Se ai cerchisti dovesse andare male, un partito in cui rifugiarsi ce l’hanno: si chiama “Siamo gente comune. Movimento territoriale”.
L’hanno fondato Rosy Mauro e Lorenzo Bodega. Non ha voti ma ha già la
sua quota di finanziamento pubblico in quanto parte del Gruppo Misto del
Senato. Adesso ha anche una sede. Dieci giorni fa è stato infatti
inaugurato a Oggiono (LC) il “Bodega Art Café”, che il Bodega medesimo
ha così descritto: «Questo vuole essere un luogo di incontro aperto a
tutti, nessuno escluso. Un’attività nuova che si occuperà tra le altre
cose anche di cultura ma cultura sarà anche fare politica».
All’inaugurazione si sono presentati tutti i big presenti e futuri del
nuovo partito. A tagliare il nastro arancione (il verde sembra
momentaneamente sparito) c’erano oltre al Cavaliere della Repubblica e
Senatore Bodega, Rosy Mauro, il senatore leghista Armando Valli, Luciano
Grammatica, Piero Moscagiuro (in arte Pier Mosca), e Marta
Casiraghi, di fresca trombatura alle amministrative. La presenza di
Roberto Castelli era solo evocata da Sonia Besana (compagna del Bodega
ed ex del Ministro) e da Giuseppe Magni, suo solido sodale.
Bodega ha entusiasmato i presenti con una orazione da vero leader: «Quest’anno
finisce la mia carriera romana e mi dedicherò al territorio. Me ne sono
andato dalla Lega perché non ho condiviso certe cose e atteggiamenti ma
è giusto che io continui a mettere a frutto l’esperienza maturata in
questi anni (..) e portare avanti la nostra esperienza fatta sul
territorio e promuovere l’informazione vera e non quelle mezze verità
riportate dai giornali per infangarci, ci batteremo per un’informazione
puntuale e precisa fatta con i comizi e con i porta a porta». Ha anche rivolto un commosso saluto alla sua eroina: «Ho
avuto modo di conoscere bene Rosy Mauro, ha un carattere che può
sembrare duro ma dà il cuore e l’anima, non ha fatto niente ed è stata
espulsa dalla Lega, è una persona eccezionale che ha subito tanta
cattiveria ma ci saranno le sedi opportune per appurare la verità».
Ha ribattuto in lacrime la ex vice-vice di Napolitano (quando era vicaria): «In
una fase così difficile come questa non sapete cosa significhi finire
nella macchina del fango, è una cosa terribile che non auguro a nessuno
ma noi andremo avanti con determinazione. Tutto è partito da un
complotto interno e non dalla magistratura ma da quei “barbari sognanti”
che due anni fa hanno iniziato a distruggere il movimento. La
magistratura farà il suo corso, io non sono nemmeno indagata ma sono già
stata processata dai giornali. Bodega ha avuto il coraggio di
dimettersi da un movimento che un innominabile è riuscito a distruggere
in due anni costringendo persino Bossi a dimettersi».
Promosso “innominabile”, Maroni non ha che da temere sfracelli da questa
falange di intrepidi indipendentisti, anche loro guidati da un
“Cavaliere” e da due amazzoni di vaglia.
Infatti l’invito alla pugna è stato accolto dalla Brambilla, dai capelli
quasi arancioni come il colore del nuovo movimento: «In politica mai
come in questo momento c’è bisogno di un volto nuovo, ce lo dicono i
cittadini, saluto con piacere la nascita di un nuovo movimento». Insomma
la Brambilla voleva fare un partito animalista: è partita con la zampa
giusta.
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