Un ragazzo di 17 anni con le scarpe rotte e nessun soldo in tasca.
Era l'11 marzo 1876, e Giacomo Puccini aveva un problema serio: l'Aida di Verdi andava in scena al Teatro Verdi di Pisa, e lui non aveva i soldi per il biglietto del treno da Lucca.
Soluzione: camminare.
25-30 chilometri di strada, insieme al cugino Carlo e a un amico. Andata e ritorno. Di notte, dopo lo spettacolo, con un paio di scarpe già consumate prima di arrivare.
Il biografo Mosco Carner, che ha dedicato anni allo studio di Puccini, descrive la serata come "l'aprirsi di una finestra sul mondo della musica". Puccini stesso, anni dopo, ricordò di esserne rimasto "sbalordito, quasi spaventato".
E qui arriva il bello.
Fino a quella sera, il giovane Giacomo era avviato verso la musica sacra. La sua famiglia produceva organisti e maestri di cappella da quattro generazioni. Il piano era scritto: lui avrebbe fatto lo stesso.
L'Aida mandò tutto in fumo in tre ore.
Tornò a Lucca con le idee chiare: voleva fare opera. Solo opera. Quella convinzione, nata su una strada di campagna toscana tra Lucca e Pisa, è la stessa che negli anni successivi avrebbe generato La Bohème, Tosca, Madama Butterfly.
Comunque.
Il dettaglio che fa più effetto non è la camminata. È che Puccini aveva già il biglietto per lo spettacolo - il problema era solo il treno. Significava che aveva trovato i soldi per entrare a teatro, ma non per spostarsi. Priorità chiarissime, per un diciassettenne.
Mosco Carner lo cita con questa precisione nella sua biografia, considerata ancora oggi il riferimento principale sulla vita del compositore. L'episodio è confermato anche da lettere e testimonianze raccolte da Giuseppe Adami, librettista e intimo di Puccini.
La storia della musica italiana ha un bivio esatto.
Si trova su una strada tra Lucca e Pisa, l'11 marzo 1876, con un ragazzo che cammina nell'oscurità e ha ancora in testa le note di un'opera che non avrebbe mai dovuto sentire.
In breve:
L'11 marzo 1876, a 17 anni, Puccini camminò 30 km da Lucca a Pisa per vedere l'Aida di Verdi al Teatro Verdi perché non aveva i soldi per il treno.
Quella sera lo convinse ad abbandonare la carriera nella musica sacra e a dedicarsi all'opera.
Senza quella camminata, secondo il biografo Mosco Carner, non ci sarebbero stati La Bohème, Tosca e Madama Butterfly.

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