Mentre apprendiamo che missili colpiscono le nostre basi in Iraq, che le scorte di petrolio che ci rimangono dureranno 90 giorni, che la BCE, guidata da una incompetente bollinata, freme all'idea di alzare i tassi (poi si ride con i mutui), la vicenda della famiglia del bosco arriva al suo acme: ora abbiamo anche una proposta di legge sul tema, presentata in pompa magna da Brambilla.
Giustamente con il 90% di assenze sui voti d'Aula, l'on. Brambilla ha ritenuto di dedicare il tempo che usa alla Camera per un tema così incalzante, vitale, importante: due tizi che provengono dall'altra parte del mondo e che, arrivati in Italia, hanno iniziato a far crescere i figli in mezzo alla foresta, non mandandoli a scuola. D'altronde è una follia che siano intervenuti i servizi sociali: doveva intervenire il cerimoniale del Quirinale per nominarli tutti cavalieri e commendatori della Repubblica.
E così, dopo l'invio di ispettori, visite programmate di ministri, conferenze stampa di vertici dello Stato, articoli, comunicati e all'incirca 4,7 milioni di ore di servizi approfondimenti Rai sul tema, ora c'è anche una bella proposta di legge. Manca l'esercito, da mandarci. Un pensierino ce lo farei: mandiamoci la brigata corazzata Ariete e facciamogli fare da scorta per un felice ritorno nei boschi. Verrà un altro bel servizio Rai.
Occhio però alla benzina: visto cosa succede nel mondo reale (non nella foresta), persino la propaganda potrebbe iniziare a costare cara.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta.

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