, le sue trecce contribuirono a creare una pericolosa, crudele illusione: quando il medico del campo la visitò, la giudicò più grande di quanto non fosse. La mandò al lavoro, invece che alle camere a gas. La scelta fu istantanea. Le salvò la vita.


Ma alla ragazzina scesa da quel treno non fu concesso di rimanere una bambina ancora a lungo.


All'interno del campo, l'infanzia le fu portata via quasi immediatamente. Elli venne spogliata, rasata e ridotta a un numero. La fame non era un dolore occasionale era lo sfondo di ogni istante. La paura non era un attacco di panico era la routine. Lei e sua madre furono costrette a lavori brutali, a volte a fatiche estenuanti come spostare e livellare terra a mani nude, sorvegliate da guardie che trattavano le persone come oggetti intercambiabili. I giorni collassavano l'uno sull'altro: freddo, sfinimento e la lotta costante per andare avanti. La fame rimodellava i corpi. I volti si svuotavano. E se mai ti capitava di intravedere il tuo riflesso, quell'immagine non sembrava più la tua.


Quando arrivò la liberazione nel 1945, Elli aveva solo quattordici anni. Ma molti sopravvissuti dicevano che i bambini emersi dai campi sembravano molto più vecchi della loro età rimpiccioliti dalla denutrizione, la pelle tesa sulle ossa, gli occhi che portavano un peso che nessun bambino dovrebbe mai portare. I campi non le avevano solo rubato l'infanzia. Avevano distorto il tempo stesso.


Anni dopo, riassunse quel cambiamento in una frase che ancora oggi colpisce come un pugno allo stomaco:

"Ho quattordici anni, e ho vissuto mille anni."


E anche allora, la sopravvivenza non era la fine era l'inizio di tutto ciò che venne dopo.


Elli ricostruì la sua vita sotto un nuovo nome: Livia Bitton-Jackson. Andò negli Stati Uniti, studiò storia e alla fine divenne professoressa. Ma non voltò le spalle a ciò che aveva vissuto. Ne fece parte integrante del suo lavoro affinché la gente non potesse far finta che non fosse successo, o lasciare che sbiadisse in un'astrazione.


Nel suo libro di memorie, I Have Lived a Thousand Years (Ho vissuto mille anni), diede al mondo la voce della ragazza che era stata: terrorizzata, ostinatamente viva, e ancora protesa verso la speranza in un luogo costruito per distruggerla.

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Saudi Princess Burned Alive For Reading Bible Then This Happened

 


The flames were already being prepared when I arrived at my family's private compound in Riyadh. I could see the workers building the massive fire pit in the center courtyard, stacking wood and dousing it with accelerant. The acrid smell of gasoline mixed with the desert heat made me nauseous. My hands trembled as I was escorted from the black SUV by two of my father's security guards, their grip on my arms firm and unyielding. I knew what awaited me. I had been caught with the forbidden book, and in my family, in our interpretation of Islamic law, there was only one punishment for apostasy: death by fire.

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Netanyahu mostro

 🗣 Al parlamento israeliano Lieberman ha accusato Netanyahu di aver finanziato Hamas tramite fondi dal Qatar, accusa confermata anche dalla stampa israeliana ed estera. 


L’attacco del 7 ottobre sarebbe stato pianificato da Mossad e CIA: soldati IDF hanno testimoniato di aver ricevuto ordini di non intervenire. 


✅ UNISCITI A NOI: https://linktr.ee/consenso_disinformato

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Benedetta Venditti

 


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Gli amici di Netanyahu in volo

 


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Ecco la prova che i fascisti sono alla frutta

 


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La demenza dei sostenitori

 


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I fascisti sono in caduta libera

 


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Netanyahu gode con poco..

