sabato 3 agosto 2013

Detroit è fallita e ora le case si vendono a 300 euro

Sono abbandonate e in quartieri fantasma “dove al massimo si può incontrare  qualche spacciatore”
detroit
Sembrano affari. Case a un quarto d’ora di macchina dal centro di Detroit in  vendita a 300 euro. Sì, 300 euro. Case di 120-140 metri quadri con tre camere da  letto, due bagni, cucina e salone. E ce ne sono pure da 100 euro, persino da 50  euro. Te le tirano dietro.
Basta fare una passeggiata virtuale su siti diagenzie  immobiliari come Realtor.com per trovare diverse di queste villette nei sobborghi a Nord-Ovest di  Detroit svendute a prezzi di liquidazione totale. Ma la domanda che s’impone è  semplice: qual è la fregatura? L’inghippo c’è, ed è triplice.
Primo, bisogna considerare i quartieri in cui si trovano queste  abitazioni super low-cost. Si tratta di aree punteggiate di case  abbandonate dove non circola alcun vicino sorridente e pronto a prestarti lo  zucchero o la tagliaerba. Al massimo si può incontrare qualche loquace  spacciatore di crack. «Case a prezzi assurdi», ha commentato un anonimo lettore  su uno di questi siti di saldi immobiliari, «mi domando se il pacchetto  comprenda anche le munizioni che ti servono per evitare di essere impallinato in  giardino». E un altro ha rincarato la dose: «Lì quando vai a letto devi  indossare l’armatura».
Mettiamo che il nostro potenziale acquirente sia un ex  marine molto coraggioso, che sa come farsi rispettare e non si  scoraggia per la presenza di vicini poco socievoli. Bene, dovrà considerare un  secondo problema: la criminalità fa sì che queste case all’interno siano  completamente da rifare. Diverse squadre di ladruncoli hanno via via lasciato  l’appartamento vuoto. Qualsiasi cosa avesse un minimo valore, dai lampadari ai  lavabi dalla moquette agli infissi è stata portata via. Per poterle abitare,  queste case, occorre rimetterle a nuovo. Da cima a fondo. «Tutto quello che è  trasportabile all’esterno è a rischio», ha spiegato Jeremy Brown, un agente  immobiliare di Detroit. «Mentre stai facendo i lavori ti conviene pagare  qualcuno che dorma in casa e faccia la guardia. E appena la villetta è sistemata  bisogna fare il trasloco alla svelta. Questi non sono quartieri facili, la gente  si arrangia come può, cerca di sopravvivere».
Tutto vero. Ammettiamo, però, che nonostante i vicini poco  rassicuranti e nonostante la casa sia da rifare completamente, l’idea  di un immobile da comprare a 300 euro sia comunque allettante. A questo punto il  potenziale impavido acquirente deve considerare un terzo fattore: queste sono  case pignorate e abbandonate da anni, per cui chi subentra deve accollarsi le  tasse di proprietà anche degli anni precedenti in cui non sono state versate.  Solo nel 2011, l’ultimo anno per il quale si dispone di dati, la contea di Wayne  di cui Detroit fa parte, si è ritrovata un buco di 170 milioni di dollari per  tasse immobiliari non pagate. Tornando al nostro ipotetico acquirente, i  grattacapi non sono ancora finiti. Naturalmente deve anche sborsare la  commissione all’agenzia immobiliare. E appena firma il contratto la casa viene  automaticamente rivalutata, il che si traduce in un aumento delle tasse di  proprietà. 
A dispetto di tutti questi elementi che fanno pensareche  queste case a 300 euro non siano per nulla un affare, ma più probabilmente una  rogna, qualcuno può continuare a ritenere che siano un investimento. Specie se,  come sperano questi inguaribili ottimisti, in futuro la zona verrà  riqualificata.
«Campa cavallo», spiega Jada Hill, che di recente ha  comprato con il marito una casa in una zona migliore a 80mila dollari (60mila  euro). «In aree così malconce a meno che un mucchio di gente non arrivi tutta  allo stesso tempo non si riqualifica un bel nulla. Ciò che deve scolpirsi in  testa la gente è che le case non sono delle scommesse, sono dei posti in cui  vivere. Finché la gente le compra per rivenderle e non pensa neanche  lontanamente di metterci piede come diavolo si fa a rivitalizzare il  quartiere?».
Dibattiti e polemiche di una città ufficialmente fallita qualche giorno fa e in forte crisi da decenni, strozzata da un debito che oggi  sfiora i 19 miliardi di dollari, dove gli edifici abbandonati sono ben 78mila e  dove gli immobili in svendita a prezzi da fine mercato sono migliaia. Si pensi  che l’anno scorso all’annuale asta delle case pignorate della contea di Wayne ne  sono state sbolognate 12mila, alcune delle quali al prezzo di partenza di 500  dollari (377 euro).
Di fronte a questi dati la domanda è sempre la stessa: come  ha potuto Detroit arrivare a questo punto? Come ha spiegato a Linkiesta Thomas Sugrue, professore di Storia e Sociologia all’università della  Pennsylvania autore di libri e saggi sul declino della Motor City, si è trattato  di un mix di razzismo e cattiva gestione finanziaria.
«A cominciare dagli anni Cinquanta – dice Sugrue – i bianchi si sono  trasferiti nell’hinterland, e con loro si sono spostati anche i loro  soldi. Le tensioni razziali latenti sono scoppiate sul finire degli anni ‘60, in  particolare nel 1967, durante cinque giorni di scontri in cui persero la vita 43  persone: 33 neri e dieci bianchi. Dopo quei fatti la città si svuotò. Così  Detroit città ha perso gran parte dei proventi delle tasse. Senza soldi in cassa  è difficile ristrutturare scuole, strade, ponti».
Secondo Sugrue l’altro aspetto da considerare è che a  partire dagli anni ‘80 il governo federale ha tagliato molto i fondi alle città.  Le spese per le metropoli sono passate dal 12 al 3 per cento. «Per cui –  continua Sugrue – città come Detroit, che già dovevano far fronte alla  diminuzione delle entrate delle tasse perché la popolazione diminuiva si sono  trovate in gravissima difficoltà. E invece di prendere decisioni dolorose per  snellire il numero dei loro dipendenti hanno continuato a operare come se nulla  fosse, sulla base del tornaconto elettorale di breve termine».
Una delle istantanee di questo disastro, a cui ha anche  contribuito la grande recessione del 2008, sono queste case fantasma in vendita  online a 300 euro o poco più. Sembrano affari, ma il rischio del classico bidone  è reale. 
As


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