mercoledì 9 marzo 2022

Umiliazione storica per Salvini

 


Non è strano che il sindaco di Przemysl che affronta a muso duro Salvini sia di estrema destra - e no, non solo perché stanno in Polonia e non dovrebbe sorprendere, anche se capisco che mentre noi rilanciavamo le manifestazioni delle femministe polacche per il diritto all'aborto e l'allarme della comunità lgbtiq per le zone "LGBT free" molti ci dicevano di farci i fatti nostri o che c'erano ben altri problemi o che era facile farlo stando qui ed è un atteggiamento che distrae dal capire cosa succede oltre il palmo del proprio naso.


Non è strano perché i sovranismi di tutto il mondo vanno d'accordissimo quando si ritrovano alle convention in Spagna e ai Congressi della Famiglia di Verona, ma poi quando li metti sul campo (non necessariamente di battaglia, ma in tempi estremi anche) si vede subito che chi dice "prima io" non può andare d'accordo con un altro "io" che vuole mettersi prima lui. Soprattutto se invade un paese a un confine di distanza dal tuo. 


Prima o poi i nodi vengono al pettine e questo è un momento di riposizionamenti difficili per molti, figuriamoci per Salvini che è uno che andava in giro con la faccia di Putin sulla maglietta e Savoini al seguito e non ci vede nessun ostacolo ad andare a fare lo splendido sul confine ucraino. Che poi il dubbio gli sarebbe dovuto venire non tanto perché convinto che la Polonia si sia svegliata l'8 febbraio con un messaggio del triangolo di Weimar e abbia riscoperto le gioie della fratellanza europea, ma per la ragione opposta, cioè la necessità di riposizionamento di cui sopra. E quando al sindaco Wojciech Bakun (che è pure in Parlamento) è caduto in grembo un ex vicepremier imbolsito con una storia recentissima e sfacciata di putiniano di ferro, non deve essergli sembrato vero. Non perché esponente della "sinistra polacca", come Salvini ha cercato goffamente di liquidare le contestazioni, non perché offeso dalla propaganda sulla pelle dei più deboli, come ha auspicato qualcuno. Ma perché, banalmente, se sei dalla parte sbagliata della storia, sempre, se l'unica cosa che conta è il tuo interesse, a discapito di qualsiasi cosa, anche del più semplice pudore, lasciando pure perdere l'umana decenza, se vai a braccetto con gli squali, prima o poi finisci spolpato.


Questa foto, giustamente rimbalzata ovunque, non mostra la rivalsa dell'umanità nei confronti del cinismo sulla pelle degli ultimi. E forse in qualche modo è anche giusto che non lo faccia. Salvini messo al proprio posto da Ada Colau te lo aspetti, è parte di una dialettica, inconciliabile, ma pur sempre a due. Ma quando lo fa un anti abortista ipercattolico di estrema destra in una città che si sente accerchiata sul confine polacco, è il momento di capire che non sai più giocare a un gioco che pensavi di aver inventato.


Francesca Druetti

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento