Svetta la 'Scheggia' nel cielo di Londra
Il grattacielo progettato da Renzo Piano, con 310m. è il più alto d'Europa
di Fabio Govoni
Uno spettacolo di laser visibile da tutta la città che si riflette su
tutti i principali monumenti, la presenza del premier del Qatar e del
principe Andrea, un concerto della London Philarmonic Orchestra: appena
sulla capitale britannica è calato il buio, il suo cielo si illumina di
fasci laser per tenere a battesimo "The Shard", il grattacielo più alto
d'Europa (310 metri, il 45/mo al mondo) progettato dall' 'archistar'
Renzo Piano. Dodici anni dopo il lancio del progetto, finanziato in
condominio dalla famiglia reale del Qatar e dall'immobiliare Sellar
Property Group, terminato a ridosso delle Olimpiadi per la parte esterna
- sull'interno si lavorerà ancora fino al 2013 -, la "Scheggia di
vetro" è in tutto fedele al suo nomignolo, divenuto la sua denominazione
ufficiale: una punta lanciata contro il cielo interamente ricoperta di
vetro, con doppia punta aguzza sulla sommità. Il grattacielo, che sorge
sulla sponda sud del Tamigi nel quartiere di Southwark, non lontano dal
London Bridge, è in realtà una piramide sfaccettata su otto lati
sovrapposti, costruito attorno al nucleo di un parallelepipedo centrale
in cemento armato e metallo, che contiene la struttura portante e gli
ascensori. Ma le pareti inclinate esterne in vetro sono fra loro
staccate, per dare l'idea di "schegge" acuminate di vetro.
E questa è l'impressione che l'edificio dà dal basso, mentre le viste
aeree ne tradiscono la struttura piramidale, che sarà comunque visibile
da ogni punto di Londra. Trecentodieci metri d'altezza (309,6 per
l'esattezza), 87 piani, 72 dei quali abitabili, per oltre 127.000 metri
quadrati totali, costruito con molti materiali riciclati, al piano terra
l'edificio conterrà uno spazio pubblico (Shard Plaza), un'area
commerciale al secondo; 200.000 mq di uffici e giardini d'inverno con
vista dal quarto al 28/mo; ristoranti internazionali fra il 31/mo e il
33/mo, un albergo con spa di lusso (Shangri-La) con 200 suite fra i
piani 34 e 52. Dieci residence esclusivi con vista mozzafiato a 360
gradi si adageranno fra i piani 53 e 65, osservatori e punti
d'osservazione nei 15 piani della parte sommitale (the Spire). A
movimentare questa città verticale saranno 44 ascensori, alcuni dei
quali a due piani. La Scheggia sorge in un'area di edifici relativamente
bassi ma che promette di svilupparsi in futuro. Ed ha già stabilito un
"dialogo" visuale e stilistico con gli altri punti cardine di Londra,
dalla vicina cupola neoclassica di St.Paul's, che secondo molti
detrattori rischia di venire detronizzato come elementi focale dello
skyline londinese; con il parallelepipedo di vetro sormontato da
piramide di epoca thatcheriana di Canary Wharf.
E soprattutto col grattacielo ovoidale "The Gerkin" (il Cetriolino) di
un'altra archistar, Norman Foster, dallo stile rotondo e contenuto,
progettato per essere visibile con grazia, senza imporsi con prepotenza.
Tutto l'opposto del perentorio Shard, concepito e costruito per essere
un inno solenne al lusso e allo sfoggio, nuovo simbolo di una città che
da tempo ha strappato a New York il primato di città-rifugio dei
super-ricchi di tutto il mondo. "Spero che la gente abbia l'impressione
che questo edificio abbia un'anima poetica", ha dichiarato alla stampa
britannica Renzo Piano. Ma forse il vero "spirito" della cuspide di
vetro lo riassume il governatore della banca centrale del Qatar, che ha
coperto il 95% dei 450 milioni di sterline (oltre 560 milioni di euro)
di costo, Abdullah Saud Al-Thani: "E' il nuovo faro e il nuovo simbolo
dell'espansione e della crescita di Londra, anche in tempi di crisi. E'
un simbolo della fede e dell'impegno del Qatar per Londra oggi e nel
futuro". Un aspetto questo, che stride con i tempi che il vecchio
continente sta attraversando. E che i commentatori dei giornali
britannici online, nel giorno dell'inaugurazione, non hanno mancato di
sottolineare: "Dove sono gli inquilini?", si chiede l'Independent,
mentre il Daily Mail punta l'attenzione sui potenziali guadagni della
ditta che si aggiudicherà la pulizia delle 11.000 finestre della
"scheggia". Per un editorialista del Telegraph, infine, lo Shard è "un
dito medio" alzato dai riccastri al resto di Londra. (ANSA)
Nessun commento:
Posta un commento