C’è una cosa che in Italia si sente spesso, ma si dice poco: chi difende valori progressisti arriva quasi sempre tardi. Arriva quando il frame è già stato imposto da qualcun altro, quando la bufala ha già girato, quando il revisionismo ha già messo radici nell’immaginario.
Noi esistiamo per questo: per rompere quel copione.
CON MARZULLO IN DISCOTECA nasce dall’idea che non basta avere ragione nei libri, nei saggi o nelle aule parlamentari, se poi sui social – che oggi sono il principale campo di battaglia culturale – lasciamo spazio libero a sovranisti, complottisti, putiniani, neofascisti, MAGA‑nostalgici e tutto quell’universo che vive di autoritarismo travestito da patriottismo.
Noi facciamo un’altra scelta: reagire subito, senza aspettare il giorno dopo; portare i fatti e il debunking, ma anche il tono, l’ironia, la durezza quando serve; proporre letture e cornici prima delle destre, invece di limitarci a commentare ciò che loro hanno già deciso che significhi.
Non siamo “neutri”. Non vogliamo esserlo.
Abbiamo valori che non mettiamo all’asta: l’uguaglianza, l’antifascismo, il rifiuto dell’omofobia, del razzismo e del sessismo, la difesa delle persone che pagano sulla propria pelle ogni campagna di odio.
E c’è un criterio semplice che guida dove interveniamo: noi ci siamo lì dove il regime democratico, le libertà fondamentali e i diritti costituzionali vengono messi in pericolo, dove qualcuno prova a normalizzare l’autoritarismo sotto forma di nostalgia, di battuta, di “patriottismo” urlato a comando.
Per questo il nostro linguaggio non è quello del comunicato cerchiobottista: con chi argomenta, argomentiamo. Con chi usa la menzogna come arma politica, con chi riscrive la storia, con chi trasforma la violenza in “ordine naturale delle cose”, rispondiamo a tono.
CMD è, dichiaratamente, un antidoto: un anticorpo contro le visioni ristrette e obsolete che vogliono riportare indietro i diritti, la cultura, la società.
Se vi siete mai detti “l’area progressista dovrebbe reagire così, dovrebbe parlare come voi”, questo post è per voi: non per chiedervi di tifare CMD, ma per invitarvi a prendere sul serio il vostro ruolo di comunità.
Perché i valori che difendiamo non hanno bisogno solo di essere enunciati. Hanno bisogno di essere difesi, ogni giorno, nelle conversazioni, nei commenti, nei post, nelle risposte ai sovranisti di turno.
Noi faremo la nostra parte, con il nostro stile. Ma se questo stile vi parla, allora non fermatevi al tasto “segui”.
Scriveteci, commentate, mandateci materiale da debunkare, segnalateci post, profili, campagne di odio che vi sembrano pericolose. Parlateci anche in privato quando serve: domande, dubbi, idee, storie che non arrivano nei grandi media ma che meritano di essere raccontate.
CMD non è una pagina da guardare da fuori, è una comunità: più ci teniamo in contatto, più allarghiamo il giro, più diventiamo rete contro la disinformazione e la propaganda autoritaria.
E a chi, ogni giorno, fa il nostro stesso lavoro su altre pagine – smonta bufale, difende diritti, tiene la linea contro l’odio – vogliamo dire una cosa in più: colleghiamoci. Quando le tematiche si incrociano, quando stiamo combattendo la stessa narrazione tossica, condividiamoci a vicenda i post, le analisi, le inchieste. Nessuna pagina da sola può reggere l’infodemia; una rete di pagine può farlo molto meglio.
Se vi riconoscete in questo, non siete solo follower: siete parte del vaccino culturale. E un vaccino funziona solo se circola.
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