Da una manifestazione intitolata con un improperio non ci si poteva aspettare di più. L’attacco a Napolitano, l’idea di un referendum per l’uscita dall’euro, la serena accettazione dell’etichetta di populisti, incazzati. Gianroberto Casaleggio sul palco, il sostegno di Dario Fo al MoVimento e gli eletti 5 Stelle che però su quel palco non ci sono saliti.
Ma c’è una frase che non può essere ignorata, che suona proprio come una nota stonata e che tuttavia ha generato l’entusiasmo della folla presente per il V Day. Grillo dice: “Siamo in una piazza storica, siamo in una piazza che si chiama Vittoria, non è un caso. Gli ultimi che hanno parlato in questa piazza meravigliosa sono stati, è stato Pertini, che ha dato inizio ad una grande rivoluzione partita da Genova contro il governo Tambroni, se vi ricordate. Se fosse vivo sarebbe qua anche lui a parlare, fantastico…”
Se vi ricordate il Governo Tambroni nel 1960 ottenne la fiducia soprattutto grazie ai voti dei missini, per questo fu oggetto di accuse di filo-fascismo; se vi ricordate, Pertini a quella manifestazione di Piazza della Vittoria parlò proprio contro quei voti e contro l’assurdità del Movimento Sociale Italiano all’interno degli organi di governo, dato che riproponeva valori fascisti proclamati reato dalla Costituzione. Non vedo cosa ci sia in comune, a livello storico e politico con i contenuti del V Day, nonché coi valori del MoVimento 5 Stelle.
Se vi ricordate, Pertini era socialista; se vi ricordate, una decina di giorni fa degli eletti 5 stelle presentavano due emendamenti alla Commissione Cultura della Camera, chiedendo di sostituire esplicitamente la parola “socialista” con una perifrasi che cancellasse ogni riferimento storico e politico. Il termine era riferito a Giuseppe Di Vagno - in ricordo del quale si voleva istituire un premio – assassinato dai fascisti nel 1921 e ricordato come il Matteotti del sud; quello stesso Matteotti per cui, se vi ricordate, Pertini fu picchiato dai fascisti, per il semplice fatto di aver deposto una corona d’alloro in suo ricordo.
Basterebbe “aver letto un paio di libri e avere curiosità del passato”, per sapere che “socialista” non è sinonimo di Craxi e del suo operato, ha commentato in merito Michele Serra, oppure basterebbe una coscienza politica, diremmo noi.
E di coscienza politica non si può non parlare ricordando Pertini e la lettera alla madre, quando chiese la grazia per lui: “Ma, dunque, ti sei improvvisamente così allontanata da me, da non intendere più l’amore, che io sento per la mia idea?” – Dove idea sta per fede politica. Dove idea sta per ideologia, entrambe così deprecate dai grillini, insieme, è evidente, alla memoria.
Allora se è vero che Pertini apparteneva orgogliosamente a un partito che rivendicava pure di fronte alla prigionia l’amore per la propria fede politica, che era socialista, fino alla morte, no, caro Grillo, a gridare improperi su un palco scenico con voi, a Piazza della Vittoria, per il V Day, non ci sarebbe mai stato.
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