Berlusconi: 'Sentenza Mediaset si basa sul nulla'. Epifani: 'Senato non voti in difformita' da Cassazione'
Notificato il dispositivo anche alla Giunta di Palazzo Madama. Entro il 15 ottobre leader Pdl dovra' scegliere l'affidamento in prova ai servizi sociali o i domiciliari
Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli
Berlusconi, sentenza notificata in Senato
Silvio Berlusconi e Antonio Esposito, giudice di Cassazione
La stampa internazionale su Berlusconi
Alcuni siti internet di diversi quotidiani stranieri
Silvio Berlusconi
La lettura della sentenza in Cassazione
Fotoreporter davanti alla Corte di Cassazione
L'attesa davanti alla Cassazione
Gli avvocati Franco Coppi e Niccolo' Ghedini
Partiti e governo affrontano il nodo politico arrivato al pettine con la condanna di Berlusconi in Cassazione che ha confermato ieri la condanna a 4 anni per il Cavaliere accusato di frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset. La Somma Corte ha rinviato alla Corte d'Appello la decisione sull'interdizione che potrebbe diminuire da un massimo di 3 anni fino a un minimo di 12 mesi.
Silvio Berlusconi è a Montecitorio re alla riunione congiunta dei Gruppi del Pdl. Al centro dell'incontro il punto della situazione alla luce della sentenza della Corte di Cassazione sul processo Mediaset. Appena entrato, secondo quanto si apprende, il Cavaliere è stato accolto da un lungo applauso e da cori 'Silvio Silvio'.
"Non possiamo sottrarci al dovere di una vera riforma della giustizia per questo siamo pronti alle elezioni". Lo afferma Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso della riunione dei gruppi del Pdl.
"Dobbiamo chiedere al più presto le elezioni per vincere. Riflettiamo sulla strada migliore per raggiungere questo obiettivo". Lo afferma Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso della riunione dei gruppi Pdl
'La sentenza di ieri si basa sul nulla, sul fatto che non potevo non sapere". Lo ha detto Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso della riunione dei gruppi del Pdl a proposito della sentenza della corte di Cassazione sul processo Mediaset.
"L'unica nostra colpa è non aver mai preso il 51% e questo ci ha impedito di fare la riforma liberale perchè abbiamo subito i veti dei piccoli partiti". Lo afferma Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso della riunione dei gruppi Pdl.
"Avevano pensato, con i fatti del 2012, per esempio con il tradimento di Fini, di averci allontanato dalla vittoria. Anche con una pressione del Colle, decidemmo di dare le dimissioni, anche se avevamo ancora i numeri e una forte maggioranza al Senato. Dopodiché, con l'appoggio al governo Monti e con il mio distacco dalla scena, dovemmo constatare che i sondaggi erano in fortissima discesa. Alfano, per questi motivi, mi costrinse quasi con durezza a scendere nuovamente in campo". Così Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all'incontro con i parlamentari Pdl.
Epifani,Senato non voti in difformità da sentenza - ''Sarebbe singolare che si votasse in difformità da una sentenza della corte di Cassazione, l'organo supremo che mette la parola fine alle sentenze e ai processi''. Così il segretario del Pd Guglielmo Epifani ha risposto a chi gli chiedeva come si comporterà il Pd al Senato sul voto per la decadenza di Berlusconi. ''Bisogna tenere separate le questioni giudiziarie da quelle politiche: noi non possiamo più accettare o pensare che possa accadere quello che è accaduto quando la Corte di Cassazione fissò il giorno dell'udienza, attacchi alle istituzioni e all'autonomia della magistratura non sono tollerabili. Il travaglio interno al centrodestra va visto con grande rispetto però c'è un limite oltre il quale non si può andare''. Così il segretario del Pd Guglielmo Epifani, a proposito dei riflessi politici della sentenza Mediaset che riguarda Berlusconi.
Sarebbe un "delitto" non andare avanti, fermarci "malamente", perché il lavoro del governo comincia a dare i suoi "frutti": i risultati "sono a portata di mano e possiamo già toccarli". Così ilpremier Enrico Letta che si e' detto 'assolutamente convinto che debba prevalere l'interesse del Paese, che è anche la lotta all'evasione fiscale e che tutti i partiti oggi devono assumersi le proprie responsabilità e fare scelte che riguardano il futuro". "Naturalmente l'interesse non è un logoramento e non considero che continuare a tutti i costi sia nell'interesse del Paese". "Sono assolutamente consapevole del momento delicato, ma io sono tra quelli che mette davanti a tutto l'Italia e se c'è chi vuole mettere davanti altre priorità io penso che sia invece importante mettere davanti il Paese poi vengono altri interessi", ha spiegato Letta. "Spero che prevalgano gli interessi generali per il bene del Paese e non gli interessi di parte e sono anche convinto che questo accadrà".
