Orrori in Cambogia, dove le mamme vendono la verginità delle figlie
La storia di Dara, la cui verginità è stata venduta dalla madre quando aveva 12 anni per far fronte ai debiti.
-Redazione- Vendute poco più che bambine, a orchi, dai genitori.
E' una realtà agghiacciante e molto diffusa, quella della vendita della verginità in Cambogia, dove le famiglie sono spesso così povere da esser costrette a cedere le proprie figlie a uomini privi di scrupoli, per la loroverginità.
Tutto trae origine da una credenza taoista, secondo cui fare sesso con una vergine, assicuri agli uomini una vita più lunga e in salute. Per tale motivo, è venuto a crearsi un vero e proprio business clandestino, con numerose ragazze costrette a sottostare alle bramosie dei propri abusatori per poi sottoporsi a interventi di chirurgia atti a ricostruire l'imene.
Marie Claire ha raccolto la testimonianza di una di queste vittime, Dara Keo, che oggi ha 17 anni. A 12, è stata venduta per 500 dollari ad un ricco uomo politico cambogiano. Sua madre non sapeva come fare per pagare i debiti di gioco del suo defunto marito. "I creditori mi minacciavano quando non riuscivo a pagare", ha raccontato la donna, "per questo ho venduto mia figlia".
Per una settimana Dara è stata costretta all'inferno. Dapprima visitata da un medico corrotto e, successivamente, consegnata al suo acquirente: "Sono dovuta stare con lui per una settimana, mi ha violentata più e più volte e senza preservativo”, ha ricordato. L'aveva chiusa in un camera d'albergo e, due o tre volte al giorno, si recava da lei per abusarne. "Era molto violento", ha ricordato la ragazza. "Il dolore era straziante".
Una volta conclusasi la settimana, la giovane è stata riconsegnata alla madre: sul suo corpo, ferite e contusioni. La violenza subita le aveva provocato anche forti dolori quando camminava o urinava, che sono proseguiti per mesi.
Ma la sua storia è solo una delle tante: Dara fa parte di quelle migliaia di giovani che ogni anno vengono cedute in cambio di soldi, in genere comprate da politici e poliziotti, gli unici sufficientemente ricchi per permettersele. Giovani che, successivamente, nonostante il dolore e il trauma, non mostrano risentimento verso i genitori.
In Cambogia, d'altra parte, esiste la terrificante concezione secondo cui ibambini esistono per dare benefici ai loro genitori, non il contrario: questo comporta che il concetto stesso dei diritti dei minori sia totalmente inesistente. Anzi: i piccoli si sentono in dovere di "risarcire" i genitori dei sacrifici compiuti per farli crescere, il che implica che accettino qualsiasi angheria e sopruso, dimenticando totalmente l'amore per sé.
http://www.articolotre.com/2014/04/orrori-in-cambogia-dove-le-mamme-vendono-la-verginita-delle-figlie/
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