Le donne afghane sfidano i talebani. Ore in coda ai seggi per esprimere il loro diritto di voto
Record di affluenza alle elezioni presidenziali e provinciali in Afghanistan nonostante gli attentati da parte dei talebani.
-Redazione- Freddo, pioggia e gli attacchi talebani non sono bastati per fermare chi, ieri, ha voluto decidere il destino del proprio Paese. Sette milioni di elettori, sui 12 aventi diritto si sono messi pazientemente in fila ad aspettare il proprio turno per votare; il 58% degli aventi diritto al voto ha raggiunto i seggi. Nel 2009 votò il 31,4% e mentre nel 2004, le prime elezioni libere, l’entusiasmo portò al voto il 76,9%. Ma c’è di più: degli oltre 7 milioni di votanti molte erano donne.
Hanno sfidato i divieti e le minacce dei talebani e si sono messe in fila per votare. Tantissime donne nonostante il burqua hanno voluto dire la loro sul futuro del Paese.
La partecipazione femminile al voto per le presidenziali in Afghanistan è stata più alta che nel passato.
Il primo turno delle elezioni ha fatto registrare quasi il 30% di donne in più che hanno partecipato al voto rispetto alle presidenziali del 2009.
Il primo turno delle elezioni ha fatto registrare quasi il 30% di donne in più che hanno partecipato al voto rispetto alle presidenziali del 2009.
Più agguerrite e numerose del solito sono state le giovani, che non hanno esitato a lasciarsi fotografare con grandi sorrisi mentre erano in attesa fuori dai seggi. "È una occasione da non perdere per acquisire maggiori diritti e cambiare il nostro Paese", dicevano a Kabul. Sono loro, le donne, ad avere fatto la differenza, soprattutto perché queste elezioni sono state più importanti della semplice scelta per prossimo presidente, sono state un referendum sui talebani, dimostrando, attraverso il voto, un rifiuto al terrorismo.
Non solo; per la prima volta nella storia del Paese, una donna, Habiba Sarobi,ex governatrice della provincia centrale afghana di Bamian, potrebbe diventare vicepresidente del Paese.
Come raccontato dal New York Times, gli afghani sono rimasti sorpresi dalla campagna elettorale di Sarobi, la donna non si è limitata a sostenere la figura del candidato presidente a cui si è legata, Zalmay Rassoul, ma ha tenuto comizi particolarmente energici che hanno ampliato il suo consenso.
Secondo alcuni osservatori, Sarobi avrebbe avuto le caratteristiche adatte per provare a diventare presidente, ma al momento della registrazione dei candidati aveva 39 anni, un anno in meno dell’età minima richiesta dalla legge per partecipare alle presidenziali.
Come raccontato dal New York Times, gli afghani sono rimasti sorpresi dalla campagna elettorale di Sarobi, la donna non si è limitata a sostenere la figura del candidato presidente a cui si è legata, Zalmay Rassoul, ma ha tenuto comizi particolarmente energici che hanno ampliato il suo consenso.
Secondo alcuni osservatori, Sarobi avrebbe avuto le caratteristiche adatte per provare a diventare presidente, ma al momento della registrazione dei candidati aveva 39 anni, un anno in meno dell’età minima richiesta dalla legge per partecipare alle presidenziali.
Le donne candidate per ottenere un seggio ai consigli provinciali sono statecirca 300, candidate anche in zone dove la presenza talebana è molto forte. Non solo, anche le mogli dei candidati, negli ultimi mesi di campagna elettorale hanno partecipato attivamente ai comizi elettorali dei rispettivi mariti, una cosa non per niente comune in Afghanistan.
Da oggi inizieranno le operazioni di conteggio. Sarà un processo lungo che porterà ai risultati preliminari non prima del 24 aprile. Per quelli definitivi occorrerà aspettare il 14 maggio.
http://www.articolotre.com/2014/04/le-donne-afghane-sfidano-i-talebani-ore-in-coda-ai-seggi-per-esprimere-il-loro-diritto-di-voto/
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