domenica 29 dicembre 2013

Shalabayeva partita da Roma con i figli per Ginevra

Rientrerà in Italia a gennaio per interrogatorio in Procura Roma


 Alma Shalabayeva e la figlia

Alma Shalabayeva, giunta venerdi' a Roma, è ripartita dall'aeroporto di Fiumicino per Ginevra con un volo della EasyJet insieme con i figli Madina, la più grande, Madiyar e la piccola Alua.
Alma Shalabayeva sarà interrogata dal pm Eugenio Albamonte a gennaio. Una data non è stata ancora fissata, secondo quanto si è appreso, ma l'atto istruttorio si terrà quasi certamente entro la prima metà del prossimo mese. Al centro dell'interrogatorio ci saranno soprattutto le modalità relative al rimpatrio della donna in Kazakistan, ma anche il suo possesso di un passaporto ritenuto falso. Ed è per questo motivo che Shalabayeva sarà interrogata in presenza di un difensore in quanto indagata per la detenzione del falso documento.
"Ho temuto per la vita di mia figlia". Lo ha sottolineato Alma Shalabayeva nella conferenza stampa a Roma, ricostruendo gli ultimi mesi della sua vicenda.
"Ci sentivamo sempre sotto sorveglianza, eravamo preoccupati di ricevere intimidazioni ma soprattutto avevamo timore per i nostri figli" ha anche detto la donna.
"Il mio desiderio è rivederlo il prima possibile, mi manca molto" ha aggiunto Shalabayeva rivolgendo così un pensiero al marito Mukthar Ablyazov nel corso della conferenza stampa
"Voglio ringraziare il ministro Emma Bonino, il ministero degli Esteri e gli organi di informazione per essersi occupati del mio caso ed avermi consentito di tornare in Italia. Sono felice, sono molto felice di essere in Italia. Grazie a tutti". ha detto tra le lacrime Alma Shalabayeva prima di lasciare l'aeroporto di Fiumicino dove e' arrivata con la figlioletta Alua di sei anni. La donna è giunta all'aeroporto di Fiumicino con un volo di linea della Lufthansa proveniente da Francoforte.
L'aereo è atterrato poco dopo le 12.10. Alma Shalabayeva ha lasciato l'aeroporto di Fiumicino alle 13.25, dopo quasi un'ora e mezza dall'arrivo, a bordo di un'auto insieme anche a uno dei suoi avvocati e a un funzionario della Farnesina. Nel breve percorso dall'uscita di servizio attraverso la quale Alma Shalabayeva è passata con i suoi figli, protetta da un nugolo di agenti della Polaria, fino alla vettura che l'attendeva fuori l'aerostazione, la consorte del dissidente kazako Ablyazov ha sorriso ed ha pianto a più riprese sotto il flash dei fotografi. Palesemente contenti anche i tre figli che hanno dispensato sorrisi a tutti i presenti. La donna, moglie del dissidente kazako Muktar Ablyazov terrà una conferenza stampa insieme ai suoi legali, alle 15 al Grand Hotel.Alma.
Shalabayeva resterà per ora in Italia per poi spostarsi. Ha detto uno dei suoi legali, l'avvocato D'Alessandro, senza precisare dove la donna potrebbe andare ma ricordando che "parte della famiglia è in Svizzera". La permanenza in Italia è "il riconoscimento del grande merito del ministro Bonino" e al paese per il "ripristino della legalità". Alma  sta arrivando in Italia con la figlia, Alua, anche lei oggetto dell'espulsione. "Siamo contenti e commossi di questo rientro - ha detto D'Alessandro - per noi è una giornata di grande felicità. Sono stati sei mesi di passione, abbiamo sofferto moltissimo per l'allontanamento".
Bonino: 'Vicenda mi è bruciata, non c'entravo'  - Il caso dell'espulsione dall'Italia di Alma Shalabayeva e della figlioletta Alua al ministro degli Esteri Emma Bonino "è bruciato" perché la Farnesina non "c'entrava veramente nulla". Così il capo della diplomazia italiana in un'intervista al Tg di La7 torna sul caso della moglie dell'ex oligarca kazako Mukhtar Ablyazov che due giorni fa ha riottenuto dalle autorità di Astana la libertà di movimento dopo un lavoro di mesi, dietro le quinte, del ministero degli Esteri. "La legge italiana - per giusta o sbagliata che sia - come tutte le leggi dei paesi europei affida il controllo del territorio al ministero degli Interni: punto. La Farnesina come altrove viene richiesta solo se trattasi di diplomatici accreditati", ha spiegato Bonino che una volta appresa la notizia che la signora che la Shalabayeva aveva riacquistato la liberà, ha telefonato al ministro Alfano per avvertirlo perché in questo caso è stata avvertita prima la Farnesina. "Come giustamente dovrebbe essere", tramite l'ambasciatore e l'incaricato d'affari che - ha spiegato la responsabile della Farnesina - "è andato personalmente ad Almaty a portare il visto italiano e poi ha accompagnato la signora ad Astana per fare il visto Schengen". Proprio dall'ambasciata italiana la Shalabayeva ha chiamato il ministro degli Esteri rivolgendo all'Italia grandissimi ringraziamenti per l'incisiva assistenza fornita per farle riacquistare la libertà di movimento. "La riconquista della libertà di movimento della signora chiude un cerchio aperto con il provvedimento di revoca dell'espulsione del 12 luglio", aveva precisato Bonino sottolineando come una volta appresa la notizia dell'espulsione lo scorso 31 maggio, quando l'aereo sul quale si trovava la Shalabayeva era già partito, abbia "messo in atto tutte le possibilità che le convenzioni internazionali prevedono. Immediatamente siamo andati a raccogliere la firma in modo che la signora potesse contestare la decisione italiana e da allora ogni giorno abbiamo provveduto a questo tipo di assistenza anche in contatto con gli avvocati italiani della signora". Adesso spetterà "alla Shalabayeva decidere dove riterrà opportuno stabilirsi, se dall'altra figlia che vive in Svizzera" o altrove, ha detto la titolare della Farnesina augurandosi di riallacciare i rapporti tra Italia e Kazakhstan "dopo un periodo prolungato di freddezza". La lezione che si può trarre da questa vicenda, sostiene Bonino, è che "la promozione e la difesa della legalità così come i diritti umani è, per tutti i paesi - il nostro compreso - un processo, che a volte va avanti, a volte va indietro, ma che va difeso e promosso". L'altra lezione, che non riguarda il caso specifico, un'idea generale è che "quando si va nei paesi terzi questi hanno i loro parlamenti, i loro governi, le loro regole, le loro leggi che ci possono piacere o no. E con loro bisogna dialogare, perché non ci si può imporre, in particolare quando abbiamo opinioni diverse rispetto a questo o quel diritto umano che riteniamo violato".
(ANSA)

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