Si chiama Shervin Bagherian.
Ha 17 anni.
Il regime iraniano si prepara a impiccarlo in una pubblica piazza.
Sarà fatto penzolare da una gru con una corda al collo. Era in strada nei primi giorni della rivolta.
È stata trasmessa in tv, la confessione forzata dell’adolescente.
Nel video, l’interrogatore gli domanda: “Tu sei Mohareb?”. Shervin risponde: “Cosa significa?” Si tratta di un termine che vuol dire “guerriero contro Dio”.
Fine dell'interrogatorio.
Condanna a morte.
Per lui e altri ragazzi giovanissimi in attesa di essere impiccati è partita una campagna di Amnesty International.
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/02/iran-children-among-30-people-at-risk-of-the-death-penalty-amid-expedited-grossly-unfair-trials-connected-to-uprising/
Per alcuni è già troppo tardi.
Saleh Mohammadi di 19 anni, campione di lotta libera è già stato giustiziato nei giorni scorsi.
Per Shervin e altri forse abbiamo ancora un po' di tempo.
La guerra scatenata da Trump e Netanyahu, è finita dentro un pantano. E sempre più pare evidente che le vere vittime di questo disastro sono i civili iraniani
Costretti a difendersi dalle bombe che non risparmiano i civili e alle prese con un Regime fanatico ancora più sanguinario.

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