venerdì 6 luglio 2012

Il Mes: un potere assoluto a cui affidiamo i nostri destini

Il Parlamento? Sarà un bivacco per firmacarte. Neanche nostre. La Costituzione fornirà aforismi per i Baci Perugina. Non sto scherzando.
E’ questo che ci ritroveremo allorché nel Luglio 2012 verrà ratificato nei paesi dell’Ue il M.E.S (o E.S.M all’inglese), ovvero il Meccanismo Europeo di Stabilità meglio noto come Fondo Salva Stati.
Ma facciamo un po’ di storia. Tutto inizia con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1° Dicembre 2009. Questo documento revisionava il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, sotto forma di lievi modifiche. In questo modo sono stati evitati quegli stessi referendum con cui Francia e Olanda, poco prima, avevano bocciato la Costituzione Europea.
Ma perché questa escamotage? Perché il Trattato di Lisbona (ovvero la “risorta” Costituzione Europea) ridisegna la distribuzione di competenze tra Paesi membri e Unione con un forte travaso dai primi alla seconda. In pratica la nostra vita verrà decisa prevalentemente al di fuori dei confini nazionali e su questo punto molti potrebbero anche essere d’accordo perché, molte riforme che potrebbero migliorare l’efficienza del Sistema Italia e che non mettiamo in pratica per inettitudine, potrebbero esserci imposte volenti o nolenti.
E poi in un’ottica di macro-aggregazioni territoriali o politiche, un’Europa maggiormente unita potrebbe difenderci meglio. Il punto è che tutto ciò verrà fatto in modo scarsamente democratico, impedendo il contributo delle singole nazioni e dei singoli popoli e, anzi, creando un’omologazione verso il basso dei territori europei.
Tutto ciò a partire proprio dal Meccanismo Europeo di Stabilizzazione. Vediamo come funziona lo strumento che dovrebbe garantirci sonni tranquilli e che opererà una silenziosa lobotomia ai popoli europei. Con la crisi del Dicembre 2011, i rappresentanti dei Paesi Membri hanno deciso di costituire e anticipare l’entrata di in vigore di un Fondo di Garanzia Europeo che dovrebbe avere il capitale sociale di 700 milioni di euro. A questo ammontare contribuirebbero tutti gli stati soci secondo le loro disponibilità.
All’Italia toccherebbe la terza fetta più grossa di esborso con 125 milioni di euro, di cui 15 subito in 5 rate annuali ed i restanti in caso di emergenza. Queste quote sono da versare “incondizionatamente ed irrevocabilmente”. Cosa significa? Che entro pochi giorni dalla ricezione della “bolletta europea” dovremo pagare. Dovremo! Una volta aderito al M.E.S, il nostro Paese non potrà dissociarsi né un governo neo eletto potrà cercare di non pagare. Anzi, in caso di “morosità”, perderemmo il diritto di voto all’interno del Congresso Direttivo del Fondo, il quale potrebbe votare un aumento del capitale sociale e della quota a noi spettante, senza che il nostro paese possa opporvisi.
Quindi dobbiamo pagare e presto. Direi che è già abbastanza fastidioso così. Ma non basta e qui viene il bello. Noi non abbiamo questi soldi. Dovremo emettere titoli di debito e quindi farci prestare soldi dalle banche europee a un tasso di interesse altissimo, mentre a loro quello stesso danaro è stato fornito dalla BCE con un interesse di favore dell’1%. Iniziate a capire? Per “salvarci” in un lontano domani, dobbiamo indebitarci ora e trasferire danaro per le prossime generazioni nelle banche europee. Oltre a indebitarci dovremo fare tagli e manovrine senza soluzione di continuità. Qualcuno potrebbe obiettare che si potrebbe non aderire e cercare di risolvere i problemi economici con soluzioni interne, magari concertate. Legittimo. E come veniamo convinti? Naomi Klein nel testo “Shock Economy” ci spiega che per convincere le popolazioni a prendere decisioni scomode, si può sottoporle a dei traumi. Un po’ come i prigionieri di guerra che vengono sottoposti a lunghe maratone di veglia, scosse elettriche, digiuni interminabili per fiaccarne la psiche e riprogrammarli. Procedimento