Un colpo secco di pistola alla stazione Ostiense: il sordo ricordo di uno dei tanti delitti irrisolti della Capitale.
I fili del destino si intrecciano spesso in modo beffardo.
Succede a Duilio Saggia Civitelli, ucciso con un solo colpo alla nuca, mentre attende un treno che non prenderà mai, il 12 febbraio 1995.
Come ogni settimana, quel pomeriggio il 53enne si trova alla stazione Ostiense (Roma), pronto a rientrare a Torvaianica dalla compagna, dopo giorni sereni con figli e nipoti.
Un pendolare dalla vita ordinata, con la passione autentica per i treni. Le stazioni, per lui, sono infatti più di un comodo crocevia: sono casa.
Treni, rotaie e ponti in miniatura riempiono le sue giornate e il suo appartamento in via Matteucci: un rifugio sereno nel caos metropolitano.
Ex venditore di successo e pensionato benestante, negli anni Duilio accumula anche un notevole patrimonio, lievitato grazie ad investimenti oculati.
Ed è proprio la solidità economica a insospettire gli inquirenti dopo la sua morte. Le ipotesi poi si rincorrono: usura, eredità, perfino gelosie amorose.
Eppure, la vita di Duilio appare semplice: affettuoso con i figli, legato al suo cane, in buoni rapporti con l’ex moglie.
Nessun movente convincente, quindi. E nessuna prova decisiva.
La lieve pioggia di febbraio sembra inoltre spazzare via ogni indizio, lasciando solo un corpo posizionato con cura e un proiettile incamiciato.
Troppo poco per risolvere un delitto. E nel 1997, il caso viene alla fine archiviato.
Ma con grande determinazione, i figli non hanno mai smesso di cercare la verità, addentrandosi nei vicoli bui di una “Roma Criminale”, tra le ipotesi di un serial killer e di una lite tra condomini.
Seguendo l’inchiesta del canale YouTube “Crimini Dimenticati”, ripercorriamo allora questo enigma per fare luce sui punti oscuri del cold case romano.
Il delitto irrisolto di Duilio Saggia Civitelli
Nato il 20 settembre 1942 a Padova, Duilio Saggia Civitelli cresce all’ombra dei sette colli romani.
Negli anni del boom economico, l’uomo si fa strada come venditore porta a porta.
Da nord a sud, diventa “il miglior venditore d’Italia”, accumulando un patrimonio considerevole, reinvestito in immobili e titoli di Stato.
In un’epoca in cui è possibile riempirsi le tasche in poco tempo, Duilio non è tuttavia solo un uomo d’affari.
Con la moglie Liliana costruisce infatti una famiglia solida, dando alla luce Fabio e Massimo, per i quali è «un padre sempre presente».
Ma alla fine degli anni ’70, il matrimonio si incrina.
In Italia, le separazioni fanno ancora troppo scalpore e i due coniugi optano quindi per una soluzione più semplice: vite separate e rapporti distesi.
IL PENDOLARE DI ROMA INNAMORATO DEI TRENI
Fin dagli anni ’80, la vita di Duilio Saggia Civitelli si snoda su due binari paralleli.
Da un lato c’è Roma, dove possiede tre appartamenti in via Matteucci: uno in cui vive, uno dedicato al modellismo ferroviario e un terzo acquistato come investimento.
La palazzina si trova di fronte alla stazione Ostiense, nella zona sud della città eterna, dove i figli Fabio e Massimo gestiscono un’agenzia investigativa.
Ed è proprio nella capitale che Duilio si reca ogni fine settimana, per trascorrere momenti preziosi con la famiglia.
Dall’altro lato delle rotaie, invece, lo attende Torvaianica (Pomezia).
Dal 1987, nella città costiera romana, l’uomo condivide infatti un nido d’amore con la nuova compagna: Tiziana Paoletti.
I due si conoscono per caso otto anni prima del delitto in un negozio di modellismo nel quartiere Prati: un colpo di fulmine destinato a durare.
Sebbene all’apparenza complicata, questa doppia vita non genera in realtà attriti.
