Le dinamiche inflazionistiche e le evoluzioni del cambio tra le monete generano uno ‘spread’ tra i Paesi meta di vacanza. Così 100 euro in tasca a un italiano diventano 150 in Ungheria, ma solo 67 visitando la vicina Svizzera. Un modo originale – e conveniente – per programmare le ferie
di Raffaele Ricciardi
Africa a prezzi di saldo, insieme al Giappone. Ma anche molti Paesi interessanti in Europa o nel bacino del Mediterraneo. E’ l’elenco dei luoghi da visitare per far valere la forza dell’euro; un nuovo modo di organizzare le vacanze, controllando i Paesi nei quali le banconote nel proprio portafoglio hanno un valore maggiore per decidere dove trascorrere le ferie estive. E’ l’esercizio che hanno fatto gli analisti di UnicreditBank Austria, ma che risulta tranquillamente replicabile anche per il popolo delle vacanze italiano, visto che il livello di partenza attribuito ai due Paesi (Austria e Italia) è comunque a quota 100.
Fatta questa precisazione, 100 euro in tasca a un italiano si trasformano in ben 153 euro se si visita l’Ungheria, o 158 euro in Turchia. Tiene bene anche laCroazia, che pur essendo leggermente più cara dello scorso anno presenta comunque un conto più favorevole e 100 euro si trasformano in 133. Slovenia ePortogallo sono sempre mete economiche, ma anche la Spagna offre qualche piccolo vantaggio, con un valore indicato in 107 euro – in linea con lo scorso anno -.
| PAESE | 100 euro valgono (2013) | 100 euro valgono (2012) | variazione % valore sul 2012 (+ = più economico; – = più caro) |
|---|---|---|---|
| ITALIA | 100 | 98 | 2% |
| CROAZIA | 133 | 135 | -1% |
| GERMANIA | 104 | 103 | 0% |
| SPAGNA | 107 | 106 | 0% |
| TURCHIA | 158 | 149 | 6% |
| GRECIA | 111 | 108 | 3% |
| FRANCIA | 103 | 102 | 1% |
| UK | 108 | 103 | 4% |
| UNGHERIA | 153 | 150 | 2% |
| SVIZZERA | 67 | 64 | 4% |
| SLOVENIA | 120 | 119 | 1% |
| USA | 121 | 116 | 4% |
| PORTOGALLO | 114 | 112 | 2% |
| CANADA | 99 | 92 | 7% |
| Media | 114 | 112 | 1% |
All’interno della zona euro, considerando l’equivalenza della moneta, le dinamiche si spiegano con i differentitrend inflazionistici all’interno dei singoli Paesi. D’altra parte, se si viaggia al di fuori della zona della moneta unica, la variabile principale da considerare è il valore dell’euro nel cambio con la divisa locale. L’euro “formato vacanza” negli ultimi dodici mesi ha acquisito il 7 per cento di valore considerando l’universo delle destinazioni fuori dal Vecchio Continente. In questo panorama si è particolarmente rafforzato nei confronti delle divise africane, dove le politiche di svalutazione monetaria hanno battuto – per il portafoglio vacanziero – l’inflazione galoppante. Sud Africa ed Egitto sono i Paesi più indicati in questo senso, ma non mancano destinazioni in Asia e Americhe. In Brasile, per esempio, l’euro ha un potere d’acquisto superiore del 6 per cento circa rispetto all’anno scorso, e anche Australia e Nuova Zelandasono più a buon mercato rispetto all’anno scorso, nonostante in valore assoluto siano più cari e i 100 euro italiani lì valgano meno.
Una menzione particolare va destinata al Giappone, dove le politiche di deprezzamento dello yen hanno cambiato radicalmente anche il potere d’acquisto dell’euro. Per la prima volta l’arcipelago nipponico risulta meno caro dell’Italia, a seguito di un incremento del valore degli “euro vacanzieri” del 24 per cento su base annua. Discorso opposto per laSvizzera, che mantiene il suo ruolo di “Paese caro”: 100 euro, varcato il confine con la vicina Confederazione, si trasformano in soli 67 euro.
Fonte: repubblica.it
Alz
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