identico. Vi dice nulla ciò che accadde al Cile di Allende o alla Polonia di Lech Valesa (Solidarnosh)? Entrambe queste nazioni vennero strangolate dall’aumento dei tassi d’interesse del loro debito e costrette la prima ad un golpe e la seconda a rinnegare il piano di riforme dei sindacati liberi. In ambedue le situazioni vennero mandati da Washington degli studiosi della Scuola di Chicago di Milton Friedman e del liberista Von Hayek. Costoro proposero delle riforme in cui lo Stato doveva ridurre il suo ruolo al minimo indispensabile e tutto doveva essere affidato al libero equilibrio del mercato: liberalizzazione dei prezzi, privatizzazione del sistema pensionistico, tagli allo stato sociale, licenziamenti dei dipendenti pubblici, minori garanzie per i lavoratori autonomi e gli operai, privatizzazione delle aziende di stato. E laddove, come nell’Iraq post Saddam, questo non poteva avvenire ci si limitava a far convergere gli aiuti internazionali sulle aziende estere incaricate, con appalti estorti, di ricostruire il paese a scapito della forza lavoro e delle aziende locali costrette al fallimento e alla miseria.
Come? Qualcosa vi sembra familiare? Si, esatto. Anche noi siamo stati sottoposti a uno shock. Ricordate la storia dello Spread? E quella dei Default? Le agenzie di rating, americane, hanno bocciato sia le nostre banche che la solvibilità creditizia del nostro Paese. Per loro sarebbe meglio non investire in Italia perché rischiamo di saltare in aria da un momento all’altro. Stessa cosa è capitata a Spagna, Grecia, Ungheria, Irlanda (benché questi ultimi 2 paesi abbiano cercato di resistere e reagire in modo diverso alle speculazioni). La cosa agghiacciante è che non era del tutto vero. L’agenzia Standard & Poor’s, nella sede di Milano, è stata perquisita dalla guardia di Finanza con l’accusa di aver “manipolato” il mercato. Dunque c’era la Crisi, ma non eravamo sull’orlo di un baratro.
Nel frattempo, però, i media controllati dalle grandi lobby finanziarie erano già partiti con una campagna di terrore in cui le notizie all’ordine del giorno erano l’uscita dall’Euro, il ritorno alle vecchie monete nazionali ed un innalzamento dei prezzi di ogni sorta di bene. Mancavano solo le scene di assalti ai supermercati per far man bassa dei generi alimentari ed il quadro poteva dirsi completo. A questa compagna stampa ci abbiamo creduto e abbiamo avuto paura, desiderando che qualcuno ci offrisse una soluzione.
Eccola. Il M.E.S, addolcito nel termine eufemistico di Fondo Salva Stati. Ora siamo disposti a farci scegliere il Premier e il Ministro delle finanze (sempre Monti) dall’Europa. Mansueti, accettiamo di farci smantellare lo stato sociale con politiche di austerity e non di sviluppo per i prossimi anni e le prossime generazioni (ricordate? Non possiamo fare dietro front).
Bene, anzi male. Arrivati a questo punto abbiamo capito perché si sia accettato un prestito a condizioni cosi svantaggiose dalla “Finanziaria MES”. Ma non abbiamo ancora chiarito perché dovremmo preoccuparci molto, in fondo siamo sempre stati indebitati, ci hanno sempre chiesto sacrifici.
I motivi per cui dobbiamo preoccuparci sono tanti ed esulano, paradossalmente, dalla nostra semplice riduzione alla miseria.
Torniamo al Fondo del MES, stabilito intorno ai 700 milioni di euro. E’ un capitale sociale troppo incongruo e non risolverà nulla. Dovremo aumentarlo quasi sicuramente per le crisi che verranno create ad hoc dagli speculatori. Il Fondo dove prenderà le cifre mancanti e non fornite dai paesi soci? Dal mercato finanziario. Ovvero sempre dalle banche, sempre dalle finanziarie, ma anche da Paesi dell’area non-Euro, tipo la Cina. Questi amici generosi potranno, in cambio, sedere come osservatori con enormi poteri nel Consiglio direttivo del Fondo e decidere le politiche di austerity da imporre ai paesi che richiedessero i finanziamenti. Un “presidente” cinese o un oligarca russo, ma è un caso limite, potrà stabilire che i nostri operai abbiano scarsissime garanzie e che le loro proteste vengano represse nel sangue, come nei loro paesi di origine. Corollario di tutto ciò sarà che non potremo riconsiderare le loro decisioni in alcun modo perché il nostro Parlamento manterrebbe solo la funzione di ratificare decisioni prese da altri ma che andrebbero ad inficiare sulle nostre vicende quotidiane. E’ brutto quando qualcuno decide per noi, non trovate?