Come emerge dalle testimonianze raccolte da “Crimini Dimenticati”, tra ex moglie, figli e nuova compagna si crea infatti un equilibrio maturo.
Ben diversa sarà invece l’immagine offerta dalla stampa dopo l’omicidio: un quadro familiare torbido e scandaloso, sempre smentito dai diretti interessati.
L’ULTIMO VIAGGIO DI CIVITELLI ALLA STAZIONE OSTIENSE
Il 12 febbraio 1995, Civitelli si reca in stazione Ostiense per tornare dalla compagna Tiziana.
L’uomo indossa un impermeabile chiaro, la barba è come sempre ordinata e nelle mani stringe una borsa di tela verde scuro.
Il 53enne compra il biglietto per Formia, con partenza alle 17:25 dal binario 10.
Alle 16:30 telefona alla compagna per condividere una buona notizia: ha appena guadagnato 100 milioni di lire in titoli. È di ottimo umore.
Ventisei minuti dopo, alle 16:56, Civitelli timbra il biglietto di seconda classe.
In attesa della partenza, come succede a tutti almeno una volta nella vita, Duilio si mette a passeggiare sulla banchina, forse per ingannare il tempo.
Tutto sembra seguire una routine ormai familiare: l’uomo è infatti abituato a fare da spola tra le due città romane.
Alle 17:10, l’imprevisto fa però capolino nella storia. Un macchinista trova il 53enne a terra: Duilio Saggia Civitelli è morto.
UN MALORE FATALE? L’IPOTESI CHE NON REGGE
Il corpo della vittima presenta una lieve ferita da taglio sulla guancia sinistra.
Accanto al cadavere giacciono inoltre gli occhiali da vista e il libretto del porto d’armi. Nessuna traccia però della sua pistola.
Tra il binario 10 e l’11, i tecnici della stazione non hanno inoltre sentito spari o rumori sospetti, né notato anomalie — anche se la visuale era in parte ostruita da materiale in sosta.
La prima ipotesi è quindi quella di un tragico malore fatale. Ma l’autopsia su Civitelli rivela ben altro.
UN COLPO PRECISO ALLA NUCA: L’AUTOPSIA SVELA L’OMICIDIO
Ventiquattr’ore dopo la morte, i familiari ricevono una notizia: la salma non può essere restituita per la sepoltura.
L’autopsia ha infatti rivelato un dettaglio inatteso: Duilio è stato ucciso.
Il medico legale stabilisce che l’uomo è stato raggiunto da un proiettile calibro 9 tra le 17:00 e le 17:05, appena pochi minuti prima del ritrovamento.
Il colpo ha raggiunto la vittima alla base del cranio, nella zona del cervelletto, compiendo poi una traiettoria anomala: dallo zigomo sinistro, alla fine la pallottola si arresta poco sotto l’occhio.
Un colpo preciso, silenzioso, letale: la vittima è morta infatti all’istante, afflosciandosi al suolo per il contraccolpo.
Eppure, la posizione del corpo è sospetta.
Disteso supino, gambe incrociate, braccia lungo i fianchi, la mano destra che stringe ancora la borsa. Civitelli sembra contraddire ogni legge fisiologica.
In caso di morte istantanea, infatti, il corpo dovrebbe afflosciarsi, mentre quello del 53enne appare irrigidito in una posa studiata.
Secondo gli inquirenti, quindi, qualcuno ha sistemato il cadavere in una macabra messinscena.
ENIGMA BALISTICO: UNA PALLOTTOLA INCAMICIATA E IL SILENZIATORE
L’arma è uno dei grandi misteri del delitto della stazione Ostiense.
Civitelli possedeva una Smith & Wesson calibro 38 registrata, che portava spesso con sé.
Il giorno del delitto, tuttavia, l’arma non viene ritrovata, nonostante la vittima stesse viaggiando con il porto d’armi.
Ciò nonostante, gli inquirenti escludono che sia la stessa pistola del 53enne ad averlo ucciso.
