«Dopo due giorni avevo già due offerte, ho addirittura potuto scegliere»
Simone Caramicola aveva 39 anni e una posizione già consolidata quando nel 2015 ha lasciato l'Italia. Responsabile di cucina a Milano, ha accettato di ricominciare dal basso in Svizzera. Una scelta che per lui si è rivelata la mossa giusta.
«Ho accettato semplicemente perché volevo cambiare vita. Non mi sono mai trovato completamente a mio agio in Italia, quindi ho colto l'occasione», racconta al Fatto Quotidiano. L'inserimento è stato pragmatico: senza tedesco, il mercato accessibile era quello dei ristoranti italiani. Ma il lavoro c'era. «Dopo due giorni avevo già due offerte, ho addirittura potuto scegliere».
In tre anni è diventato chef. «Se lavori bene e vogliono tenerti, qui devono riconoscertelo con lo stipendio e con un ruolo di livello più alto». Ma è soprattutto l'organizzazione del lavoro a fare la differenza. «In Italia sapevi quando iniziavi a lavorare, ma non quando finivi.
Qui ogni minuto in più viene segnato e recuperato. Quando raggiungo le 8 ore ho un giorno libero. Sono differenze abissali».
Oggi ha una moglie, due figli e una vita che definisce equilibrata. «Qui mi sento a casa. Non so spiegarlo esattamente, ma direi che il motivo è che qui tutto il sistema funziona». I figli crescono parlando due lingue, con doppia cittadinanza. «Hanno due culture, due lingue, due cittadinanze. È qualcosa in più rispetto a quello che ho avuto io».
Sul confronto con chi è rimasto in Italia è diretto: «Gli stipendi sono bassi, le condizioni di lavoro spesso non sono chiare. Si fa troppo fatica». Il consiglio a chi si sente bloccato è altrettanto netto: «La vita è breve e bisogna godersela. Perché restare per vivere una situazione esclusivamente logorante se puoi stare meglio altrove?».
https://www.leggo.it/italia/cronache/24_maggio_2026_chef_lascia_milano_zurigo_stipendio_quanto_guadagna_giorni_liberi_lavoro-9552012.html

Nessun commento:
Posta un commento