venerdì 16 maggio 2025

QATAR-A-LAGO! A GUIDARE LE SCELTE DI DONALD TRUMP, SONO SOLTANTO GLI AFFARI

 

DAGOREPORT - QATAR-A-LAGO! A GUIDARE LE SCELTE DI DONALD TRUMP, SONO SOLTANTO GLI AFFARI: CON IL TOUR TRA I PAESI DEL GOLFO PERSICO, IL TYCOON SFANCULA NETANYAHU E SI FA "COMPRARE" DA BIN SALMAN E AL-THANI – LA FINE DELLE SANZIONI ALLA SIRIA, LE TRATTATIVE DIRETTE CON HAMAS PER LA LIBERAZIONE DELL'OSTAGGIO ISRAELIANO, IL NEGOZIATO CON L’IRAN SUL NUCLEARE E GLI AIUTI UMANITARI USA A GAZA: ECCO COSA DARA' TRUMP AGLI STATI ARABI IN “CAMBIO” DEL FIUME DI PETROLDOLLARI IN DIREZIONE WASHINGTON - IL TYCOON MANIPOLA LA REALTÀ PER OCCULTARE IL FALLIMENTO DELLA POLITICA DEI DAZI: MA SE ENTRO IL 30 GIUGNO NON SI TROVA L'ACCORDO, L’UE È PRONTA ALLA RITORSIONE – APPUNTI PER LA DUCETTA: COME DIMOSTRA L’ISRAELIANO “BIBI”, SEDOTTO E ABBANDONATO, NON ESISTONO “SPECIAL RELATIONSHIP” CON IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO MA SOLO CIO' CHE GLI CONVIENE… - CIRCONDATO DA YES MEN E MILIARDARI IN PREDA AI DELIRI DELLA KETAMINA COME MUSK, A FAR RAGIONARE TRUMP È RIMASTO SOLO IL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT...

donald trump - mohammed bin salman - netanyahu al jolani 

DAGOREPORT

donald trump e l'emiro sheikh tamim bin hamad al thani 5

In 100 e passa giorni di presidenza, si è capito che per Donald Trump l’incoerenza è un valore, anzi, la sua primaria virtù politica.

 

Il “Caligola di Mar-A-Lago” si è dovuto rimangiare tutto e il contrario di tutto: accortosi che la politica dei dazi, da lui annunciata come leva con cui creare una nuova “età dell’oro” per ''America First", non solo non funziona ma si sta rivelando un disastro per l'economia a stelle e strisce, ha fatto un passo indietro.

 

Bravissimo a manipolare la realtà, l’ex palazzinaro di New York zompetta tra una decisione e l’altra, come se giocasse a campana, tra un rinvio e un accordo, tra un post su Truth e un’intervista a Fox News, occultando il fallimento clamoroso della politica delle tariffe.

 

MEME SUL CROLLO DEL VALORE DEL DOLLARO BY TRUMP

E così, dopo un’escalation clamorosa con la Cina, a cui l’algido Xi Jinping ha risposto con inflessibilità e senza esitazioni, ha rinculato senza ammettere di aver sbagliato. Pechino, da nemico numero uno, si è trasformata in un interlocutore, mentre il ruolo del cattivo è tornato all’Unione europea.

 

A proposito di Ue, il 30 giugno scade la proroga della sospensione dei dazi reciproci con l’Europa, e tutti si chiedono quale giravolta produrrà il marito di Melania per trovare una via d’uscita, un accordo last minute, un ballon d’essai per nascondere il proprio fallimento.

 

DONALD TRUMP URSULA VON DER LEYEN

Come per Xi Jinping, anche per l’Ue Trump dovrà faticare, e non poco. La vecchia Europa ballerina e fragile si è compattata contro i dazi del tycoon: supportata da Merz e Macron, Ursula von der Leyen è stata durissima contro l’amministrazione americana, minacciando misure coi “contro-dazi” da 100 miliardi di euro, con tanto di ricorso al Wto.

 

La presidente della Commissione è blindata dall’asse franco-tedesco, e sente anche di avere il vento in poppa dei mercati: i continui cambi di fronte imposti da Trump alla politica degli Stati Uniti stanno mandando nel panico gli investitori, disorientati dagli umori e i capricci del tycoon e privi di un centro di stabilità permanente.

 

DONALD TRUMP - WALL STREET

Il risultato è la confusione totale, con le società statunitensi che bloccano gli investimenti, non fidandosi di un presidente così instabile, che sembra impegnato soltanto ad arricchire sé e i suoi amici.

 

La prova è il viaggio in corso nel Golfo persico, che secondo il “Wall Street Journal”, si può riassumere con una frase: “Il messaggio del presidente Usa è ‘Sono aperto agli affari”.

 

Tornato alla modalità imbonitore di “The Apprentice”, infatti, Trump ha caricato sull’Air Force One (quello vecchio) decine di capi-azienda, imprenditori, finanzieri, fratelli, cugini, figli e generi, per andare a caccia di business tra i paesi arabi. Trovando pane per i suoi denti.

 

trump bin salman riad

Principi ed emiri, infatti, non vedevano l’ora di accogliere a turbanti aperti il capo della prima potenza mondiale: il saudita Bin Salman ieri sfoggiava un sorriso a 32 denti mentre firmava assegni per 600 miliardi di dollari, e oggi Al-Thani ha steso il tappeto rosso per Trump, a cui regalerà un Boeing da 400 milioni di dollari.

 

Poco importa che lo stesso Trump nel 2017 parlasse del Qatar come di una nazione che “finanzia il terrorismo a un livello molto alto”, facendo riferimento ai legami con l’Iran e ai lauti finanziamenti di Doha ad Hamas.

 

 

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