La Germania non si fida di Repubblica. E chiama Becchi.

di Paolo Becchi
Tutti i lettori di questo blog hanno seguito la mia ultima vicenda mediatica, il cui eco è giunto sino in Germania. Ma ecco la sorpresa. Invece di riprendere come al solito la notizia da Repubblica, mi chiama il corrispondente estero di uno dei più importanti quotidiani tedeschi, la “Süddeutsche Zeitung” di Monaco, per chiedermi un’intervista. Evidentemente non si fidano più dei media italiani. E così il corrispondente è venuto sino a Genova per raccogliere la seguente testimonianza che mia moglie Anna ha gentilmente tradotto per voi.
Jetzt.de – Süddeutsche Zeitung , 7.05.2013
La dignità e i grillini di Henning Klüver (foto dpa)
La dignità e i grillini di Henning Klüver (foto dpa)
Visita a Genova al Filosofo del diritto Paolo Becchi, coinvolto in una polemica sulla violenza
Su una popolazione complessiva di 60 milioni di abitanti in Italia più di otto milioni di persone vivono in situazione di emergenza sociale. Non hanno lavoro o solo contratti a termine o ricevono soltanto una pensione minima. Molti di loro vivono sotto la soglia di povertà. A questi otto milioni si aggiungono molte famiglie i cui redditi spesso non bastano per arrivare alla fine del mese.
In tempi di crisi economica “la dignità umana è in pericolo”, dice pertanto il filosofo del diritto Paolo Becchi che insegna all’Università di Genova. La dignità dell’uomo è radicata nella Costituzione italiana e similmente in quella tedesca. La formulazione italiana va però aldilà di quella tedesca. Nell’articolo 3 si dice che tutti i cittadini godono di “pari dignità sociale”. La dignità viene in base a ciò conferita attraverso la società. Questa ampia formulazione non è presente in nessun’altra costituzione. “E tuttavia”, dice il filosofo, “ proprio questo diritto manca oggi in una società che non sa più garantire una vita dignitosa a una parte dei suoi membri.”
Otto milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà, circa il 13 % della popolazione italiana.
Paolo Becchi è vicino al MoVimento Cinque Stelle (M5S) di Beppe Grillo e i media amano definirlo “l’ideologo dei grillini”, ma lui nega con veemenza di esserlo. Egli spiega che il M5S nella sua essenza non è ideologico e che quindi non ha ideologi. Beppe Grillo, continua il cinquantottenne Becchi, è riuscito a unire il movimento nato in rete “alla piazza”, alla gente, instillando nuova linfa nella politica italiana.
In Germania il MoVimento viene considerato populista o addirittura antidemocratico. “È un’impressione sbagliata.” Secondo Becchi il M5S ricorda semmai i Verdi ai tempi della loro fondazione in Germania. Anche se nel M5S ci sono persone che hanno valori conservatori e in parte sono di “destra”, nel suo nucleo si tratta comunque di un “movimento ecologista di sinistra”. Si tratta di qualcosa di nuovo che sta prendendo il posto dei vecchi partiti di sinistra come il Partito Democratico (PD). Il PD è per Becchi “un partito senza identità” con una dirigenza fatta di “uomini e donne senza qualità.”
Il professore non sceglie sempre con tanta cautela le proprie parole. “Se qualcuno tra qualche mese prenderà i fucili, poi non ci dobbiamo lamentare. Abbiamo messo di nuovo un banchiere come ministro dell’economia.” Quest’affermazione di Becchi durante un’intervista telefonica di Radio 24 ha suscitato un’ondata d’indignazione. A Roma dieci giorni fa un disoccupato aveva sparato e ferito gravemente due carabinieri davanti alla sede del Governo. Nello stesso momento al Quirinale i ministri del nuovo Governo stavano prestando giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Becchi la chiama “una coalizione di perdenti, resti del passato”.
Con Fabrizio Saccomanni si è messo al Ministero dell’economia un alto funzionario della Banca Centrale formatosi nell’elitaria università privata Bocconi. Media come il quotidiano “La Repubblica” hanno messo in relazione l’affermazione di Becchi con minacce di violenza contro Berlusconi e volantini inneggianti all’attentato di Roma. Ha suscitato irritazione anche l’osservazione del filosofo secondo la quale l’attentato avrebbe aiutato la maggioranza di governo, dal momento che dopo di esso l’opposizione interna al PD non avrebbe più formulato apertamente la sua contrarietà a una coalizione con il PDL, il partito di Berlusconi.
Con Fabrizio Saccomanni si è messo al Ministero dell’economia un alto funzionario della Banca Centrale formatosi nell’elitaria università privata Bocconi. Media come il quotidiano “La Repubblica” hanno messo in relazione l’affermazione di Becchi con minacce di violenza contro Berlusconi e volantini inneggianti all’attentato di Roma. Ha suscitato irritazione anche l’osservazione del filosofo secondo la quale l’attentato avrebbe aiutato la maggioranza di governo, dal momento che dopo di esso l’opposizione interna al PD non avrebbe più formulato apertamente la sua contrarietà a una coalizione con il PDL, il partito di Berlusconi.
Il Rettore dell’Università di Genova ha invitato il professore a “far funzionare il cervello” prima di fare dichiarazioni pubbliche. Persino i deputati del M5S hanno preso le distanze da Becchi, perché li ha trascinati in una polemica sulla violenza. Questo tuttavia ha fatto sì che tra i grillini si alzasse in rete un’ondata di simpatia per Becchi, che ha sommerso i due principali blog del MoVimento (www.beppegrillo.it e www.byoblu.com). Un tweet di Beppe Grillo ha portato infine alla “riabilitazione” del filosofo e Byoblu ha intitolato un contributo del professore Becchi reloaded.
Oggi lo studioso ammette di essere stato forse “troppo ingenuo” in questa intervista telefonica e nelle seguenti apparizioni televisive, ma per lui resta il fatto che le sue affermazioni sono state volutamente “strumentalizzate”. Ovviamente non era sua intenzione danneggiare il MoVimento, che è “assolutamente non-violento”. Se in Italia non si è arrivati finora a eclatanti azioni di violenza collettiva, lo si deve in fondo al movimento di Grillo che ha “canalizzato in senso democratico” la protesta contro il vecchio sistema. Semmai un rischio per la democrazia viene proprio dai partiti di governo, che con una “tirannia della maggioranza” (Tocqueville) impediscono che la presidenza di importanti commissioni parlamentari tradizionalmente conferite all’opposizione (ad esempio per vigilare sull’operato dei servizi segreti e della televisione pubblica RAI) vada al M5S.
Paolo Becchi ironizza sull’acceso dibattito che ha scatenato. Non è solo in pericolo la dignità di quei milioni di persone che a causa della crisi economica sono stati privati dei mezzi di sostentamento, bensì anche la dignità dei media che in questa situazione di crisi – stando a Becchi – rinuncerebbero alla loro indipendenza e in nome di una presunta ragion di stato diverrebbero di parte.
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