Intanto iI pm di Milano Ferdinando Pomarici ha firmato l'ordine di esecuzione con sospensione della pena per Silvio Berlusconi condannato in via definitiva per il caso Mediaset. Da quanto si è saputo, la Procura ha affidato l'ordine di esecuzione della pena con sospensione, e dunque con la possibilità di richiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare, ai carabinieri per la notifica dell'atto al Cavaliere. Al momento non si sa se la notifica sia già avvenuta o meno. L'estratto esecutivo della sentenza della Cassazione che ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi è arrivata al presidente del Senato Renato Grasso che l'ha subito trasmessa al presidente della giunta delle immunità Dario Stefano. La cosiddetta legge 'anti-corruzione', infatti, varata dal Governo Monti nel 2012, prevede che ''non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni''. La stessa legge prevede che il pm deve inoltrare al Senato il dispositivo della sentenza. Le norme sull'incandidabilità operano indipendentemente rispetto alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici che dovrà essere rideterminata nei prossimi mesi dalla Corte d'Appello di Milano. La legge 'anti-corruzione' riguarda poi anche la decadenza del senatore condannato e sul punto, come sull'incandidabilità, dovrà esprimersi il Senato con un voto in Giunta e uno in aula.
Sono "inaccettabili e vanno respinti con fermezza gli insulti e gli attacchi verbali rivolti ai magistrati, fino alla Corte di Cassazione, insulti e attacchi che si risolvono in un'aggressione nei riguardi dell'intera magistratura". Lo afferma l'Anm, a fronte delle "dichiarazioni diffuse ieri" dopo la sentenza Mediaset. L'Associazione nazionale magistrati sottolinea che, "se è lecita la critica nei confronti dei provvedimenti giudiziari, specialmente quando questa provenga da quanti sono direttamente destinatari della condanna, tuttavia sono inaccettabili e vanno respinti con fermezza gli insulti e gli attacchi verbali rivolti ai magistrati".
Il Pdl e' sul piede di guerra con Daniela Santanchè che dice: 'pensate che la sentenza sia giusta e non politica? Abbiate le palle di mettere Berlusconi in galera' e poi rilancia sul nome di Marina Berlusconi. Per il capogruppo Renato Brunetta, "dopo il Cavaliere ci sarà solo Berlusconi. Il Popolo della libertà, Forza Italia, è il primo partito oggi. Un italiano su tre vota per il Popolo della libertà, per Forza Italia, per Berlusconi. Questo è il patrimonio più bello, questo è l'orgoglio più bello di vent'anni di vita politica. Questo patrimonio - ha sottolineato - non va disperso, ma va semmai ulteriormente valorizzato. Questo il senso del videomessaggio di ieri sera di Berlusconi. Un grande atto d'amore, ancora un grande atto d'amore da parte di Berlusconi, per cambiare l'Italia", conclude Brunetta. Intanto l'esercito di Silvio annuncia un presidio permanente davanti al Quirinale da lunedi' per far partire una petizione per chiedere la concessione immediata della grazia per il presidente Berlusconi".