 


Israele abbatte un aereo da combattimento iraniano: la prima vittoria in combattimento di un F-35


L’IDF ha annunciato di aver abbattuto un aereo da combattimento iraniano di tipo YAK-130 sopra lo spazio aereo di Teheran, un evento che segna la prima volta al mondo in cui un caccia furtivo F-35 (modello “Adir”) ha eliminato un aereo in operazioni reali. La notizia è arrivata nel contesto di un’escalation militare tra Israele e la Repubblica islamica dell’Iran, con una serie di raid e attacchi condotti da entrambe le parti nelle ultime settimane.


Secondo il comunicato ufficiale diffuso dall’IDF, l’F-35I Adir, versione israeliana dell’aereo da combattimento di quinta generazione, ha intercettato e colpito il velivolo YAK-130 mentre sorvolava l’area di Teheran. Questo modello di aereo, utilizzato da diverse forze aeree in varie parti del mondo, è normalmente impiegato come addestratore avanzato o caccia leggero; tuttavia, il suo abbattimento rappresenta un significativo sviluppo operativo e tattico nel conflitto israelo-iraniano in corso.


L’annuncio è arrivato poco dopo che l’IDF ha confermato di aver lanciato una decima ondata di attacchi aerei su obiettivi strategici e infrastrutturali in Iran, specialmente nella capitale e nelle aree circostanti. Le missioni, secondo quanto riportato, includono dozzine o addirittura centinaia di aerei coinvolti in sortite coordinate con obiettivi chiari: neutralizzare potenziali minacce balistiche iraniane e sopprimere i sistemi di difesa nemici allo scopo di preservare la superiorità dell’aviazione israeliana già consolidata.

Il raid con l’F-35I si inserisce in un più ampio quadro di ostilità sempre più diretta tra Israele e l’Iran, che ha visto un susseguirsi di attacchi e repliche militari. Media iraniani hanno confermato la presenza di raid nella regione di Teheran, con immagini che mostrano pennacchi di fumo stagliarsi sullo skyline urbano. Alcuni rapporti emersi dalla Repubblica islamica menzionano anche bombardamenti diretti nella città nordoccidentale di Urmia.


Gli F-35I “Adir”, un pilastro dell’aviazione militare israeliana, sono dotati di tecnologie stealth avanzate, sensori integrati e capacità di eseguire missioni complesse in scenari ad alta intensità. La capacità di intercettare un combattente nemico con un F-35 è significativa non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche strategico, poiché dimostra la superiorità aerea e l’efficacia delle dottrine operative israeliane nella guerra moderna.


Questo episodio ha aumentato la tensione regionale anche sul fronte diplomatico. In concreto, l’azione militare di Israele contro un assetto iraniano sopra la stessa Teheran viene letta come un indicatore del deteriorarsi delle relazioni e della crescente possibilità di uno scontro su larga scala. Tali confronti non si limitano più alle zone periferiche o di frontiera, ma penetrano profondamente nel cuore dei territori degli Stati coinvolti, con implicazioni per la sicurezza regionale e globale.


Non è la prima volta che Israele intensifica operazioni aeree contro presunti obiettivi iraniani o alleati, ma la specificità di aver abbattuto un aereo da combattimento nemico con un F-35 rappresenta un punto di svolta nelle capacità operative e nella percezione strategica del conflitto attuale. Israele ha mantenuto ampiamente la sua superiorità tecnologica in campo militare per anni, ma la conferma di un’intercettazione di questo tipo sul campo di battaglia reale è un evento che attira l’attenzione degli analisti militari di tutto il mondo.


Nel frattempo, i rapporti di media iraniani descrivono anche una piccola serie di infrastrutture bombardate in zone considerate sicure o lontane dal teatro di guerra convenzionale, suggerendo che le capacità offensive israeliane si sono estese oltre i confini previsti. Questo aumento nella scala e nella portata delle operazioni militari suggerisce una fase nuova, potenzialmente più intensa, nelle ostilità tra Israele e l’Iran.


