Il Parlamento? Sarà un bivacco per firmacarte. Neanche nostre. La
Costituzione fornirà aforismi per i Baci Perugina. Non sto scherzando.
E’ questo che ci ritroveremo allorché nel Luglio 2012 verrà ratificato
nei paesi dell’Ue il M.E.S (o E.S.M all’inglese), ovvero il Meccanismo
Europeo di Stabilità meglio noto come Fondo Salva Stati.
Ma facciamo
un po’ di storia. Tutto inizia con l’entrata in vigore del Trattato di
Lisbona, il 1° Dicembre 2009. Questo documento revisionava il Trattato
sull’Unione Europea e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea,
sotto forma di lievi modifiche. In questo modo sono stati evitati
quegli stessi referendum con cui Francia e Olanda, poco prima, avevano
bocciato la Costituzione Europea.
Ma perché questa escamotage?
Perché il Trattato di Lisbona (ovvero la “risorta” Costituzione Europea)
ridisegna la distribuzione di competenze tra Paesi membri e Unione con
un forte travaso dai primi alla seconda. In pratica la nostra vita verrà
decisa prevalentemente al di fuori dei confini nazionali e su questo
punto molti potrebbero anche essere d’accordo perché, molte riforme che
potrebbero migliorare l’efficienza del Sistema Italia e che non mettiamo
in pratica per inettitudine, potrebbero esserci imposte volenti o
nolenti.
E poi in un’ottica di macro-aggregazioni territoriali o
politiche, un’Europa maggiormente unita potrebbe difenderci meglio. Il
punto è che tutto ciò verrà fatto in modo scarsamente democratico,
impedendo il contributo delle singole nazioni e dei singoli popoli e,
anzi, creando un’omologazione verso il basso dei territori europei.
Tutto ciò a partire proprio dal Meccanismo Europeo di Stabilizzazione.
Vediamo come funziona lo strumento che dovrebbe garantirci sonni
tranquilli e che opererà una silenziosa lobotomia ai popoli europei. Con
la crisi del Dicembre 2011, i rappresentanti dei Paesi Membri hanno
deciso di costituire e anticipare l’entrata di in vigore di un Fondo di
Garanzia Europeo che dovrebbe avere il capitale sociale di 700 milioni
di euro. A questo ammontare contribuirebbero tutti gli stati soci
secondo le loro disponibilità.
All’Italia toccherebbe la terza fetta
più grossa di esborso con 125 milioni di euro, di cui 15 subito in 5
rate annuali ed i restanti in caso di emergenza. Queste quote sono da
versare “incondizionatamente ed irrevocabilmente”. Cosa significa? Che
entro pochi giorni dalla ricezione della “bolletta europea” dovremo
pagare. Dovremo! Una volta aderito al M.E.S, il nostro Paese non potrà
dissociarsi né un governo neo eletto potrà cercare di non pagare. Anzi,
in caso di “morosità”, perderemmo il diritto di voto all’interno del
Congresso Direttivo del Fondo, il quale potrebbe votare un aumento del
capitale sociale e della quota a noi spettante, senza che il nostro
paese possa opporvisi.
Quindi dobbiamo pagare e presto. Direi che è
già abbastanza fastidioso così. Ma non basta e qui viene il bello. Noi
non abbiamo questi soldi. Dovremo emettere titoli di debito e quindi
farci prestare soldi dalle banche europee a un tasso di interesse
altissimo, mentre a loro quello stesso danaro è stato fornito dalla BCE
con un interesse di favore dell’1%. Iniziate a capire? Per “salvarci” in
un lontano domani, dobbiamo indebitarci ora e trasferire danaro per le
prossime generazioni nelle banche europee. Oltre a indebitarci dovremo
fare tagli e manovrine senza soluzione di continuità. Qualcuno potrebbe
obiettare che si potrebbe non aderire e cercare di risolvere i problemi
economici con soluzioni interne, magari concertate. Legittimo. E come
veniamo convinti? Naomi Klein nel testo “Shock Economy” ci spiega che
per convincere le popolazioni a prendere decisioni scomode, si può
sottoporle a dei traumi. Un po’ come i prigionieri di guerra che vengono
sottoposti a lunghe maratone di veglia, scosse elettriche, digiuni
interminabili per fiaccarne la psiche e riprogrammarli. Procedimento
identico. Vi dice nulla ciò che accadde al Cile di Allende o alla
Polonia di Lech Valesa (Solidarnosh)? Entrambe queste nazioni vennero
strangolate dall’aumento dei tassi d’interesse del loro debito e
costrette la prima ad un golpe e la seconda a rinnegare il piano di
riforme dei sindacati liberi. In ambedue le situazioni vennero mandati
da Washington degli studiosi della Scuola di Chicago di Milton Friedman e
del liberista Von Hayek. Costoro proposero delle riforme in cui lo
Stato doveva ridurre il suo ruolo al minimo indispensabile e tutto
doveva essere affidato al libero equilibrio del mercato:
liberalizzazione dei prezzi, privatizzazione del sistema pensionistico,
tagli allo stato sociale, licenziamenti dei dipendenti pubblici, minori
garanzie per i lavoratori autonomi e gli operai, privatizzazione delle
aziende di stato. E laddove, come nell’Iraq post Saddam, questo non
poteva avvenire ci si limitava a far convergere gli aiuti internazionali
sulle aziende estere incaricate, con appalti estorti, di ricostruire il
paese a scapito della forza lavoro e delle aziende locali costrette al
fallimento e alla miseria.