All’inizio si pensa ad un’arma a tamburo, o persino ad un fucile di precisione: la scientifica effettua anche alcune prove balistiche dai palazzi circostanti.
L’analisi approfondita del proiettile rivela però una realtà diversa.
Secondo le perizie, l’arma del delitto è un revolver Astra modello Cadix, che ha sparato un proiettile incamiciato calibro 38 Special.
Questo tipo di proiettile — composto da un nucleo di metallo morbido, avvolto da un metallo più duro — si frantuma all’impatto, complicando l’identificazione del modello utilizzato.
A tal proposito, resta infatti aperta un’ultima questione, che non può essere sottovalutata.
Nessuno ha sentito lo sparo in stazione, suggerendo l’uso di un silenziatore. Tuttavia il modello Cadix non può montarne uno.
Ancora oggi l’arma del delitto rimane quindi una delle note stonate di un delitto che appare perfetto.

TRE PISTE E ZERO NOMI PER L’OMICIDIO AL BINARIO 10
L’ipotesi della rapina viene subito scartata dalla squadra mobile.
Accanto al corpo vengono infatti trovati il portafoglio con 400.000 lire in contanti, tre carte di credito e due blocchetti di assegni.
Le indagini si concentrano quindi su altre tre possibili vie investigative:
- Pista familiare: si ipotizza un omicidio legato all’eredità, scartato quando emerge che i figli — sottoposti anche al test dello stub — non conoscono nemmeno l’effettivo patrimonio paterno.
- Pista dell’usura: ogni documento conferma la provenienza lecita del denaro. Resta aperta solo una denuncia di una donna, mai del tutto archiviata.
- Movente passionale: vengono passate al setaccio tutte le donne frequentate da Duilio, in una caccia mediatica a tratti fuori controllo.
FOCUS SULLA COMPAGNA: TIZIANA PAOLETTI
Mentre le piste familiari e passionali non danno risultati, le indagini si concentrano sulla compagna della vittima.
Gli inquirenti interrogano Tiziana Paoletti, che riferisce di vecchi dissapori con l’ex marito abbandonato per la vittima: il maresciallo dell’Aeronautica Militare Renzo Giannattasio.
Dal canto suo, Giannattasio reagisce con racconti bizzarri: sostiene che Duilio sia stato un mercenario in Congo, coinvolto in una missione segreta per vendicare il massacro di Kindu (1961).
Una ricostruzione romanzesca priva di riscontri e, alla fine, archiviata come l’ennesima suggestione mediatica sul caso.
L’ex marito della Paoletti viene comunque scagionato grazie ad un alibi solido, che elimina il suo nome dalle indagini.
L’ADORATO CANE BLU: LA PISTA TRASCURATA
Talvolta, nei gialli più intricati, si finisce per trascurare le ipotesi più semplici: il caso del binario 10, potrebbe avere alla base solo una banale lite tra vicini?
Secondo alcune testimonianze, in via Matteucci si erano verificate ripetute liti tra condomini a causa dell’adorato cane di Civitelli: Blu.
Un movente all’apparenza futile, ma che la cronaca nera ha dimostrato essere troppo spesso all’origine di gesti estremi.
A sostenere questa ipotesi è Massimo Saggia Civitelli, che collega questa pista a una possibile fuga dell’assassino: dal binario 10, fino a via Matteucci.
«All’epoca esisteva un cancelletto sempre aperto» — ricorda infatti il figlio della vittima — che permetteva di evitare l’«androne principale della stazione». E che portava fino alla via di casa del 53enne.
Un percorso che, tuttavia, solo chi conosceva bene l’area poteva sfruttare con precisione.
Roma e i suoi cold case: tra serial killer e complotti
Il delitto di Duilio Saggia Civitelli si inserisce in un contesto inquietante: la Roma degli anni ’80 e ’90.
In questi due decenni, la città diventa teatro di omicidi senza colpevoli, regolamenti di conti e sparizioni ancora oggi avvolte nel mistero.
Emanuela Orlandi, Antonella Di Veroli, il delitto di Via Poma: sono solo alcuni nomi che evocano fascicoli giudiziari incompleti e verità mai del tutto chiarite.
