martedì 26 novembre 2013

Ancona hard, affitti più alti al setaccio
Possono nascondere le case squillo



ANCONA - Le case squillo di Ancona tornano nel mirino dopo la denuncia presentata da una prostituta contro il padrone di casa per l'affitto troppo alto. E proprio gli affitti sono al centro degli accertamenti. Infatti l'identikit delle case di appuntamento, molto diffuse in città secondo fonti delle Procura dorica, è proprio quello di locali fatiscenti con una o più ragazze che pagano canoni esorbitanti, dietro i quali si nascondono le percentuali per gli sfruttatori. Appartamenti degradati, soprattutto alle Grazie e a Torrette, ma anche nel centro storico.

Alla mercé dei propri padroni, ragazze di diverse nazionalità. Sono soprattutto donne dell'est (rumene e moldave), sudamericane (brasiliane e domenicane), ma anche cinesi che ricevono clienti a ritmi elevati grazie ad un ampio turn over. Il tutto senza far rumore e con molta discrezione.

A confermare il cambiamento del fenomeno è Marco Provinciali, presidente di Free Woman, associazione da 13 anni è in prima linea per tentare strappare le donne dalla ragnatela dei mercanti del sesso: «La prostituzione in appartamento può sembrare più sicura e protetta ma in realtà è più difficile da contrastare. È uno sfruttamento più sottile e meno intercettabile. Anche i numeri che appaiono sugli annunci sono numeri filtro, a cui rispondono donne che non sono le prostitute».

Dunque anche quando si pensa di avere un contatto diretto con le ragazze, si nascondono donne che sfruttano altre donne. Il fenomeno ha cambiato pelle e ha saputo riprodursi come più gli è più congegnale, facendo dimenticare all'opinione pubblica che esiste. Una pericolosa conseguenza di politiche errate secondo Provinciali: «È il frutto di varie ordinanze anti prostituzione che tendono solo a spostare la polvere sotto il tappeto. Le donne in strada fanno più colpo, sollevano allarme sociale, ma lì si può avere un contatto diretto con le ragazze. Oggi se vuoi avere un contatto con loro devi fingerti cliente e arrivare fino all'appuntamento in casa dopo una serie di passaggi, ma è una cosa che porta ad incorrere in grossi pericoli».

Intanto il fenomeno cresce e diventa sempre più sommerso perché, come spiegano da Palazzo di Giustizia, arrivano poche segnalazioni dai cittadinui. «Chi ha interesse a segnalare? Se le ragazze sono discrete è facile che nessuno si interessi della loro attività» dice Provinciali che, come Free Woman, ha ricevuto solo due denunce in un anno di lavoro.

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