1 Settembre 2021
Il 18enne lombardo Manuel
Perez è morto in Liguria, a Punta Chiappa, lungo la costa fra Portofino e
Camogli, lo scorso 13 agosto. Era in gita con gli scout. La madre
accusa: “Manuel soffriva di epilessia e l’acqua alta innescava le sue
crisi. Quindi non si può parlare di una fatalità”. I suoi genitori
stanno ora pensando di sporgere denuncia.
"Che non mi vengano a parlare di fatalità. Manuel soffriva di epilessia e l’acqua alta innescava le sue crisi". A parlare è la signora Fara Musella, 45 anni, madre del 18enne lombardo di Lesmo,
Manuel Perez,
annegato nel tardo pomeriggio del 13 agosto nelle acque di Punta Chiappa, nei pressi del promontorio di Portofino, mentre faceva il bagno con un gruppo di amici, una comitiva di scout.
"Ci eravamo raccomandati più e più volte con il gruppo scout con cui viaggiava – racconta la madre in un'intervista al Corriere della Sera
– può fare qualsiasi cosa ma non fatelo andare dove l’acqua è profonda.
Assolutamente vietato. Ha avuto una crisi, è vero. Ma se l’avesse avuta
con i piedi per terra oggi sarebbe qui. Manuel è morto perché chi
doveva vigilare su di lui non ha rispettato i suoi limiti, le sue
fragilità".
Il problema di Manuel era rappresentato dalle cosiddette ‘crisi di assenza',
una forma di epilessia che si manifesta con un’improvvisa perdita di
coscienza. A volte pochi istanti, a volte qualche minuto: Manuel si
bloccava, lui c’era ma era — come dice sua madre — "immobile come una
bambola". Assente. "Se le crisi erano forti aveva un crollo ipotonico e
si adagiava a terra", racconta Fara. "Il più delle volte però si
bloccava. Tutto a un tratto si fermava, scollegato dal mondo. É evidente
che con un limite del genere non poteva andare in acque profonde. Ogni
tanto lo faceva ma con noi vicino e con il giubbotto salvagente", e
accusa: "Stavolta non glielo abbiamo neanche dato, il giubbotto, perché
l’ordine era che non facesse il bagno dove non toccava. Al capo scout lo
aveva detto il mio ex marito, padre di Manuel, lo ha ripetuto il mio
attuale marito e l’ho ribadito io. Per di più lui è un educatore, un
insegnante di sostegno, conosceva Manuel, la sua malattia, le sue
crisi…".
Il gruppo di scout, originari di Vimercate (Monza e Brianza), era partito da Pavia il 9 agosto.
Per Manuel era la prima gita lunga dopo il lockdown, dopo i 18 anni.
Ultima tappa prevista: Camogli, il giorno 13. Il mare faceva parte del
programma, ma l’accordo era che al massimo il giovane sarebbe entrato in
acqua per bagnarsi appena. "Quando mi ha chiamato la Capitaneria di
porto ho perfino fatto fatica a collegare la parola mare con il nome di
mio figlio – evidenzia Fara – perché non doveva esserci, quel
collegamento. Ho chiesto via WhatsApp al capo scout: perché l’hai
portato in acqua alta se ti avevamo chiesto di non farlo? Mi ha risposto
che Manuel era così felice… che lui pensava di poter tenere la
situazione sotto controllo. Mi dicono tutti che è sotto choc. E noi,
allora? Come dobbiamo sentirci, noi?".
https://www.fanpage.it/attualita/manuel-lo-scout-annegato-la-madre-non-e-stata-una-fatalita-era-epilettico-nessuno-ha-vigilato/
Battaglia71
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