Saltano teste in Fratelli d'Italia e Forza Italia come tappi di spumante a Capodanno.
Delmastro: via.
Bartolozzi: via.
Santanchè: via.
Gasparri: via.
E noi qui, col cuore pieno di gioia.
Ma sapete qual è il problema? Che ci stiamo abituando troppo bene. Che ogni mattina ci svegliamo, prendiamo il caffè e controlliamo chi è il prossimo a saltare. E ogni mattina il caffè è più buono del giorno prima.
E allora diciamolo: perché fermarci? Perché accontentarci?
Perché in mezzo a questa mattanza meravigliosa, c'è un assente. Un assente grosso.
Uno che di solito lo trovi ovunque. Nei telegiornali, al mercato, al citofono, in spiaggia col mojito, al Papeete a petto nudo, coi rosari, coi gattini, coi selfie col cappuccino, nei comizi, nelle sagre, nelle dirette Facebook dove mangia salumi e insulta i migranti contemporaneamente.
Uno che ha un'opinione su tutto. Sulla guerra, sulla carbonara, sulla Madonna di Medjugorje, sui genitali di una pugile algerina, sull'astrofisica e sulla farina di insetti. Che se domani mattina un meteorite colpisse Giove, lui entro mezz'ora avrebbe una diretta social con la felpa "Io sto con Giove".
E che da quattro giorni è sparito dalla faccia della terra.
Matteo Salvini si è rintanato.
L'uomo più rumoroso della politica italiana, quello che parla anche quando dorme, quello che posta anche quando mangia, quello che se lo chiudi in una stanza vuota dopo dieci minuti ha già trovato un nuovo nemico immaginario, è sparito.
Quello che il giorno del voto aveva piazzato sui social un "SÌ" giallo su sfondo blu grande come un cartellone autostradale, ora è lì, nascosto, acquattato in qualche angolo sperando che la tempesta passi.
Ma noi, Matteo, abbiamo preso gusto.
Delmastro, Bartolozzi, Santanchè, Gasparri.
Bellissimo. Ogni nome una gioia. Ogni dimissione una festa.
Fernandello quando te ne vai?
Ma la lista è incompleta. Manca un nome. E quel nome è grosso. Ed è il tuo. E lo sai, per questo ti sei nascosto e hai smesso di fare i selfie col cappuccino.
Perché sai che da qualche parte, in qualche corridoio, in qualche chat, il tuo nome gira. Noi qui intanto aspettiamo. Col caffè in mano e il sorriso stampato.
Perché con questo centrodestra ogni mattina è Natale.
E la calza, Matteo, è ancora mezza vuota.

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