domenica 8 luglio 2012

Caravaggio tra polemiche, un disegno per due 'cene'

In un nuovo disegno testa maschile che ritorna in due versioni della 'Cena di Emmaus'

  Confronto fra un particolare del dipinto di Caravaggio 'Cena in Emmaus' e uno dei disegni, attribuiti al giovane Merisi, ritrovati dagli studiosi Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli e pubblicati in due e-book

  Confronto fra un particolare del dipinto di Caravaggio 'Cena in Emmaus' e uno dei disegni, attribuiti al giovane Merisi, ritrovati dagli studiosi Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli e pubblicati in due e-book

Confronto fra un particolare del dipinto di Caravaggio 'Cena in Emmaus' e uno dei disegni, attribuiti al giovane Merisi, ritrovati dagli studiosi Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli e pubblicati in due e-book

Confronto fra un particolare del dipinto di Caravaggio 'Cena in Emmaus' e uno dei disegni, attribuiti al giovane Merisi, ritrovati dagli studiosi Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli e pubblicati in due e-book

Confronto tra un personaggio dipinto da Caravaggio a Milano nel 1590 circa (I santi Paolo e Barnaba a Listri' nella chiesa omonima a Milano) e la serva della 'Cena in Emmaus' (Pinacoteca di Brera)

  Il volto del disegno trovato a Milano e attribuito al giovane Merisi avvicinato a quello del vecchio soldato della 'Conversione di Saulo' dipinto da Caravaggio, mostra una stupefacente somiglianza

Confronto tra il volto di Cristo della 'Cena in Emmaus' di Caravaggio e lo studio per testa realizzato da Merisi nella bottega di Simone Peterzano

di Mauretta Capuano

ROMA - Fa ancora discutere il ritrovamento di un centinaio di disegni del Fondo Peterzano, attribuibili a Caravaggio, annunciato all'ANSA dagli storici dell'arte Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Gli autori della scoperta rilanciano mettendo a confronto uno dei disegni con le celebri versioni della Cena in Emmaus custodite nella Pinacoteca di Brera, a Milano, e nella National Gallery di Londra.
Torna sulla validità dell'operazione compiuta dai due studiosi Vittorio Sgarbi sottolineando che "sono stati bravi, meritano rispetto, hanno scosso l'immobilità che caratterizza questo settore". Anche Claudio Strinati, esperto del Seicento e di Caravaggio, che non ha ancora avuto tempo di vedere gli e-book con i disegni, ma si riserva di farlo al più presto, considera "intelligente" l'operazione, ma riflettendo sul metodo usato dai colleghi è arrivato alla conclusione che "si resterà nel dubbio per sempre" sull'attribuzione. "Il metodo seguito da Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli - spiega Strinati - è meno debole di quello che mi era sembrato, ma è un ragionamento di carattere strutturale.
L'attribuzione fatta con questo criterio ha dei limiti perché la struttura dell'immagine non è tutto. La forte somiglianza non è necessariamente identità. A costituire un'opera d'arte sono struttura e stile. Ci vuole anche la diagnosi stilistica che non c'é". Ragionamento che per Strinati varrebbe, in qualche modo, anche per il raffronto con il profilo di testa maschile, con la barba, contenuto nel Fondo Peterzano, che secondo Bernardelli e Conconi Fedrigolli, sarebbe stato riproposto da Caravaggio in due celebri opere della maturità. "Si vede chiaramente - dicono i due studiosi - lo stesso tratto, a livello di ductus disegnativo, presente nella figura del discepolo che sta a destra di Cristo nella Cena in Emmaus detta cena Patrizi, quella custodita a Brera". E, in qualche modo "giocando con l'immagine e rovesciando il disegno in modo speculare, ci siamo resi conto che la stessa testa maschile torna anche nella Cena Mattei, quella conservata alla National Gallery". In ogni caso, per Sgarbi, "non c'é nessuna offesa all'arte, nessun involgarimento" e, dice il critico ferrarese "mi lasciano perplesso certi commenti di alcuni studiosi" per quella che ribadisce sia "un'operazione spavalda, abile e apprezzabile".
Per Strinati le conclusioni di Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolli sono "azzardate e secondo me si resterà nel dubbio per sempre. Non si troverà nessun elemento che trasformi l'indizio in prova". Ma, conclude, "renderò onore a questi studiosi: non ho ancora studiato a fondo, ma ho fatto riflessioni in piena coscienza". (ANSA)

 



 




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