domenica 23 giugno 2024

Fabio Petruzzi

 


Stagione 1994/1995, Lazio-Roma 0-3:

“Era un momento complicato della mia carriera, dopo l’anno a Udine in cui avevo avuto problemi fisici. Mazzone mi diede fiducia proprio nel derby. Vincere quella partita contro la Lazio di Zeman, Signori, Nesta. Vedere Carletto sotto la Sud, l’abbraccio col grande Fernando Fabbri, nostro dirigente, le lacrime finali: è uno dei ricordi più belli in assoluto.

Su un giornale venne fatto il confronto dei ruoli tra la Roma e la Lazio e finì 10-1, dei nostri salvarono solo Aldair”.


Per Mazzone diventò un’arma in più:

“Ci caricò, anche se il derby lo sentivamo già molto. Eravamo tanti romani in squadra. Ci ha dato un 'la' in più per dimostrare che la differenza non era netta”. 


Giallorosso dalla testa ai piedi, la Roma prima tifata allo stadio e poi difesa con la maglia addosso: 

“Per un romano-romanista è incredibile. Entravo nel vialone con la canzone di Lando Fiorini, vedevo quella maglia, quei tifosi. Sono nato nel '70, ho vissuto la Roma di Falcao e di Di Bartolomei, che per me è 'La' Roma”. 


Sulla Curva Sud: 

“Per il me bambino era meraviglioso. Si andava allo stadio solo per vedere cosa facevano".


Il rifiuto di offerte importanti: 

“Ci fu la possibilità di andare al Milan. Ero in scadenza, ma rimasi. Giocare a pallone era il mio sogno da bambino, farlo con la Roma era inarrivabile. Ho avuto tutto”.


Fabio Petruzzi


Fonte: Gianluca Di Marzio

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