Il suo cadavere è stato trovato il 22 giugno 2026 da una domestica. Gli investigatori stanno ancora cercando il cellulare della vittima
Uccisa e poi chiusa all'interno di una valigia. È finita così la storia di Natalia Villalba Angarita, 36 anni, modella, influencer e graphic designer colombiana. Il suo cadavere è stato trovato il 22 giugno 2026 da una domestica in un appartamento a Bogotà.
Il caso
La domestica ha raccontato di aver sentito l'acqua della doccia scorrere. Entrata nel bagno, ha trovato una valigia semiaperta con all'interno il corpo di Angarita. Ha quindi allertato immediatamente la Polizia. Secondo quanto riportato dal quotidiano El Tiempo, sul luogo del delitto sono stati trovati due passaporti della vittima: uno scaduto e uno ancora valido. Su X, il sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, ha scritto: «Le prime evidenze raccolte fanno pensare a un omicidio. Innanzitutto, desidero esprimere le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia; sono profondamente addolorato per l'accaduto».
Le indagini
Secondo le prime investigazioni, due uomini, un britannico e uno statunitense, sarebbero tra i sospettati dopo essere stati ripresi dalle telecamere di sicurezza. Entrambi hanno lasciato la Colombia e, per questa ragione, sembrerebbe che le autorità locali chiederanno all'Interpol di emettere un mandato di cattura internazionale nei confronti del cittadino britannico. Al momento, tuttavia, i due uomini restano soltanto sospettati e non sono stati formalmente accusati. In un'intervista a Caracol Radio, la madre della vittima ha rivelato i dettagli della loro ultima conversazione, avvenuta il 17 giugno: «Ho parlato con lei mercoledì e mi ha detto che voleva andare a Cúcuta per votare.
Io le ho detto di rimanere a Bogotá».
Angarita avrebbe voluto raggiungere Cúcuta il 20 giugno e rientrare due giorni dopo. «Le ho detto di restare dove si trovava, per risparmiare, che sarei andata comunque io a votare — ha aggiunto la mamma —. Lei mi ha risposto: “Okay, mamma, va bene”. Poi abbiamo chiuso la conversazione». La madre ha inoltre spiegato che il giorno seguente, il 18 giugno, un'amica della vittima, Cristina, le aveva scritto intorno alle 11 del mattino: «Ha parlato con Natalia e le ha detto che sarebbe andata lì, ma Natalia le ha detto di no, di passare a mezzogiorno perché prima sarebbe stata impegnata», ha raccontato al quotidiano colombiano El Herado.
La scomparsa
Il 18 giugno Natalia è scomparsa. La madre ha raccontato che «giovedì i miei messaggi hanno smesso di arrivarle. Abbiamo iniziato tutti a scriverle — ha continuato —. Io, mio figlio, in tutti i modi. Le abbiamo persino scritto su Instagram e non ha risposto. Dato che mio figlio era a Sogamoso, non c'era nessuno che potesse andare da lei». Una situazione insolita che aveva destato preoccupazione, ma senza far immaginare il peggio. «Eravamo preoccupati, ma pensavamo che le avessero rubato il telefono, le rubavano i cellulari di continuo». La donna ha saputo del ritrovamento del cadavere dalla sorella: «Ma non ci ho creduto finché mio marito non me l'ha confermato», ha concluso.
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