In sintesi, l’abbattimento di un aereo da combattimento iraniano da parte di un F-35I israeliano non è solo un evento tattico isolato ma riflette un’escalation più ampia di tensioni regionali che coinvolgono capacità tecnologiche, strategie militari e una rivalità geopolitica che rischia di trasformarsi progressivamente in un conflitto su larga scala.


#iranisraelconflict #israele360 #israele #iran #IAF

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Destronzi date i vostri bambini a questo pedofilo!

 


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DOVE ABBIAMO SBAGLIATO?

 




Lo chiede il RABBINO DI TRIESTE ELIAHU ALEXANDER MELONI.


Sì. È la domanda GIUSTA.

Ma va posta fino in fondo, senza ipocrisie rituali.


Alla Risiera di San Sabba la platea era quasi vuota.

Le scuole non c’erano.

I ragazzi non c’erano.

270 posti su quasi 3000.


E allora no, non basta chiedersi “dove sono i giovani?”.

La domanda vera è un’altra:

PERCHÉ QUEST’ANNO È DIVENTATO SCOMODO ESSERCI?


Forse perché la MEMORIA, quando diventa A SENSO UNICO, smette di educare.

Forse perché quando la Shoah viene usata come MASCHERA per GIUSTIFICARE GLI ORRORI DEL PRESENTE, qualcosa si spezza.

Forse perché davanti a Gaza, ai morti, alle famiglie annientate, ai silenzi imbarazzati, molti hanno visto una contraddizione INSOPPORTABILE.


Non è l’ebraismo il problema.

Il problema è chi usa l’ebraismo come PARAVENTO politico.

Il problema è chi non prende mai le distanze dal genocidio di Benjamin Netanyahu e poi pretende lezioni di morale universale.


La Memoria non può essere selettiva.

O è universale, o diventa propaganda.


Alla Risiera si è parlato di assenze.

Ma non si è parlato abbastanza dei SILENZI.

Di quelli delle comunità ebraiche occidentali.

Di quelli delle istituzioni.

Di quelli di chi chiede empatia solo per i morti “giusti”.


Il governatore Massimiliano Fedriga invita a una riflessione “costruttiva”.

Bene.

Ma la costruzione parte dalla VERITÀ, non dalla rimozione.


Se oggi un ragazzo sente che il “mai più” vale solo per alcuni,

quel ragazzo NON CI CREDE PIÙ.

E non viene.

Non per ignoranza.

Ma per rigetto morale.


E no, non serve piangervi addosso – cosa che sapete fare molto bene.

Serve interrogarsi.

Sul serio.

SENZA DOPPI STANDARD.


Perché la Memoria che giustifica gli orrori del presente

non è Memoria.

È una caricatura.


Don Chisciotte


#GiornoDellaMemoria #RisieraDiSanSabba #MaiPiuPerNessuno #Gaza #MemoriaSelettiva #IpocrisiaOccidentale

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Trump e Netanyahu perderete la guerra

 


MORTI & COSTI


I primi quattro giorni di conflitto hanno mostrato una sproporzione grottesca tra retorica e realtà: circa 180 militari statunitensi uccisi, oltre 410 feriti, tre F‑15 abbattuti e uno distrutto a terra. Per alcuni osservatori, non è solo un bilancio pesante: è la dimostrazione che la macchina militare più costosa del pianeta può sanguinare come qualsiasi altra quando la politica la trascina in un teatro di guerra senza una strategia chiara.


Il dato che più colpisce, secondo questa prospettiva, è il costo economico: 400 miliardi di dollari bruciati in pochi giorni. Una cifra che, per i critici, non rappresenta solo un fallimento operativo, ma un fallimento concettuale: la convinzione che la potenza finanziaria possa sostituire la lucidità politica.


In questo quadro, sottolineo l’ironia amara della situazione: chi aveva attaccato duramente la gestione del ritiro dall’Afghanistan ora si trova a fronteggiare un giudizio speculare. Per questa mia lettura corrosiva, la storia non si ripete, si vendica. E lo fa con la precisione di un bilancio militare.