Come? Qualcosa vi sembra familiare? Si,
esatto. Anche noi siamo stati sottoposti a uno shock. Ricordate la
storia dello Spread? E quella dei Default? Le agenzie di rating,
americane, hanno bocciato sia le nostre banche che la solvibilità
creditizia del nostro Paese. Per loro sarebbe meglio non investire in
Italia perché rischiamo di saltare in aria da un momento all’altro.
Stessa cosa è capitata a Spagna, Grecia, Ungheria, Irlanda (benché
questi ultimi 2 paesi abbiano cercato di resistere e reagire in modo
diverso alle speculazioni). La cosa agghiacciante è che non era del
tutto vero. L’agenzia Standard & Poor’s, nella sede di Milano, è
stata perquisita dalla guardia di Finanza con l’accusa di aver
“manipolato” il mercato. Dunque c’era la Crisi, ma non eravamo
sull’orlo di un baratro.
Nel frattempo, però, i media controllati
dalle grandi lobby finanziarie erano già partiti con una campagna di
terrore in cui le notizie all’ordine del giorno erano l’uscita
dall’Euro, il ritorno alle vecchie monete nazionali ed un innalzamento
dei prezzi di ogni sorta di bene. Mancavano solo le scene di assalti ai
supermercati per far man bassa dei generi alimentari ed il quadro poteva
dirsi completo. A questa compagna stampa ci abbiamo creduto e abbiamo
avuto paura, desiderando che qualcuno ci offrisse una soluzione.
Eccola. Il M.E.S, addolcito nel termine eufemistico di Fondo Salva
Stati. Ora siamo disposti a farci scegliere il Premier e il Ministro
delle finanze (sempre Monti) dall’Europa. Mansueti, accettiamo di farci
smantellare lo stato sociale con politiche di austerity e non di
sviluppo per i prossimi anni e le prossime generazioni (ricordate? Non
possiamo fare dietro front).
Bene, anzi male. Arrivati a questo
punto abbiamo capito perché si sia accettato un prestito a condizioni
cosi svantaggiose dalla “Finanziaria MES”. Ma non abbiamo ancora
chiarito perché dovremmo preoccuparci molto, in fondo siamo sempre
stati indebitati, ci hanno sempre chiesto sacrifici.
I motivi per cui dobbiamo preoccuparci sono tanti ed esulano, paradossalmente, dalla nostra semplice riduzione alla miseria.
Torniamo al Fondo del MES, stabilito intorno ai 700 milioni di euro. E’
un capitale sociale troppo incongruo e non risolverà nulla. Dovremo
aumentarlo quasi sicuramente per le crisi che verranno create ad hoc
dagli speculatori. Il Fondo dove prenderà le cifre mancanti e non
fornite dai paesi soci? Dal mercato finanziario. Ovvero sempre dalle
banche, sempre dalle finanziarie, ma anche da Paesi dell’area non-Euro,
tipo la Cina. Questi amici generosi potranno, in cambio, sedere come
osservatori con enormi poteri nel Consiglio direttivo del Fondo e
decidere le politiche di austerity da imporre ai paesi che richiedessero
i finanziamenti. Un “presidente” cinese o un oligarca russo, ma è un
caso limite, potrà stabilire che i nostri operai abbiano scarsissime
garanzie e che le loro proteste vengano represse nel sangue, come nei
loro paesi di origine. Corollario di tutto ciò sarà che non potremo
riconsiderare le loro decisioni in alcun modo perché il nostro
Parlamento manterrebbe solo la funzione di ratificare decisioni prese da
altri ma che andrebbero ad inficiare sulle nostre vicende quotidiane.
