venerdì 25 aprile 2014

ZAMPINI TORNA IN CELLA

TORINO - Chissà se il direttore del carcere di Pinerolo domenica sera ha permesso ad Adriano Zampini - il "faccendiere" che nel marzo ' 83 calandosi nella parte del pentito aveva innescato il ciclone della "tangenti- story" torinese - Torino, di guardare in tv la puntata di "Babele" dedicata a corrotti e corruttori? Alla trasmissione di Corrado Augias, registrata giovedì scorso, il "grande corruttore" aveva infatti partecipato come esperto di "tangenti" e per presentare la parte seconda della sua biografia di "faccendiere". Non ha però fatto in tempo a vederla andare in onda. Venerdì infatti Zampini è tornato in prigione. I carabinieri del Nucleo Operativo di Torino lo hanno arrestato nell' ufficio della sua società di mediazione immobiliare, la Stock House, nel centro del capoluogo piemontese, perchè coinvolto in una brutta storia di titoli azionari rubati e riciclati. ' L' omino delle noci' Domenica sera mentre la sua immagine compariva sui teleschermi, Zampini quindi era "ospite" da quasi due giorni di una cella del piccolo carcere pinerolese. "Una conferma dell' immediatezza della Tv - spiega Corrado Augias, conduttore di Babele - E anche del fatto che ormai il video ha sostituito quella che un tempo era la piazza del paese. Si nota una persona e poi lo si vede portar via dai carabinieri...". E' certamente un caso, ma venerdì scorso un altro famoso "faccendiere", Flavio Carboni, era stato arrestato subito dopo una trasmissione televisiva: L' Istruttoria di Ferrara. Questa volta "l' omino delle noci", come nelle telefonate registrate dai carabinieri i politici torinesi coinvolti nello scandalo definivano Zampini, è accusato di "concorso in ricettazione aggravata". Secondo il pretore Vincenzo Pacileo avrebbe partecipato alla intricata manovra di "riciclaggio" di titoli azionari rubati la notte tra il 13 e il 14 aprile del 1991 da un furgone in sosta nel garage della "Trans Coop", una ditta di spedizioni di Trofarello, nell' hinterland torinese. Quella notte, senza che nessuno notasse nulla, era sparito un plico spedito da un agente di cambio con oltre un miliardo di azioni al portatore emessi da Fiat, Mediobanca, Sai, Eridania, Unipol, e Generali Assicurazioni. Solo nell' aprile scorso una "soffiata" aveva rivelato ai carabinieri che i titoli rubati erano finiti, dopo esser passati di mano in mano, nella cassaforte di un agente di cambio ginevrino che li aveva acquistati ignorando che si trattasse del bottino di un furto. Ripercorrendo a ritroso l' intricata "compra-vendita" dei titoli dalla Svizzera l' indagine dei carabinieri si era spostata a Genova e a Modena e infine nuovamente a Torino dove la settimana scorsa erano stati arrestati per "ricettazione aggravata" il consulente finanziario Charles Muyango, originario del Ruanda ma da tempo residente nel capoluogo piemontese, già coinvolto nell' 87 in un traffico di denaro falso a Milano, Gerardo Renna, un artigiano edile arrestato nell' 83 per alcune truffe e soprattutto Guido Callegaro, un imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta che nell' 83 aveva fatto capolino in un "bidone" fatto ad Adriano Zampini. In quell' occasione il "faccendiere" aveva infatti tentato di vendere un palazzo ma dopo una lunga mediazione si era trovato in mano solo un assegno di 285 milioni del tutto scoperto. Il nome di Callegaro compariva nel contratto di vendita. E da Callegaro i carabinieri sono arrivati a Zampini, l' ex ufficiale degli Alpini che, approdato a Torino da Verona, nella primavera dell' 83 con le sue confessioni fece finire parte del consiglio comunale torinese nelle camere di confessioni fece finire parte del consiglio comunale torinese nelle camere di sicurezza della caserma di Venaria. Uno scandalo, quello di nove anni fa, che dopo aver riempito pagine e pagine di verbali con un' intricata storia di affari per miliardi "pilotati" con il pagamento di laute "mazzette" ad assessori e leader politici si è sgonfiato al processo d' appello con l' assoluzione di undici imputati e la conferma di sole sette condanne. La sentenza di primo grado con le sue 19 condanne aveva invece creduto alle rivelazioni del "faccendiere" condannato dapprima ad una pena di tre anni ridotta poi ad un anno e tre mesi. Questa volta i politici sembrano non entrarci. Insieme a Zampini è stato infatti arrestato un insospettabile commercialista, il ragionier Giovanni Fiore, di 53 anni. Secondo i carabinieri a lui si sarebbe rivolto Guido Callegaro per "piazzare" centoventi milioni di azioni al portatore di Fiat, Comau, Banca Popolare di Bergamo, Fondiaria e Mediobanca, tutti titoli provenienti dal furto a Trofarello. E il ragionier Fiore non ha trovato di meglio che presentare a Gallegaro una sua vecchia "vittima" e un grande maneggione come Zampini. ' Non ricordo bene' Venerdì mattina, il giorno dopo la registrazione della puntata di Babele, il capitano dei carabinieri Fabrizio Polvani ha bussato all' ufficio di Zampini. Ascoltando la lettura del mandato di cattura il faccendiere ha sorriso, mormorando: "Non ricordo bene, credo di aver visto di sfuggita quei titoli, me li ha mostrati il mio commercialista. Mi sono fidato. D' altronde io mi fido sempre di tutti...".
di MEO PONTE

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