mercoledì 3 settembre 2025

Philippe Daverio

 


"Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all'università per studiare e non per laurearsi".


È morto il 2 settembre 2020 Philippe Daverio, stroncato a Milano da una brutta malattia. 

L’ennesima perdita di questo funesto 2020 che sta spazzando via un’intera importante generazione della critica d’arte, seguendo Germano Celant e Maurizio Calvesi. 

Storico dell’arte, saggista, divulgatore, Daverio era noto al grande pubblico per la partecipazione a numerosi programmi televisivi e la conduzione della nota e fortunata striscia Passepartout su Rai3. Voce particolare, look riconoscibile, con il suo farfallino e le giacche originali, Daverio aveva avuto il grande merito di comprendere insieme a pochi altri  l’importanza di una comunicazione ad ampio spettro dell’arte moderna e contemporanea.


Dandy d’altri tempi, istrionico, europeista sfegatato, appassionato avversario del sovranismo (che lui preferiva chiamare “cretinismo”), eppure amante come pochi dell’Italia di cui ha ereditato la metà di sangue paterno,

La classe operaia va in paradiso 

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