E’ brutto quando qualcuno decide per noi, non trovate?
Altri motivi
di inquietudine sono l’intoccabilità di chi opera per il M.E.S. E’
infatti, prevista l’immunità giuridica su tutto il territorio europeo
per i componenti del direttivo, per membri onorari, per i loro staff. Le
loro sedi non possono essere perquisite, i loro documenti non possono
essere sequestrati, le loro comunicazioni non possono essere
intercettate. Non sono processabili neanche in caso di colpe accertate
(impossibile comunque, perché non possono essere indagati). I componenti
del M.E.S possono pagare per le loro eventuali responsabilità solo se
rinunciano spontaneamente alla loro immunità. E neanche dopo esser
decaduti dalla carica possono parlare o essere indotti a parlare. E se,
per pura ipotesi di accademia, non riuscissimo a restituire il prestito
accordatoci? Altro motivo di preoccupazione: le conseguenze! A parte gli
interessi di mora, altissimi, che ci verrebbero imposti nei riguardi
del M.E.S (creditore privilegiato, potremmo anche essere costretti a
pagare il dovuto con la forza. Il Trattato di Lisbona ha istituito la
creazione dell’EuroGendFor, una gendarmeria europea con i compiti di
“condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere
consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello
svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di
indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione
del traffico, controllo delle frontiere e attività generale
d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale,
individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle
autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e
mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici”. Non è che in caso di
insolvenza questi “Esattori” prima ci multano e poi ci mandano dei
picciotti a casa? Ovviamente stiamo esagerando (?) ma quello che si
viene a configurare con il varo del M.E.S è comunque un potere
assoluto, indivisibile, esterno, irreversibile a cui affidiamo i nostri
destini. Proprio come il Leviatano prefigurato nelle opere di Tommaso
Hobbes. Un potere senza legittimazione popolare che deciderà politiche
iperliberiste pagate con la distruzione dello stato sociale e con le
tasse dei contribuenti, politiche di depauperamento sociale ed umano,
politiche non già di crescita e sviluppo.
Un potere assoluto che non
ci darà neanche la consolazione di essere illuminato e di decidere per
noi come ha fatto magari la zarina Caterina di Russia o Lorenzo il
Magnifico a Firenze. Eh no, perché (articolo 15) “Il consiglio dei
governatori può decidere di concedere assistenza finanziaria a un membro
del MES ricorrendo a prestiti con l’obiettivo specifico di
ricapitalizzare le istituzioni finanziarie dello stesso membro del MES”.
Tradotto, si potranno usare i fondi anche per ripianare gli ammanchi
delle banche. Le banche prendono soldi ai cittadini, non prestano alla
piccola impresa, non prestano per i mutui alle famiglie, fanno
investimenti azzardati e, in caso di ammanchi, i loro buchi saranno
coperti con i nostri soldi. Non so voi ma il trasferimento di fondi dal
pubblico al privato non corrisponde precisamente all’idea di progresso
sociale che ho sempre custodito in me. E poi, detto tra noi, non credo
che i nostri “Padri nobili”, dai risorgimentali ai costituenti, abbiano
lottato, cosparso di rosso sangue il verde delle nostre pianure ed il
bianco dei nostri monti per questo, ovvero perché fossimo schiavi
“cornuti e mazziati” di poche centinaia di persone nel mondo.
Se
questo è il nuovo “Ordine mondiale” che dovrebbe garantire pace e
stabilità nel mondo, le speranze più che coltivarle dobbiamo
seppellirle.
Ma non preoccupiamoci, non ancora.
Possiamo ancora
discutere di questa faccenda perché si sviluppino le consapevolezze atte
a bloccare qualcosa di profondamente ingiusto e non democratico.
Possiamo ancora. Dopo… no. Tutto potrebbe diventare un lusso. Anche il non essere d’accordo.
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15674
Nessun commento:
Posta un commento