E Pisapia querela Libero
« Conosco Giuliano Pisapia da molti anni [...]. Sin dall’inizio, Giuliano si dimostrò un tipo mite e tollerante. Non era il classico reduce del Sessantotto, rimasto estremista anche una volta indossati gli abiti del professionista borghese. Oviamente era un signore con idee radicali molto marcate, maera disposto al confronto e al dialogo. E su certe questioni era lontano anni luce dai suoi compagni, in particolare sulla giustizia. A differenza di certi esponenti della sinistra forcaiola, Pisapia era un garantista vero, che non amava assolutamente gli eccessi delle Procure. Per questo, anni dopo, mi scappò di scrivere che con lui Silvio Berlusconi avrebbe trovato il miglior ministro della Giustizia su piazza,competente e per nulla succube dei pm ».
Chi lo scrive? Un estremista? Un terrorista? Un fondamentalista islamico? Un comunista? No: Maurizio Belpietro su Libero di oggi. Lo stesso Belpietro che durante le elezioni amministrative di Milano pubblicava queste copertine.



Ora chiedo a Belpietro: se pensava che Pisapia era uno mite e tollerante, disposto al confronto e al dialogo, un garantista vero, competente al punto da essere il miglior ministro della Giustizia su piazza, perché mai sotto le amministrative scriveva che era “amico dei terroristi” e, insieme a Feltri, tappezzava le edicole con copertine tipo “L’Italia che piace ai Pisapia”, con fotodegne dei migliori anni di piombo?
Detto questo, pare che Pisapia abbia querelato Libero. Non sono d’accordo. Per contrastare un’informazione non servono i tribunali: basta eavanza una nuova informazione di segno contrario. E Pisapia non può certo lamentarsi di non avere ampio risalto sui media. Le querele sono violenze personali contro le idee e contro la libertà di opinione, che va garantita a chiunque oppure non esiste. Sono uno strumento di coercizione medioevale e oscurantista, un sistema di minacce e di intimidazioni legalizzate di cui dovremmo liberarci, perché privilegiano il più forte, specialmente quando a farne le spese sono le piccole realtà editoriali o, ancora peggio, i blogger.
Propongo di adottare anche in Italia la Icelandic Modern Media Initiative, il nuovo sistema che l’Islanda sta discutendo per garantire un’isola felice all’informazione. Non si può querelare l’autore di un articolo. Se lo quereli, la querela decade automaticamente e lo Stato ti controquerela per legge. Perché se hai qualcosa da dire su quello che ho scritto, basta che lo dici.
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