sabato 28 marzo 2026

Era solo un ladrone

 


Mi dispiace, ma personalmente non mi unisco alla celebrazione – e a tratti glorificazione – postuma. 


Nessun odio (ci mancherebbe), né gioia per la scomparsa (non scherziamo), e anzi umano dispiacere per la famiglia, così come ne avrei per altri. Ma, a proposito di odio, Bossi ne ha avuto tanto, per tanto tempo e per tanti. E in decenni di attività politica ha fatto tutto ciò che era in suo potere per esprimerlo al meglio. 


Se si fosse limitato a questo, bon. Ma su quel rancore, profondo, ci ha costruito un partito che ha fatto seri e profondi danni al Paese, aumentando le divisioni, mettendo le persone le une contro le altre, cercando di farle disprezzare reciprocamente, al solo fine di ottenere consenso. Quel modo, quel linguaggio, quelle idee hanno fatto male alle persone. Non metaforicamente: proprio fattivamente. Me lo ricordo ancora – ed ero piccolo, al tempo – quante persone di origine meridionale vissero sulla propria pelle, anche nel piccolo, l’effetto di quell’odio violento, urlato, martellato in ogni dove e trasmesso nel Paese con lo scopo di guadagnare voti. Perché quando si sdogana un certo modo di parlare, di ragionare, di semplificare e di odiare, tornare indietro è difficilissimo. E una persona realmente perbene avrebbe dovuto pensarci non due, ma cento volte, alle conseguenze dei propri messaggi. 


Per non parlare poi di tutte le vicende legate a scandali vari. Perché mentre si dividevano le persone per guadagnare consenso, si stava bene attenti a curare i propri interessi. Mentre si odiava e si contribuiva ad aumentare fratture e rancori in un Paese già sconvolto dal berlusconismo, accelerando una decadenza che oggi ci presenta un conto salatissimo.


E in tutto questo mai un ripensamento, mai un pentimento, anche parziale, non delle idee politiche, ma di quanto quell’odio ha provocato sulla pelle delle persone. 


Ma fermiamoci qui. 

Riposi in pace, ma politicamente – e moralmente – non c’è, a mio modo di vedere, alcun margine per glorificare.

Leonardo Cecchi 

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