Altri motivi di inquietudine sono l’intoccabilità di chi opera per il M.E.S. E’ infatti, prevista l’immunità giuridica su tutto il territorio europeo per i componenti del direttivo, per membri onorari, per i loro staff. Le loro sedi non possono essere perquisite, i loro documenti non possono essere sequestrati, le loro comunicazioni non possono essere intercettate. Non sono processabili neanche in caso di colpe accertate (impossibile comunque, perché non possono essere indagati). I componenti del M.E.S possono pagare per le loro eventuali responsabilità solo se rinunciano spontaneamente alla loro immunità. E neanche dopo esser decaduti dalla carica possono parlare o essere indotti a parlare. E se, per pura ipotesi di accademia, non riuscissimo a restituire il prestito accordatoci? Altro motivo di preoccupazione: le conseguenze! A parte gli interessi di mora, altissimi, che ci verrebbero imposti nei riguardi del M.E.S (creditore privilegiato, potremmo anche essere costretti a pagare il dovuto con la forza. Il Trattato di Lisbona ha istituito la creazione dell’EuroGendFor, una gendarmeria europea con i compiti di “condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici”. Non è che in caso di insolvenza questi “Esattori” prima ci multano e poi ci mandano dei picciotti a casa? Ovviamente stiamo esagerando (?) ma quello che si viene a configurare con il varo del M.E.S è comunque un potere assoluto, indivisibile, esterno, irreversibile a cui affidiamo i nostri destini. Proprio come il Leviatano prefigurato nelle opere di Tommaso Hobbes. Un potere senza legittimazione popolare che deciderà politiche iperliberiste pagate con la distruzione dello stato sociale e con le tasse dei contribuenti, politiche di depauperamento sociale ed umano, politiche non già di crescita e sviluppo.
Un potere assoluto che non ci darà neanche la consolazione di essere illuminato e di decidere per noi come ha fatto magari la zarina Caterina di Russia o Lorenzo il Magnifico a Firenze. Eh no, perché (articolo 15) “Il consiglio dei governatori può decidere di concedere assistenza finanziaria a un membro del MES ricorrendo a prestiti con l’obiettivo specifico di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie dello stesso membro del MES”. Tradotto, si potranno usare i fondi anche per ripianare gli ammanchi delle banche. Le banche prendono soldi ai cittadini, non prestano alla piccola impresa, non prestano per i mutui alle famiglie, fanno investimenti azzardati e, in caso di ammanchi, i loro buchi saranno coperti con i nostri soldi. Non so voi ma il trasferimento di fondi dal pubblico al privato non corrisponde precisamente all’idea di progresso sociale che ho sempre custodito in me. E poi, detto tra noi, non credo che i nostri “Padri nobili”, dai risorgimentali ai costituenti, abbiano lottato, cosparso di rosso sangue il verde delle nostre pianure ed il bianco dei nostri monti per questo, ovvero perché fossimo schiavi “cornuti e mazziati” di poche centinaia di persone nel mondo.
Se questo è il nuovo “Ordine mondiale” che dovrebbe garantire pace e stabilità nel mondo, le speranze più che coltivarle dobbiamo seppellirle.
Ma non preoccupiamoci, non ancora.
Possiamo ancora discutere di questa faccenda perché si sviluppino le consapevolezze atte a bloccare qualcosa di profondamente ingiusto e non democratico.
Possiamo ancora. Dopo… no. Tutto potrebbe diventare un lusso. Anche il non essere d’accordo.

http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15674

Nessun commento:

Posta un commento