Del resto Roma è una città unica al mondo: uno scenario in cui si intrecciano potere temporale, silenzi istituzionali, interessi politici ed economici.
E quando la verità sfugge, nella capitale iniziano spesso a proliferare ipotesi complottiste, cospirazioni e persino serial killer immaginari, per risolvere cold case che non si vogliono dimenticare.

DUILIO SAGGIA CIVITELLI: FREDDATO DA UN SERIAL KILLER?
A non darsi pace è Massimo Saggia Civitelli.
Il figlio della vittima ha lanciato infatti un’ipotesi inquietante: e se dietro l’omicidio del padre si celasse proprio la mano precisa di un serial killer?
A dimostrazione di questa ipotesi, negli anni l’uomo ha collegato il delitto ad altri due casi avvenuti nelle vicinanze:
- l’agguato armato a una suora a Trastevere, nel 2001;
- e l’assassinio di un fotografo al Testaccio, nel 2013.
Tre episodi sparsi, tre punti che disegno un triangolo di sangue sulla mappa. Coincidenza? O siamo davvero davanti ad un serial killer professionista?
Gli esperti restano cauti. L’assenza di un modus operandi ricorrente rende infatti difficile sostenere con certezza la pista dell’assassino seriale.
Ma c’è un ultimo elemento da non sottovalutare: il contesto in cui avviene l’omicidio.
Le stazioni italiane degli anni ’90 sono infatti un crocevia di traffici opachi.
Armi, denaro, valuta straniera, e persino poliziotti coinvolti in traffici illeciti.
E la stazione Ostiense non fa eccezione in questo quadro criminale, come ricorda anche il cronista del Messaggero Gianfranco Biliotti.
Duilio, grande appassionato di treni, ha sempre trascorso molto tempo in stazione. Ed è stato perfino trovato in possesso di una chiave ferroviaria.
È quindi possibile che la vittima abbia visto qualcosa che non doveva vedere?
CRIMINI DIMENTICATI: IL GIORNALISMO CHE NON DIMENTICA
Nonostante l’archiviazione del caso, il dolore dei familiari di Duilio Saggia Civitelli non può essere chiuso in un faldone.
I figli della vittima non hanno infatti mai smesso di cercare risposte. Una forma di giustizia personale, ma anche un atto di resistenza contro l’oblio.
Da questo stesso bisogno di verità nasce “Crimini Dimenticati”.
Il canale YouTube di Simona Cascio e Marcello Randazzo è un progetto che scava nei casi irrisolti italiani con rigore, empatia e profondo rispetto per le vittime.
Un giornalismo investigativo che rifiuta di accontentarsi delle versioni ufficiali.
Cascio e Randazzo offrono inoltre strumenti a chi, come loro, non intende smettere di porsi domande.
Come avvenuto con un loro iscritto, i cui dubbi hanno infatti ispirato una seconda puntata sul caso Civitelli, aprendo nuove interessanti piste di riflessione.
Ma cosa rimane oggi del cold case del binario 10?
Come ci insegnano i due professionisti televisivi, tra le fredde banchine e il rumore dei treni in partenza, resta un’unica certezza: la memoria è l’ultima arma per ridare dignità a un uomo ucciso con un solo colpo alla nuca.
Un proiettile preciso, che ha scritto una delle pagine più oscure della cronaca nera romana.
Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 24.04.2025
Al canale “Crimini Dimenticati” abbiamo dedicato un articolo introduttivo, che celebra il loro ammirevole lavoro di giornalismo investigativo.
Ogni mese su questo blog pubblichiamo inoltre un nuovo articolo dedicato ai casi trattati da Simona Cascio e Marcello Randazzo, per continuare a tenere viva la memoria di chi non ha ancora trovato giustizia:
Crimini Dimenticati: nuove rivelazioni sul delitto di Duilio Saggia Civitelli
https://youtu.be/Ht1XxSb2bs4
https://ilbiondino.org/crimini-dimenticati-duilio-saggia-civitelli-ostiense/
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