[Siete liberi di condividere il testo]


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Wadjet

 Nella mitologia egizia, diverse importanti dee sono associate ai serpenti. Tra queste, la temibile protettrice Wadjet, la dea cobra Renenutet, associata al raccolto e al destino, e la dea Meritseger, che amava il silenzio. Dirò qualche parola su ciascuna di esse.


🐍 Wadjet «La Verde»


Questa è la più famosa dea serpente, patrona del Basso Egitto, del nord del paese e della regione del Delta del Nilo. Era raffigurata come un cobra con un cappuccio a ventaglio o come una donna con la testa di cobra, pronta ad attaccare. La sua immagine (insieme alla dea avvoltoio Nekhbet, patrona dell’Alto Egitto) formava la corona urea dei faraoni. Il cobra sulla fronte del faraone simboleggiava la sua protezione: era pronta a sputare fuoco e distruggere qualsiasi nemico osasse avvicinarsi al re. Wadjet era la protettrice, custode del potere reale e il formidabile occhio di Ra.


🐍 Renenutet (Thermuthis) o il serpente che dà il nome


Una dea strettamente associata al raccolto, alla fertilità e all’allattamento. Spesso raffigurata come la controparte femminile del dio del grano Shai. Thermuthis era un serpente o una donna con la testa di cobra. A volte veniva raffigurata mentre allattava il piccolo faraone. Il suo nome significa «Serpente che nutre». I contadini la pregavano affinché proteggesse il grano nei loro granai da roditori e insetti; di conseguenza, il serpente era il miglior guardiano. Si tenevano feste in suo onore durante il raccolto. Renenutet (insieme al dio Shai) determinava anche il destino di una persona alla nascita. Si credeva che si prendesse cura del suo destino allo stesso modo in cui un serpente si prende cura della sua prole.

Come Wadjet, proteggeva il re e gli donava vitalità.


⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️


#anticoegitto #metodología #magia #magiaverde #divine

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Il diffamatore parla di lavoro...

 


"Ti dò una notizia: se fai le rapine devi andare in galera!

Se hai bisogno di guadagnare ti alzi presto la mattina,ti spacchi la schiena e vai a lavorare, come hanno fatto generazioni di persone."


-Daniele Capezzone

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Facebook è diventato il megafono delle stronzate della Melona

 


Il caos nel mondo è una conseguenza diretta dell'attacco russo all'Ucraina, - Giorgia Meloni.

Il Primo Ministro italiano ha spiegato che la situazione in Medio Oriente è una conseguenza della distruzione del diritto internazionale. E tutto è iniziato con la violazione dei confini dell'Ucraina da parte della Federazione Russa.

"Tutto è iniziato con l'Ucraina, quando la Federazione Russa, che è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha cinicamente violato i confini del suo vicino, dando un segnale al mondo intero che le regole non valgono più", osserva Meloni in un'intervista al Tg5.

Secondo lei, la guerra in Europa è già in corso, quindi considerare questi eventi "lontani" è una pericolosa illusione.

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Teresa Gullace

 


Teresa voleva solo dargli del pane. Come tutte le mattine, andava davanti alla caserma nel tentativo di vedere il marito, prigioniero dei tedeschi. Quella mattina, quando cercò di chiamarlo per dargli il pane e confortarlo, i tedeschi la presero a botte con il calcio dei fucili.


Poi, quando cercò di prendere l’involto caduto a terra per provare a tirarlo nuovamente al compagno, un tedesco le si parò davanti, sparandole.


Teresa Gullace era incinta di 7 mesi e aveva con sé suo figlio Umberto, di appena 13 anni.


Morì il 3 marzo 1944, a Roma. Divenne un simbolo della Resistenza e un’icona, anche grazie all’interpretazione di Anna Magnani in Roma città aperta.


Divenne martire della violenza nazifascista, barbara, assurda, feroce. Di quelle che si abbattono su donne e bambini.


In questo giorno, anche quest'anno il ricordo va allora a lei e a tutto ciò che rappresenta.

Leonardo Cecchi 

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I ciaktroni vogliono dare lezioni alla sinistra

 


UN MUSULMANO DEGLI EMIRATI ARABI SPIEGA ALLA SINISTRA INGLESE LA DIFFERENZA TRA ISLAMISTI E ISLAMICI. UNA LEZIONE CHE FAREBBE COMODO ANCHE ALLA SINISTRA ITALIANA AMICA DI HANNOUN E RULA JEBREAL


Come mai nessun deputato musulmano britannico ha condannato l’attacco agli Emirati Arabi Uniti, al Bahrein, al Kuwait e ad altri paesi musulmani durante un mese importante come il Ramadan? Condanneranno la Gran Bretagna per aver colpito l’Iran in risposta, ve lo assicuro. Sappiamo di che pasta sono fatti; voi no.

Ora sapete che non si è mai trattato dei musulmani; si trattava dell’islamismo e del sostegno al terrorismo tramite deputati che ora agiscono come proxy dell’Iran nel vostro Parlamento.

Vedete quanto suona male? Ora lo sapete… è triste. Questa è la Gran Bretagna di oggi.


Fonte: Amjad Taha

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Madison Ivy 👩🏼‍🏫🌟😍

 





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I Nixon italiani

 

18 febbraio 1975, viene pubblicato sul «Corriere della Sera» l'articolo di Pier Paolo #Pasolini “Gli insostituibili Nixon italiani”.


In questo pezzo, Pasolini analizza il panorama politico italiano degli anni ’70, con particolare riferimento al processo alla Democrazia Cristiana (DC) e alle figure di spicco della politica nazionale. L’articolo propone un dibattito implicito con Giulio #Andreotti, mettendo in luce la critica di Pasolini ai meccanismi di potere e ai protagonisti della scena politica italiana, attraverso un confronto serrato con la realtà istituzionale del tempo:


"Ed è altrettanto chiaro che finché i potenti democristiani taceranno su ciò che invece, in tale cambiamento, costituisce la continuità, cioè la criminalità di Stato, non solo un dialogo con loro è impossibile, ma è inammissibile il loro permanere alla guida del paese. Del resto c'è da chiedersi cos’è più scandaloso: se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere, o l'apolitica passività del paese ad accettare la loro stessa fisica presenza"


📰 I Nixon italiani, articolo di Pier Paolo Pasolini sul «Corriere della Sera» col titolo Gli insostituibili Nixon italiani. Il processo alla DC, dibattito fra Pasolini e Andreotti, 18 febbraio 1975, pp.1-2.

📷 Pier Paolo Pasolini, conferenza stampa su Salò, Cinecittà, maggio 1975 © Archivio Storico Olycom/LaPresse/Tutti i diritti riservati

➡ t.ly/SZakg

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martedì 3 marzo 2026

Le dinne musulmane non hanno bisogno delle cazzate della Fallaci per farsi valere



"C'è molto sole sui paesi dell'Islam:

un sole bianco, violento che acceca. 

Ma le donne musulmane non lo vedono mai: 

i loro occhi sono abituati all'ombra come gli occhi delle talpe. Dal buio del ventre materno, esse passano al buio della casa paterna, da questa al buio della casa coniugale, da questa al buio della tomba."


Oriana Fallaci

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C'è qualcosa che non va...

 


Con uno degli interventi più surreali nella storia della diplomazia mondiale, Melania Trump, moglie di Donald e first lady Usa, ha presieduto una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu in nome e per conto degli Stati Uniti d’America.


Non era mai successo nella Storia dell’Onu.


