Dostoevskij ha combattuto la Grande Guerra; probabilmente avranno militato al suo fianco Dante e Cicerone. Forse anche Cesare era nei paraggi.
No, non è una battuta, ma quanto ha affermato Massimo Giletti, il conduttore televisivo di “Non è l’Arena”. Nel corso di una discussione sull’Ucraina con Massimo Cacciari ha citato “il famoso diario di Dostoevskij sulle atrocità della Prima Guerra Mondiale”.
Nessuno di noi conosce ogni cosa, ognuno ha lacune, “ignoranze” su determinati argomenti e scopo della cultura non è certamente fare della propria mente un arido magazzino da stipare di nomi e nozioni, ma perché parlare di ciò che non si sa? Perché citare Dostoevskij senza averlo mai letto? Basterebbe infatti aver letto anche soltanto una pagina di questo scrittore per rendersi conto che il suo modo di esprimersi, i suoi contenuti, le sue idee, il vestiario dei suoi personaggi e gli oggetti che li circondano non possono in alcun modo collocarsi nel Novecento.
Oggi purtroppo la cultura viene strumentalizzata come se fosse un fiore all’occhiello con cui fare colpo davanti ai telespettatori; è usata per impressionare, per darsi un tono, citando a casaccio questo o quell’autore, un po’ come faceva l’Azzeccagarbugli con il suo latinorum. E come possiamo pretendere che i giovani leggano, apprezzino la cultura e il libero pensiero, se coloro che fanno informazione, se coloro che hanno o meglio dovrebbero avere la responsabilità di fare informazione, molte volte non sanno neanche di cosa stanno parlando?
Un conduttore non deve essere uno storico o un letterato, ma quando si sa di non sapere, sarebbe scelta più apprezzata ed elegante tacere. Parlino di politica, di spettacolo, di gossip e attualità, ma lascino riposare in pace il nostro Fëdor Michajlovič.
G.Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X #media #televisione #Dostoevskij
Professor X
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