Gli hanno chiesto di scegliere. Non tra Putin e l’Ucraina ma tra Čajkovskij e Ravel, tra Stravinskij e Debussy.
Invece lui, Tugan Sokhiev, direttore musicale del teatro Bol'šoj e dell’Orchestra Nazionale di Tolosa, si è dimesso da entrambi con effetto immediato.
Contro l’invasione russa in Ucraina, contro Putin, contro la guerra, ma anche contro chi vorrebbe “assoldare” musicisti, compositori, artisti vivi e morti, senza rendersi conto che la musica e la cultura sono ponti, non muri.
Le sue parole di congedo dovrebbero far riflettere in tanti.
“Questo è quello che fa la musica. Connette persone e artisti provenienti da continenti e culture diverse, cura le anime e dà speranza di un'esistenza pacifica su questo pianeta. La musica può essere drammatica, lirica, divertente, triste ma mai offensiva!
Durante gli ultimi giorni ho assistito a qualcosa che pensavo non avrei mai visto in vita mia. In Europa oggi sono costretto a fare una scelta e a scegliere una mia famiglia musicale o l'altra.
Presto mi verrà chiesto di scegliere tra Čajkovskij, Stravinskij, Šostakovič e Beethoven, Brahms, Debussy. Sta già succedendo in Polonia, paese europeo, dove la musica russa è proibita.
Invece di usare noi e la nostra musica per unire nazioni e popoli, ci stanno dividendo e ostracizzando”.
Profondo rispetto per la scelta e per l’uomo.
Lorenzo Tosa.
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