Il tutto di fronte a una platea incredula, senza mai citare neanche per una volta l'attacco di suo marito in Iran in violazione di ogni diritto internazionale, non una parola sul “Board of Peace” di cui suo marito si è auto-nominato Presidente per l’eternità e che si propone di controllare e di fatto sostituire le stesse Nazioni Unite.


Melania Trump ha parlato di bambini nelle guerre - giuro, non è uno scherzo - mentre suo marito sta bombardano civili con uno che ne ha ammazzati 20.000 solo negli ultimi due anni a Gaza.


Ha parlato del ruolo dell’intelligenza artificiale nell’educazione.


E infine - tenetevi fortissimo - ha parlato di “pace”, mentre a Iran cadono le bombe e Israele sta invadendo il Libano.


Quando un giorno gli storici ricorderanno tutto questo, le colpe immani di questi due criminali di guerra, scriveranno che negli stessi minuti la moglie di uno di loro era all’Onu a (stra)parlare di pace. 


Sipario.

Lorenzo Tosa 

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Buon pomeriggio Thiel

 




LA CINA STA FORMANDO UN'ALLEANZA CONTRO GLI STATI UNITI DOPO GLI ATTACCHI ALL'IRAN

 


Pechino ha condannato gli attacchi israeliani e statunitensi contro l'Iran e l'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei, definendoli una violazione della sovranità dell'Iran.


Dopo gli attacchi del 28 febbraio, Teheran ha sospeso le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, una via di trasporto fondamentale per il commercio mondiale di petrolio.


Metà dei 20 milioni di barili di petrolio trasportati quotidianamente attraverso lo stretto sono destinati alla Cina. Il 90% del petrolio iraniano viene esportato in Cina e, a partire da aprile 2025, i pagamenti per il petrolio saranno effettuati in yuan, poiché l'Iran è stato escluso dal sistema di pagamento internazionale SWIFT.


L'Iran e la Cina stanno rafforzando la cooperazione politica: Teheran è membro della Shanghai Cooperation Organization (SCO) dal 2023 e aderirà ai BRICS+ nel 2024.


Pechino accusa inoltre gli Stati Uniti di agire secondo la "legge della giungla", in base alla quale la diplomazia si avvale della forza e dei missili anziché dei negoziati.


Secondo gli osservatori, gli attacchi all'Iran offrono alla Cina l'opportunità di rafforzare il sentimento antiamericano e di sfidare la leadership degli Stati Uniti nel mondo.

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Vota No 6732

 


I signorotti del NO vengono definiti da questa politica di mediocri.


Qualcuno può raccontare a chi digita a caso sulla tastiera che Licio Gelli era un massone (vedesi le ultime dichiarazioni del figlio per il Si) e Marcello dell'Utri è stato condannato per aver "aiutato" la mafia (anche lui vota Sì). Solo per citare due Big.


Siamo alla frutta! Si difendono i massoni e i mafiosi e si irridono e diffamano i magistrati antimafia.


#riformaNordio #riformagiustizia #IOVOTONO

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Melona sei sempre più ridicola, dimettiti subito!

 


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La spike cannibale...

 


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Ha fatto benissimo la giunta a mettere quella bandiera

 


Presso il Municipio del Comune di Catanzaro sventola la bandiera della Palestina, esprimendo così uno schieramento politico controverso e irrispettoso della neutralità richiesta alle Istituzioni pubbliche e una scelta politica di prepotenza e per nulla democratica che vuole trasmettere il messaggio, giusto o sbagliato poco importa, che la sola Palestina è degna di vessilli e onori nel capoluogo di Regione calabro.

Casa Freud (un povero ritardato di Facebook)

Il logo del ritardato:



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La giusta fune che fanno i dittatori e gli eversiri

 


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USA cancro del mondo!

 


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Vota No 639

 


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I commenti cristiani sino sempre esileranti

 


PERCHÉ DIO PERMISE A SALOMONE DI AVERE MILLE DONNE?


