New York: è guerra aperta contro i ''taxi del sesso''
La città intende mettere un freno al cosiddetto sex trafficking, il traffico sessuale, a mezzo taxi
Tempi duri per i tassisti di New York. O meglio per le cosiddette "case
chiuse su quattro ruote". La città intende mettere un freno al
cosiddetto sex trafficking, il traffico sessuale, a mezzo taxi. Il
problema è nato dopo un'ondata di retate della polizia nelle case chiuse
della metropoli. La risposta degli sfruttatori non si è fatta
attendere: pagano autisti di ogni sorta di veicoli per portare le
vittime del sex trafficking direttamente dal cliente. Come ha
testimoniato drammaticamente una vittima, che ha parlato attraverso un
intermediario per garantirsi l'anominato:"Una volta alla settimana,
l'autista mi veniva a prendere per portarmi di casa in casa, secondo il
programma che aveva preparato per le persone che avevano pagato per fare
sesso"-Per interrompere la catena, tutti i tassisti di New York
dovranno seguire un corso di addestramento per imparare a riconoscere a
colpo d'occhio le vittime dello sfruttamento e cogliere qualsiasi
accenno di nervosismo eccessivo o di paura. Non è un compito facile,
come spiega Michael Dick, autista di taxi di New York"Non capisco come
potranno fare rispettare il provvedimento. Non riescono a imporre
nemmeno di non suonare il claxon, ed è molto più facile. Ma a tutti
piace da matti suonare il claxon".Le pene previste saranno comunque
severe. Christine Quinn, presidente del Consiglio comunale di New
York:"Se non si vuole perdere la licenza, se si vuole evitare una multa
da 10mila dollari, bisogna assolutamente evitare di partecipare in
qualsiasi modo al sex trafficking, chiaro come il sole".
Nessun commento:
Posta un commento