Grillo, nessuno provi a modificare giustizia con Cav - Il M5s chiede al presidente Grasso che il Senato deliberi ''immediatamente'' sulla decadenza di Silvio Berlusconi e chiede la convocazione immediata della giunta delle immunità e dell'aula di Palazzo Madama. "Nessuno si azzardi a modificare la Giustizia insieme al partito capeggiato da un delinquente. Il M5S non starà a guardare, né si limiterà a interpellanze parlamentari, ma mobiliterà i suoi elettori. La Costituzione non si tocca. Messaggio inviato. Quirinale. Messaggio inviato". E'quanto scrive il leader di M5S Beppe Grillo sul suo blog. "Le coincidenze non esistono e questa fretta di riformare la Giustizia dopo la condanna di Berlusconi è altamente sospetta. Letta Nipote la vuole. Servirebbe a tirare a campare. Capitan Findus Letta ama Berlusconi, grazie a lui è diventato presidente del Consiglio, senza diventerebbe come la descrizione che Bossi diede di Miglio 'una scoreggia nello spazio', ha persino invitato a votarlo al posto del M5S alle elezioni politiche 'Meglio il Pdl piuttosto che il M5S'", scrive Grillo nel suo post, intitolato 'Il Fantino della Repubblica' corredato da fotomontaggio di un Berlusconi sorridente che sprona da una biga un cavallo da corsa con il volto del premier Enrico Letta. "Deve tenere il pallino del governo delle larghe intese voluto da Napolitano. Difficile ritornare nel retrobottega a giocare a Subbuteo invece di fare annunci quotidiani, puntualmente disattesi, con tweet ripresi in modo entusiasta da tutti i giornalai nostrani. I famosi Lecca Letta", è la stilettata di Grillo, secondo il quale "la condanna per frode fiscale per Mediaset ha una conseguenza. La revoca delle concessioni delle frequenze televisive nazionali che non possono essere assegnate a un pregiudicato. Per le sue comparsate a reti unificate gli resteranno sempre le reti Rai a guida pdmenoellina". "C'è però un'altra revoca quella di Cavaliere della Repubblica, un titolo impensabile per un condannato. Potrebbe essere sostituito da Fantino della Repubblica, più appropriato", continua il leader di M5S precisando come "accanirsi contro Berlusconi sia però ingeneroso. In vent'anni non ha fatto tutto da solo". Per questo, è la sua conclusione, "questo governo e questo parlamento non sono legittimati a modificare le regole del gioco. La Costituzione non può in alcun modo essere modificata da un partito di nominati guidati da un pregiudicato"
O.Romano: no crisi governo, esiti imprevedibili - "Le difficoltà economiche in cui versano i cittadini italiani inducono a non precipitare verso una crisi di Governo dagli esiti imprevedibili". Lo sottolinea l'Osservatore romano, commentando la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset. La condanna dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, spiega l'Osservatore Romano in un articolo dal titolo "Silvio Berlusconi condannato in via definitiva, "sembra riaprire in Italia un conflitto che dura da quasi vent'anni, condizionando non solo la vita politica ma anche la crescita del Paese". "Solo il sangue freddo e la saggezza costituzionale di alcune figure di rilievo delle istituzioni - osserva il giornale - hanno consentito che, nonostante tutto, l'equilibrio democratico, sottoposto in alcuni momenti a fortissime tensioni, fosse mantenuto. E così da molte parti ci si augura che accada anche ora". "Se le istituzioni democratiche, grazie ai meccanismi previsti dai padri costituenti - continua l'Osservatore -, hanno retto all'urto di situazioni politiche oggettivamente anomale, l'Italia ha pagato in questi anni, sotto l'aspetto dell'etica e della cultura giuridica, un alto prezzo. Fra le macerie lasciate sul campo figurano, da una parte, un concetto della legalità offuscato nella coscienza e nei comportamenti di molti italiani, e dall'altra una soggettivizzazione politica della giustizia dagli esiti nocivi". Il quotidiano della Santa Sede ricorda quindi l' "autorevole richiamo" del presidente della Repubblica alla "fiducia" e al "rispetto verso la magistratura" e "all'esame, in Parlamento, dei problemi relativi all'amministrazione della giustizia". "Napolitano - commenta l'Osservatore - invita il centrodestra a non lasciarsi andare ad atteggiamenti distruttivi e il centrosinistra a non calcare la mano e a non utilizzare la sentenza della Cassazione come l'arma definitiva per la sconfitta di Berlusconi". "In ogni caso - aggiunge - la dichiarazione del presidente della Repubblica non può essere letta come presa di distanza dall'operato della magistratura".
Epifani, niente che cambi il mio giudizio - ''Non ho nulla da aggiungere alla dichiarazione di ieri sera: non è successo nulla nella nottata che cambi il giudizio e anche le valutazioni che ho ritenuto giusto fare credo che siano state comprese''. Queste le parole del segretario del Pd Guglielmo Epifani a proposito della sentenza Mediaset e dei suoi effetti politici. ''Adesso aspettiamo e vediamo cosa succede nelle prossime ore'', ha detto Epifani. ''Io suggerirei che nel Pd si smetta di parlare di regole e invece di occuparci della nuova situazione. E di fare una discussione seria dove il presidente Letta venga a dirci la sua e che il Pd prenda una posizione unica e parli con una voce sola''. Questa la proposta dell'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani riguardo il suo partito dopo la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale. ''Siamo davanti a un passaggio che è di grande rilievo, mi aspetto questo dal mio partito - ha concluso Bersani - io suggerirei che, una volta fissata la data della nostra assemblea che convoca il congresso, la smettessimo di parlare di regole''.
(ANSA)
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