Salomone era l’uomo più saggio della storia. Conosceva i segreti della terra. Governava uno degli imperi più ricchi del mondo. Ma aveva una debolezza fatale: 700 mogli, 300 concubine. Mille donne nel suo palazzo, mille influenze nel suo cuore.


Dio aveva già avvertito i re di non moltiplicare le mogli perché il loro cuore si sarebbe sviato (Deuteronomio 17:17, NR2006). E fu esattamente ciò che accadde. Non fu mancanza di intelligenza, fu eccesso di fiducia. Salomone credette che la sua saggezza fosse sufficiente. Ma nessuno è così forte da poter ignorare un avvertimento divino.


E il re che costruì il tempio di Dio finì per adorare altri dèi (1 Re 11:4-8, NR2006). La lezione è semplice: non fu il potere a distruggere Salomone, fu un cuore che smise di ascoltare Dio.

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Ci mancavano anche li scemi religiosi su Facebook

 


La Bibbia è piena di grandi donne di Dio.

Donne che hanno fatto la differenza, 

che hanno sopportato, 

difeso e supportato il proprio uomo, la propria famiglia, 

la propria città, il proprio popolo, per innalzare il proprio Signore  

e al tempo stesso essere innalzate !

La donna nel Cantico dei Cantici è descritta come la "Sulammita" (Cantico dei Cantici 6:13). È un personaggio poetico e simbolico che rappresenta l'amore e la bellezza. 


Il Cantico dei Cantici 4:1-7 è un esempio di come la donna è descritta:

"Quanto sei bella, amica mia, quanto sei bella! I tuoi occhi sono come colombe..."


È un poema d'amore che celebra l'amore tra due sposi, e la donna è descritta come una regina, amata e desiderata dal suo sposo.

Questa è la donna descritta nella Bibbia ……

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Di altri mentecatti che fanno i pilitilogi ne abbiamo su Facebook?

 


Il mondo da oggi è un posto migliore senza questi due.

Pare che anche Ahmadinejad sia morto oltre Khamenei

Alle 15:41 di oggi manca all'appello il Cardinal Zuppi, Avvenire, Famiglia Cristiana, Pax Christi che chiedano ai prevosti di andare in piazza con le pentole. Attendiamo fiduciosi.

Intanto la sinistra italiana delira, perchè non sa che posizione prendere se non rivendicare un presunto "diritto internazionale" calpestato dimenticandosi quanto fecero Clinton, Bush o Obama negli anni della loro presidenza. 

Il ministro Crosetto, in maniera pietosa perchè siamo italiani corrosi dal populismo, dice che pagherà il biglietto per tornare a casa con un volo di Stato. 

La cosa assurda è che un Ministro della Difesa viaggi su un aereo di linea, semmai. E non sappia di attacchi imminenti. 

Nel frattempo faccio notare ai "frii frii palastain" che quei bastardi stanno attaccando obiettivi civili a Dubai, Doha e nel Bahrain.

Ovvero quei Paesi facenti parte degli Accordi di Abramo che Hamas e quei criminali morti tra ieri e oggi non volevano. 

Mentre le donne festeggiano per la liberazione in un Paese dove si veniva simpaticamente impiccati all'alba, la Mannoia si mette la spilla a Sanremo della Palestina e Big Mama attende una Flotillia che vada a recuperarla.

Questa è la fotografia dell'Italia. Oggi. 


Avanti, Donaldone nostro! Fino alla fine!

Lorenzo


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Lui era un bravo ragazzo

 


Il caso Epstein ha aperto il vaso di Pandora tutti gli intoccabili stanno venendo fuori come topi dalle fogne  , quelli con i colletti bianchi quelli che si sono inchinati davanti  a papa francesco , ma ne verranno fuori altri,  altre monarchie il vaticano stesso ,  i mali del mondo . Solo Michael non ha nulla a che fare con questo schifo , il più accusato il piu' bannato dalle TV tutti rendono omaggio a tutti con concerti e racconti di vita , su  Michael nulla solo le false accuse gli scandali le cose mai avvenute  

Bisogna inchinarsi di fronte agli impersonator di Michael loro lo hanno sempre omaggiato per amore . 

"All this for love "

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Sardone sei sempre ridicola!

 


CON GLI IRANIANI CHE LOTTANO PER LA LIBERTÀ

Oggi davanti al consolato americano a Milano insieme agli iraniani che, dopo la fine di Khamenei, sperano finalmente nella libertà e nella caduta del regime. Dobbiamo essere al loro fianco in queste giornate così importanti. Questo popolo merita finalmente un futuro senza la violenta dittatura islamica!

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Finalmente insieme questi due banditi

 


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La lega fa girare queste diffamatozioni su Facebook

 


Potete gentilmente chiedere  all' onorevole Cisint quando è stata scattata questa foto di Elly Schlein e Khamenei?


In quale occasione si è svolto questo incontro istituzionale? E dove si è svolto? A Teheran o a Bagnavallo


Mi spiace che l' Eurodeputata Cisint abbia disabilitato le menzioni perché mi sarebbe piaciuto avere maggiori dettagli in merito, forse è in possesso di informazioni esclusive e sarebbe il caso le passasse alle autorità.


Grazie a chi vorrà girare alla Onorevole queste due semplici domande.


Per quanto riguarda il Ramadan informo la Signora Onorevole Cisint che termina il 19 di marzo.

Zecca Buonista 

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La cattedrale del consumismo in fiamme

 


I droni e i missili iraniani su Dubai hanno fatto molto di più che intaccare i grattacieli. Una esplosione più grande, ma fatta di lamentele e lacrime dal gusto un po' orrido e patinato, è avvenuta nella città vetrina del capitale


È la bolla del giardino ordinato occidentale che si disintegra a colpi di reel e storie di influencer residenti nella "fiabesca" Dubai, increduli e sotto shock per qualcosa che non credevano potesse mai accadere a loro


Perché la guerra non è cosa che ha a che fare con noi, occidentali buoni e ben educati. La guerra serve per tenere lontane dai nostri bei grattacieli, macchine, centri commerciali tutte quelle persone di paesi che a malapena sappiamo trovare sul mappamondo ma che ci fanno tanta paura per un non ben precisato motivo di "invidia" e "razzismo al contrario"


"Non può accadere qui. Non deve" gridano tutti in coro dai loro appartamenti lussuosi nei grattacieli sfiorati (o colpiti) dai droni e dai missili lanciati da coloro che massacriamo, per paura che siano loro ad attaccare noi


Poco importa se gli Emirati Arabi Uniti siano una monarchia assoluta stile Francia del settecento dove non esiste non solo una opposizione, ma il dibattito politico. Un paese retto da una ristrettissima aristocrazia dove i diritti sono appannaggio per chi ha i soldi. L'Iran a confronto è un'utopia socialista


Un paese che cela dietro i grattacieli, nelle baraccopoli nascoste nelle dune del deserto, eserciti di schiavi migranti che costruiscono, quella ricchezza instagrammabile, sfruttati fino alla morte e invisibili 


Il privilegio occidentale è questo: distaccarsi dal mondo pensando di essere intoccabili e troppo in alto per vedere tutto cio che non siamo noi


Non sono riusciti a fare "visual" con ads, perché la paura e lo shock sono veri. Gli influencer per i quali la guerra è roba lontana hanno avuto il loro primo contatto con la realtà e in questo ci aiutano a far ancor più luce sulla distopia in cui l'intero occidente, in decomposizione, vive


Non sono però loro la causa, ma un sintomo, un prodotto. Vittime complici del capitalismo, che incensano, ma che non riesce più a nascondere la realtà infernale che è alla base della loro vita "pulita"

Nicolo' Monti

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